“Il rammendo delle periferie” per far crescere lo Zen 2 - QdS

“Il rammendo delle periferie” per far crescere lo Zen 2

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“Il rammendo delle periferie” per far crescere lo Zen 2

giovedì 10 Settembre 2020 - 00:03
“Il rammendo delle periferie” per far crescere lo Zen 2

Università, Comune e Coime coinvolte nel Progetto G124 promosso dall’architetto Renzo Piano. Sarà realizzato uno spazio di socialità condivisa da affidare agli abitanti del quartiere

PALERMO – È stato presentato allo Zen 2 un intervento in condivisione tra Università e Comune, che si sta procedendo a realizzare con maestranze del Coime (Coordinamento degli interventi di manutenzione edile), nell’ambito del Progetto G124, coordinato dal senatore a vita Renzo Piano dal titolo “Il rammendo delle periferie – Trenta alberi per lo Zen 2”.

“È certamente un intervento circoscritto – hanno commentato il sindaco Leoluca Orlando e il vice sindaco Fabio Giambrone – ma che può marcare la differenza in una realtà come quella dello Zen 2. Un intervento ‘seme’ che nello spirito di Renzo Piano serve appunto a far germogliare e crescere la bellezza, il rispetto per il decoro, per la città e per gli altri”.

“Oggi – hanno aggiunto – grazie alla collaborazione fra Università e Comune e grazie al lavoro del Coime, parte un progetto per realizzare uno spazio di socialità condivisa che affidiamo al quartiere, ai suoi abitanti e alle sue associazioni”.

“Questa iniziativa – ha sottolineato il rettore Fabrizio Micari – è la testimonianza concreta di quanto Palermo sia sempre di più una città universitaria, in cui il rapporto tra Ateneo e Comune, la messa in atto di competenze scientifiche e l’attenzione per il territorio si uniscono per realizzare interventi concreti. Questo progetto, per cui il nostro Ateneo è stato scelto da una figura importantissima come Renzo Piano, rappresenta inoltre una splendida opportunità per i nostri studenti e laureati che possono impiegare con referenti di altissimo livello le conoscenze apprese nel corso del percorso universitario”.

“La stipula del Protocollo d’intesa tra Università e Comune – ha commentato Andrea Sciascia, direttore del Dipartimento di Architettura UniPa e responsabile scientifico del progetto – segna una tappa importante per la realizzazione del progetto di riqualificazione di un’area del quartiere Zen 2. Quest’iniziativa, che si inserisce all’interno del G124 del senatore a vita Renzo Piano, è stata condivisa fin dall’inizio dall’Università, dal Comune, dalle scuole e dalle associazioni. La scintilla di cui ama parlare Piano l’ho vista negli occhi dei quattro borsisti Antonino Alessio, Flavia Oliveri, Angela Valenti e Marina Viola, che coordino in questa attività di studio, degli abitanti, del rettore e del vice sindaco con cui proficuamente abbiamo collaborato fin dal primo istante”.

G124 quest’anno coinvolge giovani architetti selezionati dalle Università di Bologna, Padova e Palermo. Il progetto interessa un piccolo lotto di 77×10 metri che si trova all’ingresso del quartiere, sulla via Sandro Pertini, in prossimità di un campo di calcetto realizzato nel 2018 dal Comune di Palermo, con cui si vuole generare un unico spazio ludico. Questi due aree, entrambe poste all’ingresso Est del quartiere, dovrebbero essere incluse in un sistema urbano tendenzialmente pedonale. Tale necessità potrebbe essere raggiunta con rapidità colorando l’asfalto con elementi – una sorta di ampi coriandoli – utili a richiamare l’attenzione nei confronti del prevalere di una mobilità lenta.

Questa condizione è la base di partenza per definire i differenti ingressi all’area di progetto che stabilisce delle relazioni con la via Pertini, con le corti pedonali delle insulae (1E e 1F) e con la rampa esistente in prossimità del campetto. Tali rapporti hanno generato degli allineamenti e la griglia che ha determinato il passo e la disposizione di circa trenta alberature su un doppio filare. Il sistema degli alberi (ficus microcarpa), disposti lungo i bordi del rettangolo, costituisce il telaio geometrico grazie a cui trovano spazio delle sedute e nella parte terminale, in prossimità della via Pertini, all’ombra di una grande ficus magnolioides, i giochi per i bambini e un ampio tavolo.

Si tratta di un intervento minimo, di una goccia, così come è stato definito da Renzo Piano, la cui forma architettonica e urbana dipende, in modo determinante, dagli alberi. In particolar modo e in continuità con molti spazi pubblici di Palermo, dalle cromie e dal suono delle fronde dei ficus. L’attività di studio che motiva le scelte di progetto è stata sviluppata dal gruppo di lavoro composto dal responsabile scientifico Andrea Sciascia e i borsisti architetti Alessio, Oliveri, Valenti e Viola. Attraverso il dialogo con l’Amministrazione comunale e il Coime sono stati specificati gli aspetti esecutivi dell’idea di progetto per l’immediata realizzazione dell’intervento.

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