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Palermo, mamma messinese rischia di morire dopo il parto: salvata all’Ismett grazie al trapianto di cuore

Palermo, mamma messinese rischia di morire dopo il parto: salvata all’Ismett grazie al trapianto di cuore
Repertorio

È la storia a lieto fine di Miriam La Spada che dopo due mesi di ricovero e un intervento salvavita è finalmente tornata a casa ad abbracciare i suoi due figli e il marito

Dall’idillio della gravidanza all’incubo del coma e della morte. La storia inizia ad aprile dopo un parto con cesareo apparentemente riuscito di una giovane mamma messinese che però poi ha alcune complicazioni che ne hanno compromesso il cuore al punto di rendere necessario un trapianto.

Miriam La Spada, 37enne di Messina dopo due mesi di ricovero e un intervento salvavita all’Ismett di Palermo è finalmente tornata a casa ad abbracciare i suoi due figli Giorgio e Giulio, di 4 anni, e il marito. Lei è la moglie del noto fotografo messinese Antonio Fenga, con cui condivide anche la vita lavorativa.

Il racconto

“Fino all’ottavo mese tutto bene – racconta al Corriere della Sera – un cesareo senza problemi. Ma pochi giorni dopo capisco di stare male. La diagnosi non mi convince: effetti post cesareo. Mi dicono, prima, che la causa è l’ansia. Poi, che devo ancora smaltire l’anestesia dell’intervento. Ero al secondo figlio e sapevo potesse essere altro. A un tratto arriva un dolore fortissimo, abbiamo chiamato tre volte l’ambulanza e poi alla fine ci hanno raggiunti e sono venuti a portarmi via. Al pronto soccorso del Policlinico avviso un nostro carissimo amico, Roberto Iannì, che capisce come non ci sia tempo da perdere”.

Il coma, l’arrivo all’Ismett in elicottero e il miracolo del cuore nuovo

Poi continua raccontando la complicazione che ha reso necessario il trasferimento all’Ismett di Palermo in elicottero: “I medici comprendono come il cuore stia degenerando e mi sedano. Resto in coma per 18 ore, a mio marito hanno detto che il mio era un caso disperato e che si doveva provare il trapianto di cuore a Palermo. Arrivo all’Ismett in elicottero, sempre sedata, ignorando di attendere un cuore nuovo che arriva il 4 maggio. Un cuore giovane, forse estratto dopo un incidente stradale, non sappiamo ancora donato da chi ma la compatibilità è stata perfetta”.

La donna prosegue: “All’Ismett hanno pensato a un miracolo dicono che per fare ripartire il cuore occorra una nuova puntura per sollecitare la frequenza. Ma questo mio-nostro cuore è ripartito da solo. Penso sempre a chi lo aveva, un giorno certamente vorrò conoscere i parenti, scriverò una lettera di ringraziamento, ma non subito”.

Il ritorno a casa

“Fortunatamente dal 17 giugno sono a casa – dichiara Miriam – coccolata dalla mia famiglia che ha pensato per due mesi ai miei bimbi, a cominciare dai nonni Pippo e Giuseppina. Sono stati indispensabili come mio marito, con cui spero di poter lavorare presto.La causa di tutto questo è stata una gestosi post parto non compresa, tra le più rare e pericolose. Poteva colpire anche il cervello, sono miracolata e devo ringraziare tante persone come i medici e la direttrice del policlinico Elvira Amata”.

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