Pace fiscale dal 31 gennaio 2023: cos’è e come funziona, chi ne ha diritto - QdS

Pace fiscale dal 31 gennaio 2023: cos’è e come funziona, chi ne ha diritto

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Pace fiscale dal 31 gennaio 2023: cos’è e come funziona, chi ne ha diritto

Redazione  |
giovedì 19 Gennaio 2023 - 10:00

Ecco cosa sapere e come comportarsi con le cartelle esattoriali in base a quelle che saranno le disposizioni del Governo Meloni

Pace fiscale, dove eravamo rimasti? Con la prima manovra approvata dal governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni si prospetta un nuovo scenario dal punto di vista fiscale.

Pace fiscale del Governo Meloni: cosa sappiamo

Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri nella manovra, prevede la cancellazione delle cartelle fino al 2015 che hanno un importo inferiore a 1.000 euro e rateizzazione dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 senza aggravio di sanzioni e interessi per chi a causa dell’emergenza Covid, caro bollette e difficoltà economiche non ha versato le tasse.

Prevista inoltre una mini sanzione del 5% sui debiti del biennio 2019-2020 e la rateizzazione fino a 5 anni.

Il provvedimento scatterà dal 31 gennaio 2023.

Le ultime notizie dal Governo Meloni

Giorgia Meloni aveva annunciato il provvedimento già prima che il testo della manovra arrivasse in Consiglio dei ministri. La promessa è stata mantenuta. “Lo spirito da cui muoviamo è un rapporto diverso tra Stato e contribuente – ha commentato la premier in conferenza stampa -: lo Stato non è più aggressivo e punitivo ma giusto e comprensivo verso chi è in difficoltà”. E ha precisato che “non esiste alcun condono ma solo operazioni vantaggiose per lo Stato”. Vengono “annullate – spiega – le cartelle inferiori a 1000 euro e antecedenti al 2015. Per tutti gli altri si paga il dovuto con una maggiorazione unica del 3% e la rateizzazione”.

Governo Meloni, quando arriva la pace fiscale 2023

La tregua o la pace fiscale che il governo Meloni sta mettendo a punto ha, questa volta, l’ambizione di far tornare l’Italia a essere un Paese normale in quello che è il più immenso e caotico “magazzino di debiti tributari” del mondo: con un valore di oltre 1.100 miliardi e un arretrato di cartelle che arriva al Duemila, come ha ripetutamente denunciato l’attuale Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

Dal 2023 per le cartelle sopra i mille euro il contribuente pagherà tutto l’importo, “senza sanzioni né interessi, con una rateizzazione di 5 anni”, ha detto il viceministro dell’economia Maurizio Leo in conferenza stampa. “Le cartelle di ammontare ridotto, fino 1.000 euro e fino al 2015, quindi non più esigibili, le togliamo via perché sono pure passati i 7 anni”, ha detto il ministro. “Invece per un ammontare superiore, si paga tutta l’imposta senza sanzioni, senza interessi, e con una rateizzazione 5 anni”.

Anche Leo ha ribadito che “non c’è nessun tipo di sanatoria, né agevolazione ai contribuenti, facciamo pagare tenendo conto delle difficoltà e del carico sanzionatorio elevatissimo”. Sulle cartelle sotto i mille euro, Leo ha evidenziato che c’era la necessità di “togliere di mezzo questo stock imponente, circa 1.132 miliardi di carichi affidati all’agente di riscossione, di cui secondo la Corte dei Conti solo il 6-7% è riscuotibile: quindi dobbiamo smaltire l’inesigibile, non possiamo tenere ancora questo stock di cartelle”.

Pace fiscale, significato

Per pace fiscale si intende una modalità di pagamento agevolata delle cartelle esattoriali, che può tornare molto utile ai contribuenti che hanno la necessità di regolare la propria posizione nei confronti del Fisco italiano

In che cosa consiste la pace fiscale?

