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Petroliera russa alla deriva nelle acque del Mediterraneo: possibile minaccia per Lampedusa

Petroliera russa alla deriva nelle acque del Mediterraneo: possibile minaccia per Lampedusa

Si ritiene che sulla nave ci siano 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. La nave si chiama ‘Arctic Metagaz’

Una petroliera russa alla deriva, e senza equipaggio, nel Mediterraneo si sta avvicinando sempre più alle acque di Lampedusa. A riportare la notizia è stato il TG1, con un breve video su Instagram.

La Arctic Metagaz, gigante da 277 metri

Si ritiene che sulla nave ci siano 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. La nave si chiama ‘Arctic Metagaz’, ed è lunga 277 metri. Alcune esplosioni avvenute nei giorni scorsi hanno potato all’evacuazione dell’equipaggio.

Arctic Metagaz, cosa sappiamo della nave gasiera sanzionata scomparsa vicino a Malta

La Arctic Metagaz, nave gasiera colpita da sanzioni, era salpata da Murmansk il 24 febbraio dopo aver imbarcato un carico di GNL presso l’unità di stoccaggio galleggiante Saam il 18 febbraio, in un ex porto maltese. Dai dati di tracciamento risulta che l’imbarcazione aveva attraversato le acque britanniche e spagnole per entrare nel Mediterraneo, con probabile destinazione il canale di Suez. Il segnale AIS della nave si è interrotto ieri, quando si trovava a circa 30 miglia nautiche dalla costa nord-orientale di Malta.

Esplosioni a bordo: cosa riportano i media greci sull’incidente

Secondo quanto riportato dai media greci, la nave sarebbe stata colpita intorno alle 4 del mattino ora locale, con esplosioni a bordo. La notizia non ha ancora ricevuto conferme ufficiali e al momento non è possibile stabilire con certezza cosa sia accaduto: le ipotesi spaziano da un guasto meccanico a un incidente fino a un attacco deliberato, per via aerea o marittima.

Le ipotesi sull’attacco: collegamento con l’Iran o operazione ucraina

Già nei giorni scorsi non erano arrivate conferme sulla natura dell’evento. Resta aperta la possibilità che l’incidente sia legato all’escalation delle tensioni con l’Iran oppure che si tratti di un’operazione ucraina mirata contro un’imbarcazione russa sotto sanzioni. Nessuna delle due piste, al momento, è stata confermata da fonti ufficiali.

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