Mantova, 13 giu. (askanews) – “Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. Patriottismo dolce è il tema di queste giornate trascorse insieme durante il Seminario estivo di Fondazione Symbola a Mantova che ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire da ciò che siamo e, soprattutto, da ciò che vogliamo essere. È questo il cuore del patriottismo dolce da cui il titolo del Seminario di questo anno. Un amore per il Paese che non ha bisogno di alzare muri, perché trova forza e sicurezza nella propria identità, nella coesione delle comunità e in un’economia a misura d’uomo. E di coesione abbiamo tanto bisogno nei tempi difficili che stiamo attraversando. Il patriottismo dolce è un progetto, non una retorica. È la scelta di guardare all’Italia con ‘occhi nuovi’, riconoscendo i suoi talenti e mettendoli in rete”. Così Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, commenta i risultati del rapporto realizzato da Ipsos per Fondazione Symbola “Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture”, presentato oggi alla giornata conclusiva del Seminario estivo a Mantova.
“Nel patriottismo dolce, la comunità non è un concetto astratto: è fatta di territori, di piccole imprese, di relazioni che trovano la loro espressione concreta nella soft economy. Il 72% degli italiani è orgoglioso della propria nazionalità come evidenzia lo studio di Fondazione Symbola e IPSOS Doxa e 9 italiani su 10 vedono nella qualità la chiave competitiva del Paese. I dati ci restituiscono un’evidenza chiara: il patriottismo dolce non è un esercizio di retorica, ma una precisa bussola per il Paese – sottolinea Realacci -. Investire in qualità, sostenibilità e coesione non significa solo assecondare l’orgoglio nazionale, ma sintonizzarsi con una domanda profonda della società che si trasforma in vero valore economico. Le imprese capaci di farsi interpreti di questa identità sono il motore di un’Italia che torna a guardare al futuro con fiducia. Come diceva il presidente Carlo Azeglio Ciampi questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. Sono parte integrante, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L’informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. Può diventare anche questa grande avventura, un’opportunità da cogliere”.

