Avrebbero incassato il denaro degli automobilisti, sostituendo il biglietto originale con uno diverso, di importo però molto inferiore. In questo modo, avrebbero dunque trattenuto la somma derivata dalla differenza di biglietto. Questa, secondo quanto emerso e sostenuto dalla Procura di Termini Imerese, è la dinamica alla base dell’inchiesta che ha portato alla sospensione dal servizio per ben 5 dipendenti del CAS, il Consorzio autostrade siciliane. A essere sospeso anche un dipendente di una società privata che si occupa di manutenzione sugli impianti di esazione.
Pedaggi truccati nei caselli della A20 Messina-Palermo, sospesi cinque impiegati del Cas
Eseguiti dalla Polizia stradale su Palermo, i provvedimenti emessi dal gip di Termini Imerese su richiesta della Procura sono arrivati per cinque persone, tutti agenti tecnici esattori e in servizio ai caselli di Bunfornello e Cefalù. Per loro, è stata disposta una sospensione temporanea del servizio, per la durata di sei mesi, ma naturalmente variabile in base alle indagini ancora in corso.
La stessa misura interdittiva è stata eseguita per un tecnico impegnato in una ditta esterna ma ritenuto ugualmente coinvolto, in concorso con due degli indagati, in alcuni degli episodi finiti al centro delle indagini della Procura di Termini Imerese, nella zona di Palermo.
La ricostruzione
Dalle indagini portate avanti dalla Procura, emerge un quadro piuttosto consolidato. Gli esattori infatti, avrebbero ritirato il denaro e il biglietto consegnato dall’automobilista, senza però registrare quest’ultimo nel sistema elettronico, rilasciano al suo posto un ticket precedentemente predisposto e riportante un importo notevolmente più basso del previsto. In alcuni casi infatti, vengono evidenziati 90 centesimi di biglietto al casello al posto di 10 euro, con il biglietto reale del caso che veniva smagnetizzato e gettato via, con gli indagati che si sarebbero poi “guadagnati” la differenza di prezzo. In base a ciò che è emerso dalle indagini, sembra anche che in certi contesti sarebbe stata addirittura disattivata la corsia automatica, con la chiusura di una sbarra e l’accensione del semaforo rosso in modo da “attirare” un maggior numero di utenti verso la postazione in cui era in servizio uno degli indagati e aumentare così le chance di guadagno derivate dalla struttura illegale potenzialmente creata dagli impiegati.
Un caso molto articolato che, come si legge dalla nota diffusa dalla Procura di Termini Imerese, contesta dei reati particolarmente gravi verso gli indagati. Come evidenziato dal comunicato delle autorità infatti, “i cinque agenti tecnici esattori di cui sopra sono stati ritenuti gravemente indiziati, rispettivamente, di 13 episodi di peculato, 18 episodi di peculato, 24 episodi di peculato, 103 episodi di peculato, 108 episodi di peculato, come già detto consistenti nell’appropriazione di somme di denaro, oscillanti di volta in volta da un minimo di sette ad un massimo di dieci – 15 euro circa o anche più, sempre corrisposto dagli utenti a titolo di pedaggio autostradale. Il dipendente della società privata, incaricata per conto del C.A.S. di svolgere il servizio di manutenzione della rete informatica degli impianti di esazione del pedaggio, è stato ritenuto gravemente indiziato di aver concorso in complessivi n. 33 distinti episodi di peculato commessi unitamente a due degli agenti tecnici esattori sopra menzionati”.
I caselli coinvolti: da Buonfornello a Cefalù e Castelbuono, il sistema fraudolento su A20 Messina-Palermo
Dalle indagini, emerge con evidenza anche ogni casello coinvolto in questo raggiro che è costato (per adesso) la sospensione dei cinque addetti in servizio al Cas, oltre che di un dipendente di una ditta esterna. La situazione infatti, sarebbe stata innescata nel tratto della A20 Messina Palermo e, in particolare, sui caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. Gli episodi invece, sarebbero tutti concentrati tra il novembre del 2025 e il gennaio del 2026, con le accuse che coinvolgono i dipendenti per oltre un centinaio di casi nell’arco dei mesi registrati.
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