“La Sicilia che che è nei Piani di rientro non ha registrato negli anni miglioramenti”. Lo ha dichiarato la dirigente dell’Agenas Natalia Di Vivo durante l’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera. Il riferimento è all’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni. Dall’ingresso, nel 2007, nel Piano di rientro in sanità l’Isola non è ancora uscita. La situazione riguarda in totale quattro le Regioni italiane. Il mese scorso l’ assessore regionale alla Salute Marcello Caruso aveva annunciato che sarebbe stata fatta, entro l’anno, una verifica degli obiettivi raggiunti.
Il Piano di Rientro della Regione
L’Aaccordo per il Piano di rientro dal disavanzo sanitario 2007-2009 della Regione Sicilia è stato siglato il 31 luglio 2007 (Deliberazione della Giunta Regionale – DGR 312/07) e prevede una serie di interventi per il recupero del disavanzo sanitario e della concomitante riorganizzazione del Sistema sanitario regionale nel rispetto dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Sono passati quasi vent’anni dall’ingresso nel Piano di rientro dal disavanzo sanitario per le quattro regioni interessate. “Il Lazio, che è stata la prima Regione ad entrare nei Piani di rientro non ha registrato negli anni miglioramenti, così come l’Abruzzo, il Molise e la Sicilia. La Liguria, la Campania, grazie a una sentenza del Tar, e la Sardegna invece sono uscite dalla procedura prevista”, ha detto la dirigente dell’Agenas, Natalia Di Vivo nel corso dell’audizione.
Sicilia in attesa di approvazione definitiva
Natalia Di Vivo ha evidenziato che nel 2009 sono stati introdotti i programmi operativi per la prosecuzione dei Piani di rientro. Questi sono stati adottati dalla Regione Siciliana, che si trova in attesa dell’approvazione definitiva, Lazio, Abruzzo, Molise, Sicilia e Calabria. Per quest’ultima regione, che è stata commissariata, si attende l’approvazione e potrebbe così profilarsi un’uscita dal Piano.
Le Regioni sono state sottoposte al Piano di rientro in sanità in base alla normativa. La condizione è infatti obbligatoria se si supera il 5% di disavanzo sul totale dei finanziamenti.
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