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Palermo, morto dopo infezione: ospedale Cervello condannato a risarcire la moglie

Palermo, morto dopo infezione: ospedale Cervello condannato a risarcire la moglie
Tribunale di Palermo – foto di Imagoeconomica

Il caso risale al 2017 a seguito di uno shock settico provocato da una grave polmonite da Acinetobacter baumannii, batterio noto per causare infezioni ospedaliere

La terza sezione civile del Tribunale di Palermo ha condannato l’ospedale Cervello a risarcire la moglie di un uomo morto nel 2017 a causa di un’infezione ospedaliera. Alla donna saranno pagati 480mila euro.

L’infezione e il decesso

La morte dell’uomo è avvenuta per shock settico, provocato da una grave polmonite da Acinetobacter baumannii. Si tratta di un noto batterio che causa infezioni ospedaliere, contratto dall’uomo durante un intervento chirurgico.

Ospedale Cervello responsabile della morte del paziente

I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dell’ospedale palermitano condannando l’azienda ospedaliera ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello al pagamento di 297.236 euro per danno non patrimoniale e 184.963,75 euro per quello patrimoniale, oltre interessi e spese processuali. A difendere la moglie dell’uomo deceduto è stato l’avvocato Paolo Piazza.

La bambina morte per difterite

Nelle ultime settimane un caso d’infezione grave a Palermo ha coinvolto una bambina di 4 anni morta per difterite il 20 agosto. Nei giorni successivi alla tragedia anche l’autopsia aveva confermato la presenza di una diffusa infezione.

Il caso della piccola, che non era vaccinata per volere della famiglia, ha portato le asp siciliane a organizzare una corposa campagna vaccinale. La Sicilia è risultata, infatti, tra le regioni italiane con meno vaccinati per difterite.

La procura ha aperto un’inchiesta: 10 indagati per omicidio colposo

Sul decesso la procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Indagati, per omicidio colposo, i genitori della piccola che hanno scelto di non vaccinarla, e 8 medici dell’azienda ospedaliera Arnas Civico che hanno visitato la piccola tra il 13 e il 19 agosto.

L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto che consente la nomina di consulenti che prendano parte all’esame autoptico, accertamento irripetibile.

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