Piccoli ospedali, scatta la protesta in Sicilia - QdS

Piccoli ospedali, scatta la protesta in Sicilia

redazione

Piccoli ospedali, scatta la protesta in Sicilia

Giuseppe Bonaccorsi  |
venerdì 06 Maggio 2022 - 13:11

Conto alla rovescia per la manifestazione della Rete dei comitati che si terrà il 27 maggio a Palermo sotto la sede dell’Assessorato. "Pretendiamo un tavolo di confronto che metta al centro i bisogni"

PALERMO – La Rete dei Comitati in difesa dei piccoli ospedali e per una equa assistenza territoriale hanno fissato la data della manifestazione che si terrà davanti all’assessorato regionale alla Salute di Palermo. La giornata di protesta si terrà il prossimo 27 maggio alle ore 11 sotto l’assessorato in Piazza Ottavio Ziino, 24.

“Da anni – si legge in un documento divulgato dalla stessa Rete – i Comitati per la Salute di tutta la Sicilia (Lipari, Catania, Palermo, Castelvetrano, Giarre, Leonforte, Lampedusa, Lentini, Gela, Pantelleria e tanti altri) si battono per difendere e impedire la chiusura dei loro ospedali e dei loro reparti. Una sanità, quella siciliana, che negli ultimi anni è stata colpita da continui e ingenti tagli alle strutture ospedaliere presenti sul territorio e ai servizi sanitari”.

“In questo momento – aggiungono i rappresentanti dei Comitati – è importante scendere in piazza perché si attendono 800 milioni del Pnrr per la sanità siciliana. Soldi, questi, che dovrebbero essere spesi tenendo in considerazione le problematiche fatte emergere negli anni dai comitati stessi nei vari territori”. E continuano: “La Regione, invece, ha approvato il Piano per le nuove strutture della sanità territoriale da attuare in tre anni senza tenere in nessuna considerazione le istanze presentate negli anni”.

I Comitati hanno, quindi, deciso di mettersi in prima linea per scoperchiare, ancora una volta, le responsabilità politiche dell’attuale disastrosa situazione e per portare in piazza le reali esigenze dei cittadini e delle cittadine che, nonostante le lotte portate avanti, sono rimaste inascoltate. “Per questo pretendiamo un tavolo di confronto che metta al centro i bisogni degli abitanti e dei territori e che questi vengano interpellati direttamente”.

Il caso dell’ospedale di Lipari

Non è la prima volta che le vistose carenze di organico soprattutto nel settore medico vengono a galla soprattutto negli ospedali periferici o in quelle zone cosiddette svantaggiate come le isole minori. Emblematico il caso dell’ospedale di Lipari, struttura che nel corso degli ultimi anni ha visto depauperate le proprio risorse di reparti (dal punto nascita alla camera iperbarica…) e personale medico (in servizio ci sarebbero soltanto due chirurghi), con vistose chiusure e carenze anche in discipline salvavita come quella di Cardiologia. Quest’ultima oggi è garantita sull’isola soltanto dalle 8-14 ambulatorialmente da un solo professionista e poi in alcuni pomeriggi da una convenzione con cardiologici che si recano a turno a Lipari dal Papardo. Di notte, fatto gravissimo, il servizio non è operativo e un paziente colpito da infarto viene stabilizzato dal personale del Pronto soccorso e trasferito immediatamente sulla terraferma grazie all’elisoccorso, servizio che costa non meno di 7 mila euro a viaggio. Sempre che il meteo lo permetta.

Nelle ultime settimane ha fatto scalpore il caso di un cardiologo molto conosciuto sull’isola, Riccardo Cogode, che una volta andato in pensione dal Papardo di Messina è stato contattato dall’Asp per prendere servizio a contratto all’ospedale di Lipari, ma una volta giunto, al momento di firmare il contratto, il professionista si è reso conto che avrebbe dovuto o rinunciare alla sua pensione per tutta la durata del contratto, oppure mantenere la pensione, ma lavorare gratis con soltanto il pagamento delle spese. La legge Madia ha colpito anche in questo caso. Adesso sembra che l’azienda sanitaria, vista l’impossibilità di trovare professionisti disposti a recarsi sull’isola, stia pensando di rivolgersi a una agenzia interinale di lavoro per bypassare la legge nazionale. Forse sarebbe l’unica soluzione.

Nel frattempo dei gravi problemi dell’ospedale dell’arcipelago si è informato anche il presidente della commissione nazionale Antimafia, Nicola Morra, in questi giorni in audizione nelle grandi città dell’isola, mentre di recente, durante una seduta in Senato il senatore Alessandro Ruotolo ha fatto menzione del Comitato in difesa dell’ospedale di Lipari, confermando il suo voto favorevole alla riforma dell’art. 119 della costituzione inerente la situazione di insularità.

Il comitato che non si è fermato un attimo a sostegno dell’ospedale prima della missione del 27 a Palermo ha intenzione di farsi ancora sentire con una manifestazione locale che dovrebbe tenersi al più presto per le strade di Lipari. Sembra che gli organizzatori vogliano mettere sù una vera e propria “marcia funebre” simbolica in memoria dell’ospedale con tanto di banda che dovrebbe suonare per le vie del centro.

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