Una anziana suora di Carini e la sua collaboratrice sono indagate per truffa. La procura di Palermo ha infatti notificato l’avviso di conclusioni indagini a suor Antonia Calado e a Giuseppina Cardinale. Le due rischiano il processo per truffa “aggravata dall’aver sfruttato la debolezza psicofisica dei fedeli”.
L’avviso di conclusione fa scattare i venti giorni entro cui si possono presentare memorie o chiedere di essere interrogati: trascorso il termine, la procura può chiedere il rinvio a giudizio.
Per l’accusa sono stati raccolti 210mila euro
Secondo l’accusa, la suora, 88 anni, e la sua collaboratrice avrebbero convinto alcuni fedeli a versare somme di rilievo per evitare di “finire all’inferno”: la ricostruzione dei pubblici ministeri parla di 210 mila euro complessivi, 177 mila dei quali in contanti, versati tra il 2010 e il 2024, per evitare conseguenze irrimediabili.
In cambio del denaro la fondatrice delle Sorelle missionarie della Misericordia di Carini avrebbe “pregato” per i fedeli, facendo “ottenere grazie” ed evitare “punizioni divine per i peccati commessi”.
Una donna ha detto di aver consegnato a suor Cataldo 1.500 euro all’anno per 15 anni, un’altra 500 al mese, altri fedeli somme comprese fra cinquemila e 15mila euro, finiti in libretti postali e conti correnti, polizze assicurative in parte reinvestiti per altri acquisti, anche di immobili. L’indagine penale era stata preceduta da accertamenti amministrativi svolti dalla diocesi di Monreale in cui ricadono i luoghi in cui si sarebbero svolti i fatti, Carini e Torretta: le Sorelle missionarie potrebbero pure essere chiuse.
La difesa esclude ogni addebito
La difesa, rappresentata dall’avvocato Bartolomeo Parrino, esclude qualsiasi tipo di costrizione nei confronti dei fedeli, che avrebbero effettuato le donazioni per proprie generose e autonome determinazioni. Suor Antonina avrebbe donato se stessa e i propri beni, sostiene la difesa, e non si sarebbe appropriata di nulla.
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