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Municipale Palermo, rassicurazioni sul porto d’armi

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Municipale Palermo, rassicurazioni sul porto d’armi

venerdì 17 Gennaio 2020 - 00:03
Municipale Palermo, rassicurazioni sul porto d’armi

“Non vi è motivo di fomentare inutili allarmismi e invitare i dipendenti a comportamenti illegittimi”. Chiarimenti dopo le polemiche sollevate da Udc e Lega contro l’Amministrazione

PALERMO – “L’Amministrazione comunale e segnatamente questo Comando ha già avviato la necessaria interlocuzione con la Prefettura per il rinnovo del Decreto di autorizzazione al porto d’armi per gli agenti di Polizia Municipale”. Con queste parole il comandante della Polizia municipale, Vincenzo Messina, ha risposto alle denunce arrivate da alcuni consiglieri comunali sui presunti vigili urbani “irregolari” presenti sul territorio.

“Sulle strade della città – ha denunciato Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’Udc – ci sarebbero oltre un centinaio di agenti della Polizia municipale fuorilegge perché il decreto con cui la Prefettura li autorizza ad avere l’arma di servizio sarebbe scaduto”.

“Nell’estate 2009 – ha aggiunto il consigliere – più di cento ex Lsu furono stabilizzati, con contratto quinquennale, come vigili urbani. Una qualifica raggiunta dopo un corso di formazione ma che soprattutto implica l’indispensabile autorizzazione a portare armi, che arrivò con un decreto prefettizio. Nel 2014, alla scadenza, furono rinnovati sia il contratto di lavoro che lo stesso decreto. Lo scorso anno, però, l’inghippo: da un lato il Comune assunse definitivamente i vigili urbani, ma, a quanto pare, avrebbe dimenticato clamorosamente di chiedere alla Prefettura la proroga dell’autorizzazione all’utilizzo delle armi o la trasformazione in decreto a tempo indeterminato. Ecco perché un bel po’ di vigili urbani attualmente in servizio non sarebbero in regola con la legge, tanto che alcuni sindacalisti hanno consigliato i propri iscritti di depositare l’arma al Comando della Polizia per evitare guai”.

“L’ennesimo pasticcio dell’Amministrazione Orlando – ha concluso Figuccia – che stavolta però potrebbe provocare guai seri se oltre cento vigili urbani fossero costretti a stare con le mani in mano in ufficio, lasciando quasi l’intera città praticamente sguarnita di ogni controllo”.

Una polemica su cui si sono fiondati anche i rappresentanti della Lega, intervenuti tramite Stefano Candiani, senatore leghista e responsabile del partito in Sicilia. “Orlando e la sua Amministrazione – ha affermato – sono ossessionati da Salvini e si dimenticano di Palermo. L’incredibile mancanza di attenzioni nei confronti della Polizia locale è solo l’ultima puntata di una serie infinita di errori e di gaffe. Per il bene di Palermo, Orlando si dimetta e chieda ospitalità a qualche Ong”.

A gettare acqua sul fuoco, sono in ogni caso arrivate le precisazioni del comandante Messina, che oltre ad aver informato tutti sull’iter della vicenda, ha anche rassicurato sulle condizioni di legalità in cui attualmente operano i vigili palermitani. “È stato già fatto presente – ha affermato – che, pur in presenza di un formale rinnovo contrattuale che ne ha modificato alcuni aspetti giuridici, ciò non ha in alcun modo inciso sui profili e compiti degli agenti. Non vi è quindi motivo di fomentare inutili allarmismi né invitare i dipendenti a comportamenti di cui non è certa la legittimità”.

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