Per Vito La Puma fatali due colpi sparati alla testa e all’addome da una sola arma da fuoco, mentre un terzo colpo lo ha colpito al polso. Questo l’esito dell’autopsia eseguita al Policlinico di Palermo sul corpo dell’allevatore 73enne di Borgetto ucciso a ora di pranzo mercoledì nelle campagne di Partinico, comune del capoluogo siciliano. Quindi non sarebbero state due le pistole a sparare, come si presumeva all’inizio per la presenza di un foro più grande rispetto agli altri due rinvenuti sul cadavere dell’uomo.
Un omicidio studiato bene avvenuto nel silenzio della zona in contrada Principe, tra Partinico e Borgo Parrini: l’allarme infatti non è scattato subito, ma dopo un po’ quando qualche residente si è accorto che La Puma era esamine a terra. La zona è stata interdetta con la polizia che ha eseguito i rilievi del caso: non sono stati trovati bossoli, quindi chi ha sparato lo ha fatto prendendo tutte le accortezze del caso per non lasciare traccia.
Omicidio Vito La Puma a Partinico, prende campo la pista mafiosa
Gli investigatori continuano a indagare sulla vita dell’allevatore: sono continuati nelle scorse ore gli interrogatori dei familiari e dei proprietari dei terreni vicini a quello della vittima che era abituato a pascolare il suo gregge. Chi lo ha ucciso conosceva le abitudini di La Puma freddato proprio mentre era in compagnia delle sue pecore.
Gli investigatori tra le varie piste seguono anche quella del delitto mafioso in quanto La Puma avrebbe fatto parte della famiglia Salto protagonista in passato di una faida con la famiglia Giambrone che nel 2013 aveva preso di mira l’allevatore con intimidazioni ed estorsioni. Il nome di La Puma, inoltre, compare anche tra i fascicoli dell’inchiesta Kelevra, operazione del 2016 sulla faida tra i Giambrone ed i Salto per il controllo di Borgetto.
La Puma ha precedenti per reati contro il patrimonio e piccoli furti ai danni di altri allevatori o imprenditori edili, l’ultima condanna ai suoi danni risale al 2015. Chi lo conosceva lo definisce una persona dal carattere difficile, aveva sempre tensioni e discussioni con gli allevatori dei terreni vicini.
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