Roma, 23 ott. (askanews) – L’ok definitivo al Dao, il Documento di accompagnamento olivicolo, è un primo passo positivo a tutela del Made in Italy, con l’obiettivo di rafforzare la tracciabilità, in tempo reale, di produzione, trasporto, trasformazione e confezionamento. Cia-Agricoltori Italiani apprezza il via libera, che va nella direzione di quanto richiesto dalla Confederazione, e rilancia sull’urgenza di un confronto con la grande distribuzione per la tutela dell’EVO 100% italiano.
Cia, ringraziando il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ed esortandolo ad andare avanti in questa direzione, esprime soddisfazione per il passaggio significativo che ha visto la Commissione politiche agricole accogliere le richieste delle Regioni, introducendo novità e semplificazioni.
Passano, dunque, le procedure per la tracciabilità allargata, con l’obbligo del documento che viene esteso agli oli di oliva stranieri, comunitari ed extra-Ue, per tutelare il Made in Italy dalla concorrenza sleale. Esclusi dall’obbligo i produttori che trasportano le olive a frantoi e i centri di stoccaggio entro un raggio di 40 chilometri dai propri uliveti, così da tutelare la filiera corta. Approvata anche la misura a difesa dei piccoli produttori, con la previsione di esenzioni specifiche per i piccoli olivicoltori che producono modeste quantità di olio. Ora, prosegue Cia, si proceda con le altre misure richieste.
Per Cia è necessaria l’istituzione, presso il Mimit, di un tavolo permanente di confronto con la Gdo che programmi azioni concrete e immediate a tutela dell’olio EVO 100% italiano. La Confederazione confida nella capacità di mediazione del ministro Lollobrigida anche sulla procedura di ammasso privato, che deve essere riconosciuta. Al contempo, è necessario, infine, che siano meglio specificate e approfondite le modalità di attuazione della procedura dell’asta per gli indigenti.

