Catania

Porti in Sicilia orientale: i due maxi progetti di elettrificazione per ridurre l’inquinamento

Abbattere la produzione di anidride carbonica nei porti di almeno il 30% e di oltre il 95 per quanto riguarda diverse sostanze inquinanti. È la promessa che si accompagna al cold ironing, processo con cui si descrive l’elettrificazione delle banchine e, di conseguenza, una valida alternativa all’uso dei motori di bordo – spesso a diesel – per alimentare gli impianti che devono rimanere accesi anche quando le navi hanno completato la fase di attracco. Il cold ironing rappresenta anche una delle sei direttrici individuate dal governo nazionale nell’ambito della gestione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Degli oltre 2,8 miliardi di euro a disposizione per il settore portuale, 700 milioni sono destinati all’elettrificazione. In Sicilia due maxi-progetti, per un finanziamento complessivo di oltre 89 milioni, sono stati di recente aggiudicati dall’Autorità portuale del Sud-Est e riguardano gli scali di Catania e Augusta.

Adeguarsi al resto d’Europa sui sistemi di cold ironing

“I sistemi di elettrificazione delle banchine sono ormai consolidate realtà in diversi porti degli Stati Uniti e del Nord Europa (Germania, Svezia, Belgio, Finlandia). Anche l’Italia, sebbene in ritardo, si sta lentamente allineando a questo standard”, è quanto si legge nella relazione illustrativa dei progetti sviluppati da un gruppo di lavoro composto docenti del dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Università di Catania. In Italia, esempi di cold ironing, sono già presenti a Genova, La Spezia, Venezia e a Taranto, dove l’elettrificazione ha riguardato il porto militare. Nei due progetti che sono stati appaltati dall’Autorità portuale si specifica che l’obiettivo è quello di creare gli allacci alla rete elettrica nazionale, la cui energia servirà “alimentare i carichi elettrici delle utenze, al servizio della singola nave ormeggiata in banchina, mentre i generatori di bordo risultano disattivati”. A favore dell’implementazione dei sistemi di cold ironing è anche l’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, secondo cui l’elettrificazioni consentirebbe di ridurre al minimo la produzione di ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri sottili.

Porti Sicilia orientale, appalti integrati a Catania e Augusta

I due bandi sono stati redatti prevedendo la formula dell’appalto integrato, ovvero all’aggiudicatario sarebbe spettata il completamento della progettazione – definitiva ed esecutiva – partendo dal progetto di fattibilità tecnica nonché la realizzazione delle opere. Sia a Catania che ad Augusta sono state sei le buste presentate entro la scadenza dei termini. Nello specifico le stesse aziende hanno deciso di partecipare a entrambe le gare: il raggruppamento temporaneo d’imprese costituito da Cosedil ed Eds Infrastrutture, il consorzio Fenix, il consorzio Itm, Gemmo-Nidec, G.N.G., e l’associazione temporanea formata da Ingegneria Costruzioni Colombrita e Di Bella. Dall’esame delle offerte sono risultate vincitrici Ingegneria Costruzioni Colombrita e Di Bella ad Augusta, mentre il consorzio Fenix, che ad Augusta era stato escluso insieme a Itm e G.N.G. Per non avere raggiunto il punteggio minimo nell’offerta tecnica, si è accaparrato l’appalto, più lucroso, nel porto etneo.

Lavori simili, ribassi diversi: un settore nuovo con pochi fornitori

Al netto degli importi a base d’asta per i lavori – oltre 35 milioni per Catania, poco meno di 23 ad Augusta – i progetti di fattibilità per l’elettrificazione delle banchine nei due più importanti porti della Sicilia orientale sono frutto del lavoro dello stesso gruppo di lavoro. Ciò che invece sono risultati particolarmente differenti sono stati i ribassi presentati dalle imprese vincitrici: se Fenix ad Augusta ha proposto il 20,23 per cento, Ingegneria Costruzioni Colombrita e Di Bella hanno indicato appena poco più del due per cento. “Abbiamo presentato un ribasso minimo ma in linea con le altre gare d’appalto riguardanti il cold ironing in Italia – dichiara al QdS Filippo Colombrita –  Si tratta di un settore nuovo con pochi fornitori. Anche a Catania abbiamo effettuato lo stesso ribasso”.