Pd, Barbagallo non si lascia e su M5S : "No a pregiudizi, ma resta l'amaro"

Pd, Barbagallo non si dimette e sui 5 Stelle: “Nessun pregiudizia ma resta l’amaro”

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Pd, Barbagallo non si dimette e sui 5 Stelle: “Nessun pregiudizia ma resta l’amaro”

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mercoledì 28 Settembre 2022 - 13:10

Deve ancora decidere se restare a Palermo o volare a Roma, il segretario regionale democratico. Che non intede lasciare la guida del partito.

Non intende dimettersi. Nonostante il calo del consenso a livello nazionale e soprattutto il terzo posto del candidato democratico alle Regionali, non intende lasciare. Il segretario regionale del Partito Democratico lo dice chiaramente in conferenza stampa. “Non ravviso la necessità di dimettermi, ma di assumermi la responsabilità politica del risultato insieme al gruppo dirigente del Pd. Con il partito affronterò la decisione se scegliere lo scranno romano in cui sono stato eletto, oppure rimanere in Sicilia da deputato. Sarà una scelta approfondita e ponderata”.

La rifondazione del partito in vista del congresso

Ad una domanda sul ‘dopo Letta’, il segretario osserva: “Più che dei nomi, serve parlare di temi e contenuti e il mezzogiorno deve tornare ad essere in cima all’agenda del partito nazionale”. “Pensavamo di andare con il M5S – evidenzia- ma il quadro politico all’ultimo è cambiato per la loro improvvisa marcia indietro”. “In questo clima di difficoltà – conclude- il partito siciliano ha risposto con un’affermazione importante di 224 mila preferenze ed 11 parlamentari. Siamo la prima opposizione in parlamento”.

“Bisogna essere anche schietti: serve aprire una nuova fase nel partito, serve rigenerarlo, portare le nuove generazioni, nuova classe dirigente anche in vista del congresso nazionale. A metà ottobre al parlamento nazionale e ai primi di novembre quando si insidierà l’Ars, eserciteremo il nostro ruolo di opposizione in modo attento e sui temi che condividiamo assieme ai M5s, se ci saranno questioni comuni li affronteremo”. “Non ho alcun pregiudizio con i cinquestelle – aggiunge- ma resta la ferita che sanguina ancora della loro marcia indietro a 4 giorni dal voto. Avremmo raccontato un’altra elezione, una storia diversa a partire dal nostro candidato Chinnici”.

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