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Presenze turistiche: Sicilia 20 milioni, Veneto 74. L’Isola non deve più accontentarsi delle briciole

Presenze turistiche: Sicilia 20 milioni, Veneto 74. L’Isola non deve più accontentarsi delle briciole
Stand Sicilia alla Bit

Ieri è calato il sipario sulla Bit 2026, tra promesse e obiettivi che occorre diventino sempre più ambiziosi

PALERMO – Migliorarsi non è semplice. Alzare sempre di più l’asticella ponendo l’obiettivo sempre un po’ più lontano può apparire spesso snervante, poiché significa non accontentarsi mai e puntare sempre in alto. A questo dovrebbe aspirare la Sicilia nel settore turistico, confortata anche da un bagaglio archeologico, ambientale e culturale gigantesco, caratterizzato in particolare da sette siti scelti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (senza contare i Patrimoni immateriali).

Non accontentarsi dunque, ma guardare sempre oltre. Un concetto che appare chiaro alla Regione Siciliana, almeno stando a quanto affermato nel corso della conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi alla Borsa internazionale del turismo di Milano (Bit), conclusasi proprio nella giornata di ieri. Una manifestazione in cui l’Isola ha mostrato ancora una volta pregi e limiti, che però occorre superare aspirando a raggiungere le regioni migliori d’Italia, come quel Veneto che punta a raggiungere gli ottanta milioni di pernottamenti dopo i 74 milioni del 2025.

Pernottamenti e destagionalizzazione: i numeri del 2025

La Sicilia, per il momento, è ancora indietro, ma è innegabile che, rispetto al recente passato, siano stati compiuti passi in avanti significativi, sfiorando, se non raggiungendo, i venti milioni di pernottamenti e rafforzando finalmente quel processo di destagionalizzazione del turismo per troppo tempo sbandierato ai quattro venti ma mai realmente messo in atto.

Come evidenziato dalla Regione a seguito della conferenza stampa organizzata in occasione della Bit, “la Sicilia consolida il proprio posizionamento tra le principali destinazioni turistiche europee, con una crescita dei flussi anche nel 2025 e un progressivo rafforzamento della destagionalizzazione”.

È stato l’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Elvira Amata, a illustrare risultati, trend e linee di sviluppo del sistema turistico isolano, snocciolando i dati forniti dagli uffici competenti: nel 2025 gli arrivi turistici hanno fatto segnare un incremento del 2,8% rispetto al 2024, mentre le presenze sono cresciute dello 0,24%, con un andamento positivo distribuito lungo tutto l’arco dell’anno. Un segnale ritenuto “particolarmente significativo” è poi quello che riguarda i mesi di media e bassa stagione, “a conferma dell’efficacia delle politiche regionali orientate a ridurre la concentrazione dei flussi e a favorire uno sviluppo più equilibrato. Indicatore chiave di questo processo è l’indice di stagionalità: le province di Catania, Palermo, Enna e Caltanissetta presentano i livelli di stagionalità più contenuti, mentre restano ampi margini di crescita per altri territori, in un’ottica di valorizzazione diffusa dell’offerta”.

Numeri incoraggianti, quindi, ma è la stessa Regione ad ammettere che si può fare molto di più. Lo 0,24% in termini di pernottamenti rispetto al 2024 è certamente poco per cantare vittoria, anche perché “il rapporto tra presenze turistiche e popolazione residente rimane inferiore a quello di destinazioni comparabili come Puglia e Sardegna, evidenziando come la Sicilia disponga ancora di aree capaci di accogliere nuovi flussi senza compromettere la vivibilità e la sostenibilità complessiva”.

Aeroporti siciliani e crescita dei flussi internazionali

Uno dei punti da cui partire è certamente il risultato ottenuto dagli scali aeroportuali dell’Isola. Nel 2025 il traffico aereo è aumentato dello 0,6% rispetto all’anno precedente con incrementi significativi negli aeroporti di Palermo (+3,4%), Lampedusa (+2,5%) e Catania (+0,2%) distribuiti su tutti i mesi dell’anno e più marcato nei periodi autunnali e invernali. A tutto ciò si aggiunge una maggiore componente internazionale, con i flussi da e verso mercati Ue ed extra-Ue che hanno raggiunto il 36% del totale, contro il 32% del 2023.

Turismo esperienziale e cicloturismo: le nuove leve strategiche

Per continuare ad attrarre visitatori, però, è necessario puntare su qualcosa di nuovo. Anche per questo l’assessore Amata ha posto l’accento sul ruolo strategico del turismo esperienziale, segmento in forte espansione e caratterizzato da una maggiore capacità di spesa. I cosiddetti “explorers”, ovvero i turisti orientati a esperienze autentiche e partecipative, spendono in media il 18% in più rispetto alla spesa turistica complessiva e rappresentano oggi oltre il 60% del valore del mercato leisure.

“La Sicilia – ha detto Amata – dispone di un patrimonio naturale e culturale straordinario, ma soprattutto di una capacità diffusa di trasformare questi asset in esperienze di qualità, capaci di generare valore economico e di rafforzare la competitività della destinazione. Il prolungamento della stagione e la crescita qualitativa del turismo restano obiettivi centrali della programmazione regionale. La Sicilia sta costruendo una nuova geografia del viaggio, più equilibrata, più sostenibile e sempre più competitiva sui mercati internazionali”.

