Ogni casa custodisce una geografia invisibile di ricordi, emozioni e vite intrecciate. È dentro questa dimensione intima e universale che prende forma “La casa dai mattoni rossi”, il romanzo di Pina Travagliante e Francesca Catalano, presentato martedì 12 maggio, presso la sede della Fondazione Etica & Valori Marilù Tregua in occasione del seminario tematico “Se le donne raccontano”, che si inserisce nel programma della XI edizione di “Maggio in…forma”, organizzata dalla Fondazione Etica & Valori Marilù Tregua e Andos Catania, con il patrocinio del Comune di Catania e di Anci Sicilia.
“La presentazione de ‘La casa dai mattoni rossi’ — ha detto Raffaella Tregua, vicepresidente della Fondazione Tregua e moderatrice dell’incontro — rappresenta uno dei momenti più emozionanti di “Maggio in…forma”, perché la medicina narrativa diventa uno strumento attraverso cui raccontare sé stessi, le proprie storie e il modo in cui ciascuno attraversa la malattia, con tutte le sue sfumature. Ognuno vive e interpreta l’esperienza della malattia in maniera diversa, ma questo libro non è soltanto un romanzo che affronta il tema della sofferenza: è anche un’opera di riflessione, capace al tempo stesso di restituire umanità e leggerezza”.
Il seminario tematico si è aperto con la lettura di un messaggio di Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania. “Se le donne raccontano’ – ha scritto – è un titolo che dice già tutto. Raccontarsi è un atto di coraggio: significa accogliere ciò che si è vissuto, dargli una forma, e restituirlo agli altri come esperienza condivisa. È un gesto che richiede fiducia, nella parola, nelle persone che ascoltano, nella possibilità che qualcosa di difficile possa diventare, attraverso il racconto, un punto di partenza nuovo. Questo seminario, e il volume che oggi viene presentato, nascono esattamente da quella fiducia. E lo fanno in un contesto – quello di ‘Maggio in…forma’, giunto alla sua undicesima edizione – che negli anni ha saputo costruire qualcosa di raro: uno spazio in cui la prevenzione non è solo informazione medica, ma cultura, relazione, comunità”.
“La casa dai mattoni rossi” è un romanzo che conduce il lettore in una dimora immersa nel verde, tra il profumo del gelsomino, i colori delle rose e delle ortensie. Come in un moderno “Decameron”, in questa casa accogliente si ritrovano alcune donne e un uomo, ciascuno segnato dalla propria storia. I protagonisti imparano a condividere paure, ricordi e fragilità, trovando nell’ascolto reciproco e nella vicinanza umana una possibilità di cura e di trasformazione interiore.
A presentare il volume, Cettina Laudani, delegata del Rettore per i rapporti con il Terzo Settore e docente di Storia delle dottrine Politiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche e sociali. “Il libro – ha spiegato – è certamente una metafora, la cui bellezza sta proprio nella semplicità con cui viene raccontata. Le protagoniste non sono eroine, né guerriere, ma donne che si raccontano in un’ambiente in cui si sentono a loro agio. Viene raccontata la vita dentro la malattia, fatta di piccoli gesti quotidiani, sentimenti, emozioni, e spesso la solitudine del dolore. I mattoni rossi evocano qualcosa di solido che dura nel tempo: non è il singolo mattone a sostenere la casa, ma il legame fra tutti gli elementi che la compongono, così come le relazioni che si creano all’interno della casa aiutano le protagoniste a restare vive”.
Le storie di questo romanzo, non si limitano a essere raccontate, chiedono di essere attraversate. “La casa dai mattoni rossi” esplora il valore terapeutico della parola, della memoria e della relazione, raccontando un percorso collettivo di consapevolezza e resilienza. Infatti, il volume, si inserisce nella nuova collana di medicina narrativa Diálogos, termine che dal greco significa letteralmente “attraverso il discorso” e che richiama il potere del linguaggio come spazio in cui l’esperienza può essere attraversata, elaborata e resa condivisibile, trasformando il vissuto individuale in un percorso di senso comune e di condivisione.
“La condivisione dell’esperienza, – ha affermato Francesca Catalano, presidente di Andos Catania e direttrice di U.O.C. Multidisciplinare di Senologia presso L’Azienda Ospedaliera Cannizzaro – confrontarsi con chi ce l’ha fatta, con chi ha avuto un trauma importante ma è andato avanti, è qualcosa che ti riempie la vita”. Raccontare le proprie storie, può anche incoraggiare altre donne a fare prevenzione. Il nostro obiettivo al Sud Italia è quello di insistere sulla prevenzione del tumore al seno. Al Sud ci si ammala di meno ma si muore di più, perché si arriva ad una diagnosi tardiva”.
La dottoressa Catalano e la professoressa Pina Travagliante hanno raccontato un aneddoto su come sia nata l’idea di scrivere un romanzo. Il libro, infatti, prende forma da un “litigio” tra le due curatrici che, alla fine, hanno deciso di mettersi in gioco e raccogliere la sfida, dando vita a un romanzo intenso e allo stesso tempo delicato.
“Ispirandoci a Boccaccio – ha detto Pina Travagliante, vicepresidente di Andos Catania e professoressa ordinaria di Storia del pensiero economico di Unict – abbiamo immaginato di invitare queste donne a passare un weekend nella villa con me e Francesca e a sentirsi libere di raccontare quello che volevano. Non ci sono solo racconti di malattia. C’è chi non vuole raccontare la malattia e racconta di ciliegie, della propria nonna. C’è chi racconta come è uscita dalla malattia, e chi racconta la sua Africa, il ritorno a casa e alle sue origini, per poter avere di nuovo quella forza e quel coraggio di poter continuare a vivere.”
“La casa dai mattoni rossi” è una storia di incontri e di rinascita, un invito ad ascoltarsi e a riconoscere, nelle proprie ferite e in quelle degli altri, la possibilità di ritrovare senso, sollievo e speranza, perché il dolore isolato diventa spesso più duro, il dolore ascoltato, invece, diventa presenza, memoria, respiro.
L’incontro si è concluso con le testimonianze di due protagoniste, Patrizia Bertolino e Maria Grazia Fallica, che hanno letto alcuni estratti delle loro storie, ricordando al pubblico l’importanza della prevenzione, dell’espressione delle proprie emozioni e del valore delle relazioni affettive come sostegno fondamentale per affrontare e superare il dolore.
Il 14 maggio, alle ore 12, il libro sarà presentato anche al Salone internazionale del Libro di Torino.
“Maggio in…forma” continuerà nei giorni a seguire: martedì 19 maggio, alle ore 19.30, nel teatro “Il Gatto Blu” in Via Vittorio Emanuele II, 67, a Catania, andrà in scena lo spettacolo teatrale dal titolo “Quel favoloso Gratta e Vinci!”, diretto e organizzato dalle donne volontarie dell’Andos.
Mercoledì 20 maggio, alle ore 16.15, la sede dell’Andos di Catania – in via Odorico da Pordenone 5 – ospiterà la reliquia della mammella di Sant’Agata.
Sabato 23 maggio le donne di 40-49 anni potranno prenotare le mammografie gratuite al banchetto allestito in Piazza Stesicoro, a Catania, dalle 08:30 alle 12:30.
L’appuntamento conclusivo della manifestazione è previsto per il 30 maggio: CamminAndos, una passeggiata di solidarietà a supporto della prevenzione oncologica e del binomio sport e salute.

