Si è aperto davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo il procedimento a carico di Elvira Amata, assessora regionale al Turismo e deputata di Fratelli d’Italia, accusata di corruzione. L’esponente del governo regionale ha partecipato alla prima udienza, terminata dopo pochi minuti.
Procura e difesa hanno presentato i nominativi dei propri testimoni. Il collegio, presieduto da Fabrizio La Cascia, ha aggiornato il processo al 12 ottobre, mentre le successive udienze sono state calendarizzate a partire dal 13 gennaio 2027. Tra le persone indicate dalla difesa, affidata agli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella, c’è anche Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana.
La richiesta della Regione
Sul fronte della costituzione di parte civile, durante l’udienza non è stata avanzata alcuna richiesta. La Regione, tuttavia, potrebbe entrare successivamente nel procedimento. Palazzo d’Orléans ha spiegato infatti che né l’amministrazione regionale né l’Avvocatura dello Stato avevano ricevuto informazioni sulla fissazione dell’udienza o sul capo d’imputazione. Di conseguenza, non sarebbe stato acquisito un parere dell’Avvocatura sul caso.
Il governo regionale ha comunque annunciato l’intenzione di proporre già nella seduta di giunta prevista per domani la costituzione della Regione Siciliana come parte civile, motivandola con la necessità di tutelare gli interessi dell’amministrazione.
L’indagine
L’indagine ruota attorno ai rapporti tra Amata e Marcella Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker Srl. Stando alla ricostruzione della Procura, l’assessora avrebbe ricevuto dalla donna un aiuto per il nipote, che sarebbe stato assunto dalla società e avrebbe avuto anche le spese dell’alloggio coperte durante il periodo trascorso a lavorare a Palermo.
In questo quadro, secondo l’accusa, Amata avrebbe destinato 30 mila euro alla manifestazione “Donna, economia e potere”, iniziativa della Fondazione Marisa Bellisario. Cannariato, che della fondazione era rappresentante regionale, è stata condannata a due anni e sei mesi.
Amata confida nel processo: “Estranea a a qualsiasi comportamento illegale o immorale”
Amata ha sempre respinto ogni contestazione e ha scelto di restare al proprio posto nell’esecutivo regionale. L’assessora ha dichiarato di essere estranea a qualsiasi comportamento illegale o immorale e di confidare nel processo per dimostrare la propria innocenza.
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