Ancora violenza allo Zen 2 di Palermo e ancora una volta in ballo il business delle case popolari: un uomo dello Sri Lanka è stato picchiato e frustato davanti alla propria famiglia per costringerlo ad abbandonare la casa che gli era stata assegnata regolarmente
Minacciato più volte con frasi come “qui non ci puoi stare, te ne devi andare o ti finisce male a te e alla tua famiglia”, l’uomo ha mostrato resistenza spingendo gli uomini di Cosa Nostra ad organizzare una spedizione punitiva: lo hanno atteso sotto casa e colpito con calci, pugni e frustate con una cintura. Tutto davanti agli occhi della sua famiglia.
Violenza allo Zen 2, l’uomo ha denunciato e non vuole lasciare l’alloggio
Nonostante la violenza l’uomo, che lavora come collaboratore domestico, ha deciso di denunciare ribadendo la sua intenzione di non lasciare l’alloggio. Chi gestisce il business delle case popolari continua quotidianamente a minacciare ed a colpire con atti intimidatori la vittima
Emergenza case popolari, Ferrandelli: “Attenzione del Comune alta sul racket degli alloggi”
“Il cittadino picchiato e minacciato allo Zen di Palermo continua a resistere nel proprio appartamento, insieme alla sua famiglia. L’episodio risale a qualche mese fa. Quanto accaduto conferma che l’attenzione del Comune sul racket che riguarda gli alloggi popolari è alta: in passato queste situazioni succedevano nel silenzio”. A dirlo è l’assessore per l’Emergenza Abitativa Fabrizio Ferrandelli protagonista, insieme ai docenti universitari Costanino Visconti e Gioacchino Lavanco e alla giornalista Stefania Petyx, proprio qualche settimana fa di un presidio di una casa dopo che la famiglia alla quale era stata assegnata regolarmente è stata costretta a fuggire via perché aggredita e minacciata da ignoti.
“Oggi esiste una rete istituzionale che fa quadrato attorno alle persone. L’episodio è stato denunciato – conclude l’assessore – ed è seguito dalle forze dell’ordine e monitorato dalle autorità competenti. Intorno alla gestione delle case popolari si tengono continui tavoli del Comitato per l’ordine pubblico”.
Sul controllo della mafia sulle case popolari allo Zen c’è un’inchiesta aperta da parte della Procura di Palermo, i mafiosi gestirebbero anche il pizzo dell’energia elettrica e dell’acqua come raccontato da QdS.it.

