Personale dei Comuni e delle ex Province, negli uffici pubblici della Sicilia la carica dei 49 mila - QdS

Personale dei Comuni e delle ex Province, negli uffici pubblici della Sicilia la carica dei 49 mila

Paola Giordano

Personale dei Comuni e delle ex Province, negli uffici pubblici della Sicilia la carica dei 49 mila

giovedì 05 Dicembre 2019 - 00:00
Personale dei Comuni e delle ex Province, negli uffici pubblici della Sicilia la carica dei 49 mila

Come certificato dalla Corte dei Conti, le spese raggiungono gli 1,2 miliardi l’anno. Ma l’efficienza non è di casa

PALERMO – Comuni ed ex Province dell’Isola sono superaffollati di personale. Con le sue 48.641 unità, la Sicilia è seconda, in tutta Italia, per numero di dipendenti in posizioni apicali e non. Sopra di noi soltanto la Lombardia (57.775 unità) che però conta 1.507 Enti locali – vale a dire 1.117 in più dell’Isola – e dodici province, contro le nove siciliane.

A fornirci i numeri del personale degli Enti locali e di quelli intermedi sono i magistrati contabili della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti nella relazione 2019 sulla spesa per il personale degli Enti territoriali.

La fetta più grande di quelle quasi 49.000 unità è fagocitata dai Comuni: tra dipendenti e dirigenti, infatti, sono ben 44.543 le unità impiegate negli Enti locali. Le restanti 4.098 sono collocate in quelle che un tempo furono Province ma che, con la Legge regionale n. 8/2014, sono diventate Città metropolitane e Liberi Consorzi comunali, enti di fatto svuotati delle proprie funzioni ma che possiedono comunque una pianta organica ben nutrita.

Con una schiera così folta di personale, che sulla base dei nostri calcoli corrisponde a 9,68 unità ogni 1.000 abitanti, le province isolane dovrebbero svettare le classifiche sull’efficienza dei servizi offerti ai cittadini. Il condizionale però è d’obbligo: nella recente indagine realizzata da Italia Oggi e dall’Università La Sapienza di Roma sulla qualità della vita nei territori italiane, infatti, le realtà siciliane – tutte spalmate al di sotto della 90^ posizione – raschiano il fondo della classifica. Cinque su nove peggiorano rispetto all’anno precedente e il progresso di miglioramento registrato dalle restanti quattro non basta ad avvicinarle alle performance delle cugine settentrionali, che restano ancora distanti anni luce.

Mentre i servizi resi al cittadino scarseggiano, di personale invece ne abbiamo in abbondanza. E costa pure tanto. La somma della spesa per quelle quasi 49.000 unità sfiora infatti quota 1,2 miliardi di euro annui. A parità di abitanti, il Veneto di euro per il suo personale comunale e provinciale ne spende quasi 749 milioni. Vale a dire 450 milioni in meno. Eppure le differenze, in termini di efficienza, tra gli Enti territoriali veneti e quelli isolani sono abissali.

Quegli 1,2 miliardi di euro tradotti in termini pro capite corrispondono a circa 238 euro sulla testa di ciascun siciliano: il quarto valore più alto a livello nazionale. La Liguria con i suoi 247 euro ad abitante è terza, mentre il Trentino-Alto Adige, con 40 euro in più rispetto al valore dell’Isola, è secondo e la Valle d’Aosta è in vetta (309 euro pro capite).

Se tra le regioni del Mezzogiorno, l’Isola è quella che riporta la spesa più alta sia in termini assoluti che in termini pro capite, a livello nazionale a spendere più di noi sono solo la Lombardia (1,67 miliardi) e il Lazio (1,22 miliardi).

Quelli siciliani, però, sono numeri elaborati per difetto: sia per quanto riguarda il dato totale del personale che per i costi di quest’ultimo, non rientra tra gli Enti oggetto di indagine il Libero Consorzio di Siracusa, poiché esso è stato inadempiente all’obbligo di invio delle informazioni al Sistema conoscitivo del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche (Sico) – piattaforma dedicata all’acquisizione dei flussi informativi previsti dal Titolo V del Dlgs. n.165/2001, riguardanti il personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche, gestito dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato generale per gli Ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (Igop) – per quanto riguarda gli esercizi 2016 e 2017.

Con queste cifre – che peraltro, come appena spiegato, sono al ribasso – c’è poco da festeggiare: bisogna puntare sulla qualità del personale, formando adeguatamente dipendenti e dirigenti sia dei Comuni che delle ex Province e introducendo l’antico metodo “del bastone e della carota”: premiando cioè chi produce risultati e punendo chi invece non fa nulla.

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