Stando a quanto comunicato ancora dalla Regione i dati di reputazione confermano che l’offerta esperienziale siciliana ha registrato un Reputation score pari a 90/100, con livelli di gradimento molto elevati per attività legate alla natura, alla cultura e al turismo attivo. Un risultato che ha contribuito anche al riconoscimento internazionale della destinazione: nel 2025, infatti, l’Isola ha raggiunto il 4° posto mondiale e il 2° posto europeo nella classifica “Best of the Best” di Tripadvisor.

Ecco perché particolare attenzione è stata riservata allo sviluppo di prodotti ad alto potenziale come il cicloturismo in Sicilia, che vede l’Isola tra le cinque mete italiane più ricercate, grazie a itinerari iconici come la Sicily Divide, la Via dei Tramonti e la Ciclovia dei Parchi, favoriti da un clima mite e da un patrimonio paesaggistico e culturale diffuso.

Le quattro direttrici della strategia turistica regionale

Come accennavamo, lo sguardo continua a essere rivolto al futuro e la strategia regionale è stata illustrata alla Bit come supportata da quattro direttrici principali: destagionalizzazione, valorizzazione dell’entroterra a partire dalle coste, attrazione di flussi internazionali attraverso eventi sportivi e Mice (turismo d’affari) e promozione di nuove destinazioni tramite cineturismo e set-jetting.

Per la Sicilia non sarà facile riuscire negli obiettivi che si è posta, anche perché bisogna fare i conti con i danni fatti dal ciclone Harry, che inevitabilmente impatteranno anche sul settore ricettivo. Le strategie, però, sono chiare e gli obiettivi pure: ci sono tutti i presupposti per iniziare a colmare quel gap con il Veneto di cui parlavamo all’inizio. Adesso bisogna soltanto rimboccarsi le maniche e lavorare sodo.

Le regioni del Sud al centro dei piani di promozione del Governo

ROMA – La Borsa internazionale del turismo di Milano ha rappresentato anche per il Governo nazionale l’occasione per fare il punto sulle strategie italiane pensate per il comparto, sempre più centrale all’interno del tessuto economico del Paese. Il ministro Daniela Santanchè ha voluto porre con forza l’accento sul Mezzogiorno colpito dal maltempo e anche per questo ha coinvolto, oltre all’ad di Enit Spa Ivana Jelinic, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e agli assessori della Regione Sicilia, Elvira Amata, e della Regione Sardegna, Franco Cuccureddu.

Strategia Enit e promozione internazionale alla Itb di Berlino

Durante l’evento, che si è svolto all’interno del padiglione Enit, Santanchè ha annunciato che il governo ha destinato cinque milioni di euro a sostegno del turismo nei territori colpiti dal ciclone Harry, mentre l’ad di Enit ha evidenziato come, in occasione della fiera Itb di Berlino (in programma dal 3 al 5 marzo), ministero, Enit e Regioni interessate presenteranno azioni di promozione a sostegno delle destinazioni colpite dall’ondata straordinaria di maltempo che ha interessato il Mezzogiorno. In particolare, l’iniziativa lancerà una narrazione volta a rassicurare turisti, cittadini e operatori, garantendo la presenza e la vicinanza delle istituzioni attraverso azioni mirate, concrete e tempestive, per scongiurare che ai danni materiali subentri l’aggravante di ulteriori danni d’immagine per i territori. Un’attività internazionale per riposizionare lo storytelling delle destinazioni colpite con focus sui mercati di Usa, Regno Unito, Germania, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Francia, Benelux, Spagna e Austria.

Le parole di Daniela Santanchè sul turismo del Sud

“In circostanze simili – ha spiegato Santanchè – il tempismo è fondamentale tanto quanto le risorse economiche. Il Governo Meloni si è sempre mostrato pronto nell’agire celermente al verificarsi di eventi calamitosi che hanno piegato, ma mai spezzato, il tessuto socioeconomico della nostra nazione. Una parte di noi sta ancora soffrendo per quanto accaduto, ma, come ribadiremo con maggior forza a cominciare da Berlino, dobbiamo dire che la Meraviglia del Sud Italia, e di tutta l’Italia, non si ferma. E, per assicurarcene, dobbiamo tutelare le nostre destinazioni turistiche, anche dal punto di vista comunicativo e narrativo, affinché al danno subito non si aggiunga il peso di un racconto che rechi con sé irreparabili e ingiusti danni d’immagine. Per questo motivo stanzieremo 5 milioni di euro per il turismo delle Regioni colpite, da investire anche in azioni e attività di promozione ad hoc per sostenere la prossima stagione turistica di questi territori”.

Enit in prima linea per la narrazione delle destinazioni

“Siamo in prima linea – ha aggiunto Jelinic – per raccontare in tutto il mondo le meraviglie del nostro Paese e del Sud Italia. Sicilia, Calabria e Sardegna sono mete uniche, che richiamano ogni anno turisti da tutto il mondo e dobbiamo preservarle, raccontando le cose nel modo giusto. Non dobbiamo lasciare che venga distorta la realtà, ma con impegno e trasparenza vogliamo dare la giusta narrazione di questi territori, invogliando i viaggiatori a visitarli, a immergersi nelle loro offerte, investendo in loco e dando così anche uno slancio all’economia locale”.