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Pio Cesare debutta nel Timorasso con la Riserva 2023 pensata nel 2018

Pio Cesare debutta nel Timorasso con la Riserva 2023 pensata nel 2018

Da 2,5 ettari a Vho 3.000 bottiglie e 120 magnum dell’autoctono bianco

Milano, 12 giu. (askanews) – Pio Cesare esordisce nel Timorasso con il “Derthona Timorasso Riserva Colli Tortonesi Doc” e affida il debutto alla vendemmia 2023, prima annata di un vino disponibile sui mercati nazionale e internazionale in circa 3.000 bottiglie e 120 magnum.

Per la famiglia di Alba non è un’aggiunta marginale alla gamma dei bianchi ma l’approdo di un progetto pensato anni fa e maturato lentamente. L’idea era già nella testa di Pio Boffa una decina di anni fa: riconoscere in questo vitigno antico dei Colli Tortonesi la varietà capace di esprimere in bianco quella profondità e quella eleganza che il Nebbiolo restituisce ai Barolo e ai Barbaresco di casa.

Il percorso comincia nel 2018, quando l’azienda acquista 2,5 ettari a Vho, frazione del comune di Tortona (Alessandria), e avvia le prime prove di studio sul Timorasso. Il punto non era semplicemente produrlo, ma capire come interpretarlo secondo la cifra stilistica di Pio Cesare, storica realtà fondata nel 1881 e da sempre legata a una lettura del vino fondata su autenticità e rispetto del territorio. La svolta arriva nel 2021, quando si chiarisce la possibilità di vinificare nella storica cantina di Alba e a quel punto vengono impiantate le viti. A dare il via è Federica Boffa Pio, quinta generazione della proprietà, che porta a compimento il progetto voluto dal padre, scomparso poche settimane prima. “Mio padre aveva creduto profondamente in questo vino e in questo progetto. Piantare le nostre viti di Timorasso nel 2021 è stato il modo più concreto per onorare la sua visione e portarla nel futuro” racconta Federica, sottolineando che “Pio Cesare produce vini bianchi di carattere fin dagli anni ’80, da quando è nato il ‘Piodilei’, ma con il Timorasso ci confrontiamo per la prima volta con un’uva autoctona: è una sfida diversa, che ci mette a confronto con un vitigno dal carattere autonomo e con una storia tutta da scrivere. Bisogna procedere per ascolto, intuizione e pazienza”.

Il vigneto di proprietà si trova a circa 250 metri sul livello del mare, con esposizione a sud, su terreni calcareo-marnosi di origine marina. Suoli che “per composizione e carattere non sono lontani da quelli delle Langhe” e in questa parentela geologica Federica legge un’affinità che riguarda mineralità, struttura e attitudine all’invecchiamento.

In vigna la scelta è quella di privilegiare gli acini di medie e grandi dimensioni, più delicati ma ritenuti più adatti a esprimere acidità e complessità aromatica. La raccolta avviene a mano nelle prime settimane di settembre. Le uve vengono portate ad Alba, dove circa il 20% affronta una criomacerazione nella prima notte dopo la vendemmia, mentre la parte restante viene avviata direttamente alla pressatura soffice. Le due frazioni vengono poi riunite e proseguono insieme la fermentazione e l’affinamento in acciaio per circa dodici mesi. Segue un riposo in bottiglia di circa due anni: è questo passaggio a determinare la designazione Riserva e a lasciare tempo al potenziale del Timorasso di distendersi. La 2023, scelta per l’esordio, è stata un’annata calda ma l’accumulo idrico, superiore rispetto alle Langhe, “ha favorito una notevole espressività aromatica e di frutto”, anche grazie alla decisione di anticipare leggermente la vendemmia al 5 settembre. Le premesse, nella lettura della Cantina, sono quelle di una lunga tenuta nel tempo come merita ogni Timorasso che si rispetti.

Il nuovo vino si inserisce in una storia che, per Pio Cesare, ha già da tempo un capitolo importante nei bianchi. Il “Piodilei”, presentato con la vendemmia 1985 da Chardonnay coltivato nei vigneti di proprietà de Il Bricco a Treiso e oggi anche della vigna Mosconi a Monforte d’Alba, è stato tra i primi vini di questo tipo prodotti nelle Langhe e tra i pionieri in Italia. Nei primi anni Duemila si è aggiunto il Sauvignon Blanc, coltivato a Treiso e a Trezzo Tinella, anche in questo caso in vigne di proprietà. Il “Derthona Timorasso Riserva” porta però Pio Cesare per la prima volta dentro un bianco da vitigno autoctono piemontese, che negli ultimi gode di una grande attenzione e considerazione dopo anni di sostanziale abbandono.

La novità si colloca dentro una vicenda aziendale lunga 145 anni, attraversata da cinque generazioni e da un patrimonio di 80 ettari di vigneti acquistati progressivamente a partire dagli anni Settanta. Fondata nel 1881 da Cesare Pio e ancora oggi con sede nello stesso palazzo storico nel centro di Alba, l’azienda è stata poi rilanciata da Rosy Pio insieme con il marito Giuseppe Boffa, mentre con Pio Boffa si è ampliato il parco vitato, si è estesa la cantina e sono arrivati nuovi vini.

In questo percorso si inseriscono tappe che hanno segnato la costruzione del profilo della Cantina: nel 1985 il “Barolo Ornato”, nato da tre microparcelle della collina, e nello stesso anno il “Piodilei”; poi il “Barbaresco Il Bricco” nel 1990, la Barbera da singolo vigneto “Fides” nel 1996 e, dal 2014, il “Mosconi” dopo l’acquisizione di dieci ettari nell’omonimo vigneto a Monforte d’Alba. Il filo resta lo stesso: interpretare il territorio nelle sue differenze, senza appiattirle. Anche il Timorasso dei Colli Tortonesi nasce dentro questa logica, così come l’altro fronte più recente aperto in Alta Langa, dove la famiglia ha deciso di misurarsi con il Nebbiolo ad altitudini più elevate. Tutti i vini della casa vengono prodotti, fermentano e maturano nella “cantina di città” che risale al Settecento, si sviluppa su quattro livelli, uno dei quali sotto la falda del Tanaro.