Dittatore, secondo l’enciclopedia, è il “Magistrato straordinario romano, fornito di imperium maius, cioè della pienezza dei poteri civili e militari”. Il significato nel tempo è cambiato, ma il senso è rimasto. Perchè citiamo questa voce? Perchè abbiamo preso atto della “Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano” – pubblicata motu proprio da Leone XIV il 31 luglio 2026, in memoria di Sant’Ignazio di Loyola – che sostituisce integralmente la precedente legge del 13 maggio 2023, approvata dall’allora pontefice Jorge Mario Bergoglio, che assunse il nome di Francesco. L’articolo 1 recita: “Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri di Governo, che comprendono il potere legislativo, esecutivo e giudiziario”. Dal che si deduce che nessuno all’interno dello Stato può interferire nella volontà di Papa Leone XIV, il quale nel promulgare tale legge ha confermato di averlo fatto “con la pienezza della Sovrana autorità e certa scienza, stabilisco e ordino quanto appreso”.
Lasciamo ai cortesi lettori la valutazione dello spirito di quanto precede, da cui si evince chiaramente che lo Stato del Vaticano è organizzato senza la minima ombra di democrazia, da cui deriva la conseguenza che chi viene eletto al soglio di Pietro è un “dittatore” alla stessa stregua di Xi Jinping o di Mojtaba Khamenei, guida religiosa e politica dell’Iran. La grande differenza è che lo Stato del Vaticano è esteso appena in 44 ettari, mentre l’Iran ha una superficie di quasi 165 milioni di ettari. Ricordiamo che questa è la quarta legge fondamentale, o se volete Costituzione, dello Stato della Città del Vaticano. La prima fu quella che promulgò Pio XI il 7 giugno 1929, in occasione dei Patti lateranensi, cioè l’accordo tra lo Stato italiano e lo Stato del Vaticano; la seconda è stata promulgata da Giovanni Paolo II il 26 novembre 2000; la terza è quella già citata e promulgata da Papa Bergoglio, la quarta è quella in rassegna oggi. Desta curiosità il fatto che il Papa americano abbia voluto sostituire la legge fondamentale promulgata dal Papa argentino dopo appena tre anni. Ci saranno state delle ragioni. è difficile individuarne qualcuna.
Il potere legislativo dello Stato del Vaticano
Il potere legislativo, cioè le leggi, che sono proposte al Papa sovrano stabiliscono le regole di funzionamento del minimo Stato territoriale, che però è immenso, perché possiede proprietà in tutte le parti del mondo.
Esso è accreditato di circa un miliardo di credenti, quasi quanti quelli che invece si proclamano musulmani. In fondo le due religioni sono analoghe: in quella cattolica il Supremo Architetto è chiamato Dio, nell’altra islamista lo stesso Supremo Architetto è chiamato Allah.
Nella religione cattolica vi fu un uomo, Mosè, che disse di aver ricevuto da Dio i Dieci comandamenti, ma nessuno lo ha mai provato; in quella dell’Islam vi fu un altro uomo, cioè Maometto, che nel 610 d.C. disse di aver ricevuto da Allah le norme scritte nel Corano. Ma anche in questo caso nessuno ha la prova che quanto proclamato sia stata la verità.
La funzione legislativa è promossa dalla Pontificia Commissione, che approva i disegni di legge da sottoporre al sigillo del Papa, il quale può modificarla secondo il suo intendimento.
Il potere esecutivo e l’amministrazione vaticana
La funzione esecutiva è effettuata dal Presidente del Governatorato, secondo le leggi che applica nelle sue funzioni giornalmente. Ovviamente non può andare fuori dai binari della legge che provvede ad attuare con la propria struttura amministrativa per tante funzioni fra cui la sicurezza, l’ordine pubblico, la protezione civile, la tutela della salute, dell’igiene pubblica, dell’ambiente, delle attività economiche e organizzative e via enumerando.
La funzione giudiziaria e i poteri del Papa
Infine vi è la funzione giudiziaria che viene esercitata, in nome del Sommo Pontefice, dal Tribunale, dalla Corte di Appello e dalla Corte di Cassazione con i propri funzionari. In ogni caso il Sommo Pontefice può modificare le sentenze concedendo amnistia, indulto, condono e grazia.
Come è amministrato lo Stato del Vaticano
Dal quadro che emerge ogni cortese lettore o lettrice può rendersi conto di come sia amministrato lo Stato del Vaticano, che prescinde la sua attività di culto della religione cattolica, che si poggia su altri canoni.

