Milano, 28 mag. (askanews) – Gli Stati Uniti d’America stanno scegliendo l’Italia come destinazione di culto. I dati raccolti e riportati da www.businessmobility.travel mostrano un inizio 2026 important per l’incoming statunitense, con Milano e Roma che macinano record di voli e la Sicilia e la Sardegna pronte a recitare il ruolo da protagoniste nel turismo di lusso.
Non più solo estate, non più solo Costiera. Le cifre del primo trimestre segnalano un cambio di tendenza: il viaggio verso l’Italia non è più appannaggio del periodo estivo ma una domanda distribuita lungo tutto l’anno. Lo studio Travel Trends 2026 – Italy Inbound di Visa, citato da www.businessmobility.travel, registra che oltre il 50% dei turisti internazionali desidera tornare in Italia, con i viaggiatori statunitensi in testa. Il turista d’oltreoceano spende molto: varrebbe circa il 25% dello shopping tax-free in Italia e privilegia hotel 5 stelle, tour privati e esperienze enogastronomiche di alto livello.
Secondo i dati raccolti e pubblicati su www.businessmobility.travel, Milano Malpensa segna nel Q1 2026 un aumento del traffico passeggeri con gli USA del 29% per gli arrivi e del 9% per i voli in uscita rispetto al 2025, confermando il suo ruolo di gateway del Nord. Roma Fiumicino non è da meno: nei primi quattro mesi del 2026 ha registrato circa 810 mila passeggeri sulle rotte verso gli USA (+10% sul 2025) e un aumento dei movimenti del 12%. Gli arrivi superano le partenze del 3% nei primi quattro mesi, un segnale netto della prevalenza dell’incoming.
Isole e Sud rappresentano poi il turismo di qualità che guarda al Mediterraneo. La grande novità è il consolidamento del Sud e delle isole come destinazioni premium per il mercato americano. La Sicilia, già in forte crescita nel 2025 secondo Prometeia, si propone come offerta ibrida perfetta: archeologia, barocco, vulcani e coste d’eccellenza. La Sardegna guadagna terreno con la nuova rotta Delta per Olbia, che rende la Costa Smeralda più raggiungibile per il segmento lusso USA.
Inoltre le proiezioni Demoskopika citate su Businessmobility.travel indicano per il 2026 141,2 milioni di arrivi (+2,1%), 478,6 milioni di pernottamenti (+0,4%) e una spesa turistica in crescita a 132,7 miliardi di euro (+4%). Oltre il 55% delle presenze sarà generato dai turisti stranieri, con il mercato nordamericano sempre più centrale.
Ma per trasformare l’interesse statunitense in presenze stabili anche fuori stagione. Il Ministero del Turismo ha stanziato fondi mirati, incluso un pacchetto da 5 milioni per Sicilia, Sardegna e Calabria, per promozione e accoglienza. L’obiettivo degli operatori è allungare la stagione verso primavera e autunno, sfruttando il clima mite del Sud e rispondendo a una domanda che cerca qualità, autenticità e servizi premium.
Se il trend prosegue, il 2026 potrebbe riscrivere la mappa del turismo italiano: più voli diretti, poli di eccellenza nel Sud e nelle isole, e un pubblico americano disposto a investire in esperienze di alto profilo. I prossimi mesi diranno se l’ondata si trasformerà in un flusso duraturo o resterà un boom stagionale.

