Il Servizio sanitario nazionale, istituito con legge del 1978, è indirizzato a tutti i cittadini italiani iscritti all’anagrafe, a prescindere dal reddito, dall’età, dal genere e da qualunque altra distinzione. Questo perché tutti i cittadini e tutte le cittadine sono uguali, hanno gli stessi diritti e, aggiungiamo noi, dovrebbero avere gli stessi doveri, ma così non è. La stessa legge ha demandato alle Regioni la gestione della Sanità. Il Governo, con legge di bilancio annuale, stanzia una certa cifra che viene demandata alle Regioni. Quest’anno sono ben 143 miliardi che vengono trasferiti dalle casse dello Stato a quelle regionali. Questo è il quadro di riferimento. Alle somme stanziate dallo Stato devono essere aggiunte altre somme che le Regioni inseriscono fra le spese dei propri bilanci. Dunque, cittadine e cittadini dovrebbero poter contare su una Sanità efficiente, che li curi quando disgraziatamente vengono colpiti dalle malattie. Ma la Sanità non è uguale in tutte le regioni.
Sanità al Nord e al Sud: differenze di qualità delle prestazioni
Risulta infatti obiettiva la differenza di qualità delle prestazioni fra le otto regioni del Sud sottosviluppate, così come riconosciute dall’Ue, e le otto Regioni ricche del Nord, in mezzo alle quali si barcamenano le quattro regioni del Centro. Perché nelle regioni del Sud la Sanità è del tutto insoddisfacente, salvo punte di eccellenza che, tuttavia, ci sono? Sembra un mistero, ma in effetti non lo è. Le risorse destinate sono contabilizzate pro capite, quindi non vi è una differenza quantitativa, però vi è una differenza qualitativa, vale a dire che le competenze che vi sono nelle otto regioni del Nord sono superiori a quelle delle otto del Sud. Questa è la prima causa che distingue le une dalle altre.
Il sistema del favore e la mobilità sanitaria
Ciò accade anche perché nel Sud vige la “legge” del favore, secondo cui vanno a occupare posti di vertice o subordinati persone amiche di questo o di quello e non i più bravi e i più competenti. Da questo fenomeno ne deriva un altro, riguardante i trasferimenti di molti malati dal Sud al Nord e quindi l’esborso da parte delle regioni meridionali di centinaia e centinaia di milioni che servono per pagare le fatture emesse dalle aziende sanitarie del Nord. Il ministro della Sanità sembra impotente di fronte a questa situazione, mentre ignora, o vuole ignorare, l’articolo 120 della Costituzione, che consente al Governo di sostituirsi alle autonomie locali quando esse non funzionano. L’abbiamo scritto più volte, ma ci torniamo e ci torneremo ancora finché la problematica esposta non verrà risolta.
Le responsabilità delle Giunte regionali del Sud
Le Giunte regionali del Sud dovrebbero capire che questo stato di fatti non può continuare, anzi, che esso debba essere affrontato e risolto. Come? Innanzitutto cacciando tutti gli incapaci e gli incompetenti dal Servizio sanitario, persone inutili e dannose che occupano posti di responsabilità sia nel settore amministrativo che in quello organizzativo e anche nell’altro, più delicato, che è il settore sanitario. Questa radicale pulizia creerebbe spazio per l’ingresso di persone competenti, non solo perché hanno titoli di studio adeguati, ma anche perché hanno esperienze maturate in diversi settori del mercato e sanitari.
Sanità pubblica, intramoenia e digitalizzazione dei servizi
E poi bisognerebbe che si inserisse nelle regole il piacere dell’appartenenza alla Sanità pubblica. Quindi dovrebbe essere evitato l’esercizio della professione privata, consentendo solo l’attività intramoenia. La salute dei cittadini italiani è fondamentale. Non si può continuare ad assistere migliaia di persone che ogni mattina si riversano nelle aziende ospedaliere o negli ospedali di secondo livello senza un sistema di prenotazione digitale, che consentirebbe di evitare le lunghe, inutili e deprecabili file. Il sistema di prenotazione digitale esiste già nelle Poste italiane, per cui ogni cittadino che ha bisogno di un servizio lo può prenotare, con un appuntamento fissato addirittura al minuto. Lo stesso metodo potrebbe essere utilizzato nella Sanità, si tratta solo di organizzarlo. Sembra l’uovo di Colombo, ma in effetti basta agire in modo semplice.

