Tutti pazzi per il Padel, ecco cos'è e dove giocare in Sicilia - QdS

Tutti pazzi per il Padel, ecco cos’è e dove giocare in Sicilia

Dario Raffaele

Tutti pazzi per il Padel, ecco cos’è e dove giocare in Sicilia

venerdì 19 Febbraio 2021 - 13:35

Nato negli anni 70 in America Latina, questo sport sta crescendo in maniera esponenziale anche in Italia. Ce ne parla Enrico Esposito, giocatore agonista e imprenditore.

Se fino a qualche tempo fa la via di fuga dalla routine quotidiano
era il calcetto, da un po’ di tempo a questa parte, il rifugio degli italiani è
sempre più nel campo da padel. Complice anche il Covid, che ha messo in stand-by
gli sport di contatto, il padel fa sempre più breccia nel cuore degli sportivi.

COS’E’ IL PADEL

Ma di cosa si tratta? Il padel è uno sport di palla che si pratica a coppie, di
derivazione tennistica. Nel caso del padel il campo è chiuso ai quattro lati a
eccezione di due porte laterali. Il gioco si pratica con una racchetta
denominata pala e delle palline esteticamente identiche a quelle di tennis, ma
con meno pressione al loro interno per rendere il gioco leggermente più lento e
i colpi e le sponde più gestibili.

un campo di padel

Questo gioco nasce in Messico nel 1969 ed oggi è uno degli
sport più popolari in America Latina e in Spagna con 4 milioni e mezzo di giocatori
amatoriali. Negli ultimi anni sta spopolando anche in Italia, dove il numero
dei campi è cresciuto di oltre l’800%.

COME NASCE IL PADEL

Il padel nasce da un errore di valutazione del suo inventore, il messicano Enrique Corcuera, che tentando di costruire in casa un campo di tennis, si rese conto dell’impossibilità di portare avanti il suo progetto a causa della presenza di muri a ridosso dello spazio disponibile per tracciare il campo; decise così di considerare gli stessi parte integrante del campo da gioco.

LE REGOLE PRINCIPALI

La regola che più distingue e caratterizza questo gioco
deriva proprio dalla presenza di questi muri, che con il tempo si sono evoluti
in vetri trasparenti per permettere al pubblico una migliore visuale. Essendo questi,
parte integrante del campo, la palla può, dopo aver rimbalzato nel terreno e in
seguito sulla parete, essere respinta con la racchetta nell’altro campo.

La battuta si effettua dietro la propria linea di servizio, da sotto e facendo rimbalzare la pallina prima per terra. Come nel tennis il servizio deve seguire una traiettoria diagonale, verso l’opposta area di battuta avversaria. I punteggi sono esattamente uguali a quelli del tennis. Si gioca su tre set, vince il set chi conquista 6 game (ogni game segue il punteggio del tennis: 15-30-40 punti e vittoria del gioco, sul 40 pari occorre un doppio vantaggio anche se già in alcuni grandi tornei del circuito vige la regola del “punto de oro” che assegna il game a chi conquista il primo punto dopo il 40 pari). Se si arriva sul sei pari si va al tie-break a 7 punti nelle prime due partite giocate. Ad oltranza nella terza.

DOVE GIOCARE IN SICILIA

Vi segnaliamo di seguito alcune strutture (sono già più di 60 in tutta la Sicilia) in cui è possibile giocare a padel, ne abbiamo scelte tre per provincia. Clicca qui.

Enrico Esposito, da giocatore per passione ad agonista

Enrico Esposito

Abbiamo parlato di padel
con Enrico Esposito, prima giocatore, tra poco istruttore, nonché imprenditore
(ma di questo vi parleremo in un prossimo articolo).

Sportivo da sempre e amante degli sport con la racchetta, ha
già praticato tennis, tennistavolo e beach tennis, “da poco più di
tre anni ho scoperto il padel che mi ha fatto abbandonare tutto il resto. Da un
paio di anni faccio tornei di categoria e oggi ho raggiunto la classifica 4.1.
Tra poche settimane prenderò il brevetto di istruttore di primo livello”.

Facciamo la sua conoscenza.

Come hai conosciuto il padel e cosa ti ha conquistato di
questo sport?

“Un caro amico mi coinvolse
in una partita di padel circa tre anni fa ma ai tempi giocavo spesso a
beach-tennis, quindi, ammetto, ero abbastanza scettico. Invece dopo la prima
partita non ho più saputo farne a meno”.

Tra pochi giorni prenderai la qualifica di istruttore. Come
si passa dall’essere un giocatore amatoriale ad un professionista? Raccontaci
la tua esperienza.

“Mi piace dare sempre il
massimo in quello che faccio, per questo ho subito deciso di cercare di
migliorare e sono riuscito ad aumentare il mio livello di gioco con la pratica.
Più giochi, più migliori. Ma ciò che a mio avviso fa davvero la differenza è
prendere lezioni, ancora più indicate sono le lezioni fatte da chi questo sport
lo pratica da sempre. Per questo sono andato più volte in Spagna, lì dove oggi
ci sono i migliori istruttori di padel, per imparare dai migliori”.

Enrico Esposito mentre gioca a padel

Chi può praticare il padel? A chi si rivolge e quali doti
sono richieste per giocare?

“Il punto di forza del
padel è che ci può giocare chiunque, non esiste differenza di sesso o di età.
Dai più piccoli ai più anziani. Non occorrono doti particolari se non la voglia
di divertirsi”.

Per giocare a padel bisogna saper giocare a tennis,
tennistavolo o vi può giocare anche chi non ha mai tenuto una racchetta in
mano?

“Chiunque venga da altri
sport con la racchetta probabilmente all’inizio è agevolato, ma realmente,
anche chi non si è mai approcciato a sport del genere, se affiancato da
istruttori preparati, può imparare in un batter d’occhio”.

Quello che è considerato il punto dell’anno per il 2020

Quanti costa giocare a padel? Occorre un equipaggiamento
specifico (dalle racchette, all’abbigliamento, alle scarpe)?

“Per giocare a padel
basta una tuta, un paio di scarpe da tennis e una racchetta. Sia in termini di
abbigliamento che nello specifico per le racchette, il budget lo decide chi lo
pratica, si può iniziare con poco per poi decidere di investire di più per
avere maggiore qualità”.

Perché scegliere di giocare a padel? Tu perché lo
consigli? E a chi lo consiglieresti?

“Oggi chi sceglie di
giocare a padel lo fa per svariati motivi ma da esperto credo che il motivo
principale sia la facilità nel creare aggregazione a tutti i livelli. Io lo
consiglio a tutti perché è uno dei pochissimi sport che ti permette di
divertirti sin da subito senza la necessità di raggiungere chissà quale livello”.

Dario Raffaele

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