Il viceministro Leo ha illustrato nel dettaglio come viene articolata la tregua o pace fiscale. Per chi ha “presentato dichiarazioni fino al 2021, è stato diligente e ha esposto le imposte, ma non aveva le risorse” per situazioni di difficoltà, “deve pagare tutte le imposte, mentre si applica una sanzione più bassa del 3% e si dà uno spettro temporale di pagamento quinquennale”. Poi, coloro che hanno “presentato la dichiarazione ma non hanno potuto mettere in evidenza tutti i redditi”, dovranno “pagare tutta l’imposta, con sanzioni del 5% ma in uno spettro temporale di 2 anni. Abbiamo già questo istituto, che è il ravvedimento operoso ma si paga in un anno: ora diamo la possibilità di uno spazio temporale più ampio”, ha spiegato.

In tutti i casi in cui il contribuente sia stato “raggiunto da avviso di accertamento, processo verbale della guardia di finanza, la regola è sempre pagare tutta l’imposta, con sanzioni del 5%. In questi casi – ha proseguito – o fai l’acquiescenza, quindi accetti tutto quello che dice il fisco e c’è una riduzione della sanzione; oppure, se non accetti, e questa è la novità – ha evidenziato Leo – ti metti seduto con il Fisco, esponi le tue ragioni e sulla base di un contraddittorio si può arrivare anche ad una sanzione più bassa, ma si realizza quella ‘compliance’, ovvero un rapporto più sereno tra contribuente e Fisco”. Mentre “se ci sono già dei contenziosi in piedi, anche lì ci sono due possibilità e sono entrambi istituti che già esistono: la conciliazione giudiziale, a tavolino, con cui si definisce l’esatta pretesa giudiziaria con una sanzione al 5% e rateizzazione in 5 anni; oppure un meccanismo che già esiste, una misura che teneva conto dell’esito contenzioso e si pagava una certa percentuale”.

Cosa non rientra nella pace fiscale

Nella pace fiscale non rientrano altre tipologie di debiti nei confronti dello Stato.

Si tratta, nello specifico:

  • del recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • dei crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • delle multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • delle sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Come aderire alla pace fiscale?

Gli strumenti che la pace fiscale mette a disposizione del contribuente sono:

  • Saldo a stralcio cartelle: è una misura ideata per aiutare i contribuenti che versano in difficili condizioni economiche;
  • Dichiarazione integrativa speciale;
  • Rottamazione ter: valida per le cartelle comprese dal 2000 al 2017;
  • Condono mini-cartelle: prevista per cifre fino ai 1000 euro affidate all’agente tra il 2000 e 2010;
  • Rottamazione cartelle doganali;
  • Definizione agevolata per liti fiscali pendenti tributarie;
  • Definizione agevolata per avvisi di accertamento;
  • Definizione agevolata processi verbali di contestazione;
  • Sanatoria per imposta consumo e-cig.

Le ultime notizie sulla Pace Fiscale 2023

Da quanto si apprese, la norma che contiene le nuove disposizioni normative sulla Pace fiscale 2023, permette non solo il pagamento agevolato delle pendenze esattoriali, ma contiene anche un’importantissima novità in merito alle azioni della Riscossione.

Il contribuente può scegliere di alleggerire le pendenze esattoriali, bloccando le eventuali procedure esecutive e cautelari in corso, oltre a ottenere uno vero e proprio stralcio dei debiti iscritti a ruolo fino a mille euro.

Per questo motivo, il contribuente può richiedere il blocco del pignoramento e la sospensione del fermo amministrativo sul veicolo.

Nel merito, va detto, che la legge prevede l’applicazione della Rottamazione quater per i debiti iscritti a ruolo, carichi affidati all’Agenzia delle Entrare – Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022.

Nella Pace fiscale 2023 è presente anche lo “Stralcio” dei debiti fino a mille euro, per i carichi affidati all’Ente impositore dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.

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