Nell’ambito del decreto 66/2026, entrato in vigore lo scorso 8 maggio, sta prendendo forma una misura destinata ad avere un peso rilevante nella componente privata del Piano casa del governo. Come riportato da Il Sole 24 Ore, tra le novità inserite nel provvedimento compare infatti il bonus volumetria, uno strumento che consentirà di aumentare fino al 35% le dimensioni degli edifici coinvolti nei programmi di edilizia convenzionata a canone calmierato.
L’obiettivo della misura
L’idea alla base del provvedimento è quella di sostenere economicamente gli interventi di recupero urbano e rigenerazione edilizia che dovranno dare vita a nuovi alloggi a prezzi inferiori rispetto a quelli del libero mercato. Il governo punta, infatti, a rafforzare l’offerta abitativa destinata alla fascia grigia della popolazione, composta da cittadini che non riescono ad accedere alle case popolari ma che, allo stesso tempo, non dispongono di risorse sufficienti per sostenere i costi degli affitti tradizionali. Il meccanismo dovrebbe rendere più appetibili gli investimenti privati nel settore immobiliare, garantendo margini maggiori agli operatori che aderiranno al progetto. In questo modo il Piano casa prova a coniugare interesse pubblico e convenienza economica per i costruttori, incentivando la realizzazione di abitazioni a costi contenuti attraverso premi edificatori e procedure accelerate.
Gli interventi previsti
Le disposizioni sono contenute nell’articolo 9 del decreto e riguardano in particolare gli interventi di edilizia convenzionata. I privati che aderiranno al programma potranno sviluppare nuove abitazioni oppure intervenire su immobili esistenti attraverso opere di riqualificazione urbana ed energetica ad alta efficienza. La priorità sarà data al recupero di aree già urbanizzate, degradate o inutilizzate, nel tentativo di limitare il consumo di nuovo suolo. Gli interventi dovranno quindi concentrarsi soprattutto sulla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, favorendo il riuso di strutture già presenti nelle città. In questo contesto entra in gioco il bonus volumetrico. Richiamando una disciplina già utilizzata in passato per gli studentati, il testo consente di ampliare la volumetria originaria fino a un massimo del 35%. La quota aggiuntiva dovrà però essere destinata esclusivamente agli alloggi a canone calmierato, così da rafforzare l’offerta di abitazioni accessibili.
I requisiti
Per beneficiare delle agevolazioni sarà necessario rispettare alcuni vincoli precisi. Il decreto stabilisce infatti che almeno il 70% degli investimenti dovrà essere destinato ad abitazioni con affitti o prezzi calmierati, mentre soltanto il restante 30% potrà essere immesso sul libero mercato. Si tratta di una condizione considerata centrale per mantenere la finalità sociale del Piano casa. Gli operatori privati potranno quindi ottenere vantaggi urbanistici e ampliamenti volumetrici soltanto garantendo una prevalenza di alloggi destinati alle fasce economicamente più fragili. L’intenzione dell’esecutivo è quella di creare un modello misto, nel quale il rendimento della quota destinata al mercato libero possa contribuire a sostenere economicamente la realizzazione degli appartamenti a prezzi contenuti.
Il percorso parlamentare
Mentre il Piano casa continua a prendere forma, alla Camera si prepara il percorso di conversione parlamentare del decreto. La commissione Ambiente dovrebbe avviare le audizioni già nei prossimi giorni, con un numero di richieste che testimonia il forte interesse attorno al provvedimento. Il relatore del testo, Dario Iaia, ha spiegato che sono arrivate 133 domande di audizione. L’ufficio di presidenza starebbe valutando una selezione che potrebberidurre gli incontri a circa cinquanta. Il confronto parlamentare servirà anche a definire eventuali emendamenti e chiarimenti sulle modalità applicative delle misure, soprattutto per quanto riguarda i parametri urbanistici e i criteri per accedere agli incentivi.

