Omicidio Liliana Resinovich, lettera del fratello e pista economica, le indagini - QdS

Omicidio Liliana Resinovich, lettera del fratello e pista economica, le indagini

web-iz

Omicidio Liliana Resinovich, lettera del fratello e pista economica, le indagini

web-iz |
lunedì 14 Febbraio 2022 - 16:36

Massimo riserbo sulle indagini circa la morte di Liliana Resinovich. Altri 30 giorni per il deposito della relazione sugli esami tossicologici e per le analisi sui reperti.

Sono stati prorogati di 30 giorni i termini per il deposito delle analisi tossicologiche e degli esami sui reperti trovati nei pressi del corpo di Liliana Resinovich, la donna di 63 anni di Trieste, scomparsa da casa il 14 dicembre e ritrovata priva di vita il 5 gennaio scorso nel Parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni.

Lo conferma la Procura.

Le analisi tossicologiche

La richiesta è stata avanzata dagli esperti che stanno svolgendo gli accertamenti su incarico della stessa Procura del capoluogo giuliano che indaga sulla vicenda. Le indagini proseguono nel massimo riserbo. Gli esami tossicologici erano stati disposti in occasione dell’autopsia, avvenuta l’11 gennaio, ed erano inizialmente attesi in questi giorni.

Serviranno a chiarire se dietro alla morte di Lilly ci sia una mano assassina. Se abbia ingerito (per sua volontà o per volontà altrui) farmaci o altro. Tra i reperti ritrovati, una bottiglietta con del liquido, un guanto nero e un cordino.

La pista economica e la lettera del fratello

Adesso si apre un nuovo scenario investigativo. Alla pista passionale si aggiunge quella economica. A ipotizzarlo è proprio il fratello della donna, Sergio, che ha inviato una lettera alla Procura di Trieste in cui esclude che la sorella possa essersi suicidata.

Sergio informa che in famiglia ci fossero tensioni dovute ai soldi, chiamando in causa il marito Sebastiano Visintin e il figlio Piergiorgio (figlio soltanto di Visintin, a cui avrebbe chiesto spesso dei soldi). Il rifiuto di Liliana Resinovich a fornire denaro a Piergiorgio avrebbe innescato dure reazioni nei familiari.

A queste insinuazioni Piergiorgio risponde, al quotidiano La Repubblica, di non c’entrarci niente. E di non frequentare il padre e Liliana da diversi anni.

Il racconto della mamma

Ciò che appare certo, invece, è che la donna dovesse incontrare nel giorno della scomparsa il presunto amante Sterpin che invece ha confermato le tensioni familiari dovute al denaro. E che non riguarderebbero soltanto il marito e il figlio, ma persino il fratello Sergio.

Stando a quanto detto da Sterpin, Lilly voleva aiutare il fratello a tutti i costi e spendere i suoi soldi come meglio credeva, ma il marito non accettava questo intervento nei confronti di Sergio.

Tag:

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684