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Guerra in Ucraina, Papa Leone chiama Putin per chiedere tregua a Oleshky: “C’è bisogno di aiuti alimentari e sanitari”

Guerra in Ucraina, Papa Leone chiama Putin per chiedere tregua a Oleshky: “C’è bisogno di aiuti alimentari e sanitari”
Papa Leone Putin – foto di Adnkronos

La risposta del presidente russo è stata “esaustiva”

Nella giornata d oggi Papa Leone XIV ha chiamato il presidente russo Vladimir Putin, tema della discussione il conflitto in Ucraina. Il Pontefice, reduce dall’operazione per un adenocarcinoma polmonare al Policlinico Gemelli di Roma, in particolare ha “espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”. Lo fa sapere in una nota il Vaticano, aggiungendo che “il Santo Padre ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”.

Papa Leone e Putin, non è il primo colloquio telefonico

Il colloquio telefonico tra il Papa, dal Gemelli e Putin non è un unicum. Il Pontefice e il leader russo, infatti, si erano sentiti il 4 giugno 2025. La telefonata di oggi fa seguito alle missioni a Mosca di mons. Paul Richard Gallagher, ‘ministro degli Esteri vaticano’ ad agosto, e del card. Matteo Zuppi a fine settembre.

La risposta di Putin

Da parte sua, Putin ha espresso telefonicamente al Papa i suoi più sinceri auguri di salute e di pronta guarigione dopo il recente intervento chirurgico, secondo quanto riportato dal Cremlino.

Il presidente russo ha quindi illustrato al Papa con una “spiegazione esaustiva” quella che il Cremlino ritiene essere la responsabilità di Kiev per la situazione umanitaria nella città. E ha espresso sostegno all’intenzione del Vaticano di contribuire a creare le condizioni per la sicurezza della popolazione della città e a organizzare la fornitura di beni di prima necessità.

Il dramma a Oleshky

Oleshky è descritta come un “inferno in terra”, dagli ucraini che conoscono le condizioni nella città martoriata dalla guerra. Oggi restano circa 2.000 civili. Erano circa 24.000, ricorda Human Rights Watch (Hrw), le persone che vivevano in città prima dell’avvio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, nel febbraio del 2022.

Le responsabilità di Kiev secondo la Russia

A settembre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlava di “situazione critica”, continuando ad accusare le forze di Kiev di ostacolare l’arrivo di aiuti. Anche oggi, secondo l’agenzia russa Tass, Putin ha illustrato al Papa con una “spiegazione esaustiva” quella che il Cremlino ritiene essere la responsabilità di Kiev per la situazione umanitaria nella città e ha espresso sostegno all’iniziativa del Vaticano mirata a creare le condizioni necessarie per garantire la sicurezza della popolazione di Oleshky e consentire l’arrivo di rifornimenti essenziali.

Niente generi alimentari da fine maggio, denunciano intanto i media internazionali. A luglio Hrw riportava testimonianze secondo cui le strade di Oleshky e dintorni sono minati e i droni sorvolano la zona. Già ad aprile al Kyiv Independent Tetiana Hasanenko, sindaca ormai lontana dalla città, denunciava una “catastrofe umanitaria”. Adesso l’inverno è alle porte.

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