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Omicidio Taormina, Maranzano rinviato a giudizio

Omicidio Taormina, Maranzano rinviato a giudizio
Tribunale di Palermo, repertorio

L’imputato andrà a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. La prima udienza è fissata per il 10 novembre

Gaetano Maranzano sarà processato per l’omicidio di Paolo Taormina avvenuto la notte del 12 ottobre del 2025 a Palermo. Il giudice per l’udienza preliminare ha rinviato a giudizio il ventottenne dello Zen con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il processo inizierà il 10 novembre alla prima sezione della Corte d’assise.

I familiari di Taormina ammessi come parte civile

Il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari del ventunenne, assistiti dall’avvocato Aurelio D’Ancona: oltre ai genitori e alla sorella, figurano anche i nonni e gli zii. La difesa aveva chiesto il rito abbreviato, ma la richiesta non è stata accolta perché per il reato contestato non è consentito.

Maranzano, reo confesso, era presente in aula: è rimasto composto e non ha mai preso la parola. Non ci sono stati momenti di tensione.

Il delitto

L’omicidio si consumò davanti al pub della famiglia Taormina, O Scruscio, in via Spinuzza, all’Olivella, nel cuore pulsante della movida palermitana.

Il delitto avvenne davanti al pub dei Taormina, ‘O Scruscio, in via Spinuzza, all’Olivella, cuore della movida palermitana: Maranzano che ha ammesso di aver compiuto il delitto ha dato una spiegazione confusa sulle motivazioni, sostenendo di avere “punito” la vittima per presunte avance social alla propria compagna. Non vi è però alcun riscontro su questa tesi.

Le parole della madre di Paolo Taormina

Dopo l’udienza che ha sancito il rinvio a giudizio di Maranzano e quindi l’inizio del processo, Fabiola Galioto, madre della vittima, accompagnata da Desirée, fidanzata di Taormina, ha parlato.

Queste le sue parole: “Oggi, dopo un dolore che non riesco ancora a descrivere a parole, ho avuto la consapevolezza che il processo per la sua morte potrà finalmente iniziare. Non cerco vendetta. Cerco verità. Cerco giustizia per Paolo, per la sua vita spezzata, per il suo sorriso, per tutto ciò che avrebbe ancora dovuto vivere”. E ha concluso: “Paolo, io non smetterò mai di lottare per te”.

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