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Svolta nell’omicidio La Puma a Partinico, arrestato un uomo

Svolta nell’omicidio La Puma a Partinico, arrestato un uomo
Vito La Puma, l’allevatore ucciso a Partinico

A sparare all’allevatore sarebbe stato un agricoltore

Sarebbe stato trovato il colpevole dell’omicidio di Vito La Puma, l’allevatore ucciso il 15 gennaio scorso nelle campagne di Partinico. La polizia ha infatti fermato un agricoltore di 47 anni, Franceso Lo Iacono. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sarebbe stato lui a sparare al 73enne mentre stava pascolando il gregge.

Dalle indagini è emerso che tra i due sarebbero nati dei contrasti perché La Puma rubava gli ortaggi coltivati e rivenduti dall’agricoltore. La Procura ha stabilito il fermo di Lo Iacono sulla base del complicato lavoro degli agenti della Squadra Mobile di Palermo, guidata da Antonio Sfameni.

Omicidio La Puma a Partinico, Lo Iacono incastrato dalle telecamere

Ad incastrare Lo Iacono alcune telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso il suo furgone nella zona dove si è consumato il delitto in orari che coincidevano con l’omicidio. L’agricoltore si trovava a casa del padre quando è stato arrestato, lui ha negato tutto. L’arma utilizzata per uccidere La Puma non è stata ancora trovata. Gli investigatori avevano eseguito una perquisizione nell’abitazione del 47enne per cercare elementi utili alle indagini: l’allevatore è stato colpito da tre proiettili, due quelli fatali.

Allevatore ucciso a Partinico, nessuna questione di mafia dietro il delitto

Vito La Puma aveva dei precedenti penali, inizialmente si pensava a un omicidio mafioso ma l’ipotesi è tramontata. L’allevatore avrebbe fatto parte della famiglia Salto protagonista in passato di una faida con la famiglia Giambrone che nel 2013 aveva preso di mira l’allevatore con intimidazioni ed estorsioni. Il nome di La Puma, inoltre, compare anche tra i fascicoli dell’inchiesta Kelevra, operazione del 2016 sulla faida tra i Giambrone ed i Salto per il controllo di Borgetto.

La Puma, inoltre, ha precedenti per reati contro il patrimonio e piccoli furti ai danni di altri allevatori o imprenditori edili, l’ultima condanna ai suoi danni risale al 2015.

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