Passi avanti verso la digitalizzazione ma servono funzionari di alto livello - QdS

Passi avanti verso la digitalizzazione ma servono funzionari di alto livello

Adriano Agatino Zuccaro

Passi avanti verso la digitalizzazione ma servono funzionari di alto livello

giovedì 22 Luglio 2021 - 00:00

Dorotea Quartararo, ospite del QdS per il 2.918° forum con i Numeri Uno. Ausiliari in esubero e carenza di amministrativi con potere di firma

Intervistata dal vice direttore, Raffaella Tregua, la presidente del Tribunale di Siracusa, Dorotea Quartararo, risponde alle domande del QdS.

Al momento del suo insediamento quale situazione ha trovato dal punto di vista della digitalizzazione?

“Dal 12 di novembre presiedo il Tribunale di Siracusa e abbiamo passato un periodo difficile e complicato, che ha determinato uno scompenso nel sistema. È un tribunale formato in gran parte da giudici molto giovani, competenti, con tanto entusiasmo e dedizione al lavoro. Per la digitalizzazione abbiamo fatto dei passi avanti e stiamo cercando di creare dei protocolli importanti con il ceto forense, avviando delle linee guida per quanto riguarda l’articolo 33 della Legge fallimentare per i curatori, che sarà presentato agli interessati durante questo luglio. Infine, sono stati già adottati altri protocolli con la Procura della Repubblica”.

Può dirsi soddisfatta della dotazione d’organico? Quali criticità mettono a rischio l’operatività dei vostri uffici?
“C’è ancora molto da fare e ci scontriamo con i problemi derivanti dalla carenza di personale. Sono pochi i vuoti nell’organico che riguardano i giudici, anche se lo stesso non è adeguato ai carichi di lavoro, ma il problema è il personale amministrativo. Abbiamo le fasce inferiori coperte, che però non possono svolgere determinati compiti e grosse scoperture nelle categorie apicali: con i funzionari si tocca una percentuale del 71% di scopertura. Mancano anche molti assistenti giudiziari, che hanno un ruolo importante. C’è un 100% in più di ausiliari e poi, invece, c’è un grande scompenso nelle categorie apicali. Sto provando, attraverso un’interlocuzione costante col Ministero, di riuscire ad avere in organico qualche funzionario in più. Il Tribunale di Siracusa, inoltre, su un organico di sei autisti in realtà non ne ha alcuno: abbiamo solo un applicato due volte la settimana e dunque per utilizzare l’aula-bunker di contrada Cavadonna ci sono difficoltà. Tra giudici e personale siamo oltre 180 persone, manca, inoltre, un presidente di Sezione e un giudice, anche se è vero che c’è un aumento di organico di due giudici ma ancora non è operativo. La criticità maggiore resta dunque il personale, con una forte carenza di quello amministrativo di medio e alto livello. L’indice complessivo che analizza il personale nei numeri totali, insomma, non tiene conto degli ausiliari in esubero a fronte di grandi carenze di funzionari con potere di firma”.

Edilizia giudiziaria: qual è lo stato della struttura?
“Abbiamo un bell’edificio che ha bisogno di un’accurata manutenzione. Ci sono delle problematiche che vanno immediatamente risolte”.

L’accumulo di fascicoli è un problema atavico di moltissimi tribunali. Come può essere risolto? Come si può ridurre la tempistica dei processi?
“Andrebbe fatto un aumento d’organico per andare incontro a tale esigenza. Siamo sottodimensionati rispetto al carico di lavoro. Le operazioni di verifica e digitalizzazione degli atti non sono affatto semplici e, per esempio, esiste una ‘Commissione scarti’ che deve riunirsi per eliminare i documenti che non sono più utili. Stiamo comunque avviando un processo di digitalizzazione degli atti. Sui processi bisogna distinguere tra civile e penale. L’introduzione del telematico è molto avanti nel civile e stenta a partire nel penale. Nel penale c’è la partecipazione dell’imputato e una serie di caratteristiche insite nel tipo di processo che rendono più difficile il cambio di passo. Il telematico non è partito nemmeno per i giudici di pace. Nel civile il telematico ha inciso positivamente sulle tempistiche dei processi e le problematiche Covid hanno spinto a portare avanti la trattazione scritta. Nel penale bisogna puntualizzare che gli impianti di videoconferenza non sono adeguati e quando parliamo di cinquanta-sessanta imputati in un maxi processo tali strutture digitali renderebbero tutto più facile evitando rischiosi trasferimenti. A oggi però abbiamo solo due aule attrezzate, di cui una in contrada Cavadonna, che è difficile da raggiungere per le citate problematiche inerenti gli autisti. A ridurre la durata dei processi aiuterebbero le notifiche via Pec, ma ogni cittadino italiano dovrebbe prima possederne una e siamo lontani da tale realtà”.

Il Covid ha bloccato le aste giudiziarie sulla prima casa, la Corte costituzionale ha fissato al primo luglio la ripartenza. Il Tribunale è pronto?
“Il Tribunale non ha mai fatto un vero e proprio lockdown perché le materie più urgenti si sono continuate a trattare. Più che una limitazione dell’attività, siamo passati a modalità diverse di gestione, come la trattazione scritta per il civile che ha evitato assembramenti. È diminuito il contenzioso perché molte persone hanno evitato di fare causa, ma non è diminuita l’attività giudiziaria. A luglio, per ciò che riguarda le aste, dovremmo ripartire appieno anche con le attività che vi ruotano attorno, sperando che le varianti del virus non costringano a tornare indietro rispetto a determinate decisioni politiche. In conformità con le direttive del Consiglio superiore della magistratura, stiamo mettendo in campo, inoltre, un Collegio specializzato per i reati ai danni delle fasce deboli”.

Quali elementi ritiene essenziali per realizzare progetti e idee nel prossimo futuro?
“Occorre lavorare serenamente con i giudici in un ambiente empatico, con tanto entusiasmo, e avere un ottimo rapporto con il ceto e le associazioni forensi, in modo da creare sinergia con l’ausilio di protocolli nuovi, che sono fondamentali. Sperando, contestualmente, anche in un pieno ritorno alla normalità nei rapporti interpersonali”.

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