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Pd Sicilia, dopo Barbagallo si cerca una nuova guida: lunedì il confronto

Pd Sicilia, dopo Barbagallo si cerca una nuova guida: lunedì il confronto
PD Partito Democratico

Il dopo Anthony Barbagallo apre una nuova partita negli equilibri del Partito democratico siciliano. Le dimissioni del segretario regionale hanno reso necessario individuare una soluzione per la gestione del partito e il confronto si è spostato sulla composizione di un organismo collegiale. L’obiettivo è affidare a una cabina di regia il compito di accompagnare i dem fino ai prossimi appuntamenti politici, provando a ricomporre le fratture interne.

Tra le soluzioni attualmente discusse c’è quella di un direttorio a tre componenti. A ricoprire il ruolo di coordinatore potrebbe essere Giuseppe Provenzano, ex ministro per il Sud e responsabile Esteri del Pd. La sua presenza rappresenterebbe il coinvolgimento diretto della segreteria nazionale nella gestione della fase siciliana. Nel gruppo dovrebbe trovare posto anche Barbagallo, mentre il terzo nominativo spetterebbe all’area che fa riferimento a Stefano Bonaccini.

Per quest’ultimo incarico circolano soprattutto due candidature: quella di Teresa Piccione, alla guida della segreteria provinciale palermitana e vicina all’europarlamentare Giuseppe Lupo, e quella di Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars. Nessuna decisione è stata ancora formalizzata.

Le diverse anime del Pd chiedono spazio

La possibile composizione ristretta del direttorio non ha convinto tutte le componenti del partito. La discussione riguarda soprattutto il peso da riconoscere alle diverse aree e la necessità di evitare che la nuova gestione lasci fuori una parte della classe dirigente.

I Giovani democratici, attraverso il consigliere comunale di Enna Marco Greco, e la componente femminile, rappresentata da Cleo Li Calzi, chiedono una presenza riconosciuta nella cabina di regia. Anche l’area che fa riferimento a Matteo Orfini, coordinata in Sicilia da Antonio Rubino, attende di capire quale sarà il proprio spazio nel nuovo assetto.

C’è poi il tema della rappresentanza geografica. La Sicilia orientale potrebbe chiedere maggiore visibilità attraverso il coinvolgimento dei deputati regionali catanesi Giovanni Burtone ed Ersilia Saverino. Da qui la possibilità di ampliare il gruppo dirigente fino a cinque componenti, anche se questa ipotesi non sembra avere ancora un consenso definitivo.

Lunedì il confronto con il Nazareno

Il passaggio decisivo è atteso per lunedì pomeriggio, quando la segreteria nazionale ha convocato un incontro con la deputazione siciliana e i rappresentanti del partito nei diversi livelli istituzionali. Sono attesi i parlamentari regionali, nazionali ed europei, insieme ai componenti siciliani della Direzione nazionale.

Al confronto dovrebbe prendere parte Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd. Resta da verificare la presenza della segretaria nazionale Elly Schlein, che potrebbe partecipare anche da remoto.

Oltre alla composizione del direttorio, sul tavolo ci sarà il funzionamento degli organismi regionali rimasti in carica dopo l’uscita di scena di Barbagallo. Assemblea, Direzione e Commissione di garanzia sono infatti al centro di una discussione che riguarda la continuità dell’attività del partito e l’eventuale necessità di rivederne gli equilibri.

La segreteria nazionale, secondo quanto emerge dalle trattative, sarebbe orientata a non rimettere in discussione alcuni punti già individuati, a partire dal ruolo di coordinamento affidato a Provenzano e dall’inserimento dell’ex segretario regionale. L’eventuale ampliamento del direttorio potrebbe invece lasciare ancora margini di confronto.

Dalla gestione interna alle prossime sfide elettorali

La nuova guida dovrà affrontare una fase particolarmente delicata. Il Pd siciliano arriva all’appuntamento dopo mesi di contrasti e dopo un primo tentativo di ricomposizione promosso dalla stessa Schlein, che nell’incontro di agosto aveva richiamato le diverse componenti alla necessità di ritrovare unità.

Adesso l’attenzione si sposta anche sugli appuntamenti nazionali. Le prossime primarie del centrosinistra, con il confronto tra la segretaria dem e il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, rappresentano un banco di prova per gli equilibri della coalizione. La capacità del Pd siciliano di presentarsi con una posizione condivisa potrebbe incidere sul peso del partito nella costruzione del campo largo.

Ma la questione più immediata riguarda le elezioni regionali. La precedente gestione aveva annunciato l’intenzione di avanzare agli alleati una proposta per la candidatura alla presidenza della Regione. Con il cambio al vertice, però, la discussione potrebbe ripartire su basi differenti.

Tra le ipotesi che stanno guadagnando attenzione in una parte del Pd c’è il sostegno a Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente. Una possibilità che si inserisce nel confronto ancora aperto sulle alleanze e sulla scelta del candidato governatore. Il nuovo direttorio dovrà quindi occuparsi non soltanto della gestione delle tensioni interne, ma anche di definire la linea politica dei dem siciliani in vista delle prossime Regionali.

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