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Passare l’estate incollati allo smartphone? Si rischiano la miopia e l’astenopia

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Passare l’estate incollati allo smartphone? Si rischiano la miopia e l’astenopia

giovedì 01 Agosto 2019 - 08:00
Passare l’estate incollati allo smartphone? Si rischiano la miopia e l’astenopia

A dirlo il primario di oculistica del “Sacra Famiglia” di Erba. La pausa deve prevedere la messa a riposo del sistema accomodativo

ROMA – Sul lettino, a bordo piscina, mentre si sta sdraiati sull’erba e persino sul materassino. In estate, aumenta il tempo in cui ci isoliamo dal mondo per informarci, chattare, prenotare un ristorante, ma attenzione: troppe ore con gli occhi fissi sullo schermo dello smartphone fanno male. E il rischio è quello di sviluppare miopia o astenopia (l’affaticamento oculare o astenopia è un disturbo visivo che si manifesta a causa di un sovraccarico lavorativo degli occhi, ndr). Lo ricorda Pasquale Troiano, primario di oculistica dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como).

L’uso di strumenti optoelettronici sempre più piccoli richiede una maggiore necessità accomodativa: “Se il soggetto ha un apparato visivo sano e perfettamente normale sul piano della motilità oculare e sul piano rifrattivo – continua Troiano – non avrà alcun problema. Se, invece, presenta alterazioni dell’apparato visivo, della motilità oculare o della rifrazione che non sono state individuate e corrette, allora ci saranno enormi problemi di affaticamento oculare. Pertanto, la raccomandazione fondamentale è eseguire una visita medica oculistica e una visita ortottica che potranno verificare le condizioni anatomiche e funzionali dell’apparato visivo e correggere eventuali alterazioni, mettendo così il sistema visivo nella sua migliore condizione operativa”.

In estate “è sempre opportuno cercare di non prolungare l’osservazione per vicino facendo delle pause che non possono essere ‘smetto di usare il computer e prendo il cellulare o viceversa’. La pausa deve prevedere la messa a riposo del sistema accomodativo (che essendo un sistema basato su muscoli è inevitabilmente destinato all’affaticamento) mediante lo spostamento della nostra osservazione a distanze superiori almeno a 3 metri (ancora meglio 6) come ad esempio – spiega Troiano – guardare fuori da una finestra”.

Ben più grave, invece, è l’uso prolungato di smartphone nei bambini e negli adolescenti, responsabile della miopizzazione dell’occhio, che è una modifica irreversibile e progressiva della vista. Negli ultimi 10 anni si sta assistendo a una vera e propria epidemia di miopia, conclude l’esperto, la cui causa principale è l’enorme aumento dell’impegno visivo prolungato ‘da vicino’.

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