Progetto didattico “aMare il mare”, iniziativa Eni che ha coinvolto gli studenti dell’Ic Romagnoli di Gela - QdS

Progetto didattico “aMare il mare”, iniziativa Eni che ha coinvolto gli studenti dell’Ic Romagnoli di Gela

Adriano Zuccaro

Progetto didattico “aMare il mare”, iniziativa Eni che ha coinvolto gli studenti dell’Ic Romagnoli di Gela

sabato 27 Giugno 2020 - 00:00
Progetto didattico “aMare il mare”, iniziativa Eni che ha coinvolto gli studenti dell’Ic Romagnoli di Gela

Iniziativa scolastica triennale a “marchio” Eni, avviata nell’ottobre 2017 e conclusa a maggio del 2020, che ha coinvolto 29 studenti della III A dell'IC “E. Romagnoli” di Gela

“aMare il mare” è l’iniziativa scolastica triennale a “marchio” Eni, avviata nell’ottobre 2017 e conclusa a maggio del 2020, che ha coinvolto 29 studenti della III A dell’IC “E. Romagnoli” di Gela.

“Il progetto – afferma la coordinatrice progetto, la professoressa Tiziana Finocchiaro – è stato una scommessa, nel senso che avevamo volontà di far capire ai ragazzi che il mare, che noi vediamo tutti i giorni, non è solo la spiaggia ma è una risorsa da proteggere, da difendere e valorizzare. Il mare è una rotta, una via di comunicazione tra mondi diversi in relazione al tema dei migranti. Conoscere il mare, dunque, da punti di vista differenti”.

Il corso si è proposto di offrire risorse didattiche diversificate, adeguate e calibrate sulle esigenze delle nuove generazioni, in modo da suscitare un processo di interiorizzazione efficace che, nell’arco di tre annualità scolastiche, ha analizzato i seguenti temi: biologia marina, archeologia marina, rotte di navigazione (e storia della navigazione), energia (ricerca del petrolio in mare e il suo trasporto), migrazioni.

La docente Finocchiaro puntualizza che “partendo da una conoscenza più approfondita del Mar Mediterraneo, si è passati a visite e interviste ad operatori del settore, per poi realizzare ricette gastronomiche e prodotti video”, il tutto grazie al contributo del presidente di Slow Food Sicilia Saro Gugliotta che ha spiegato quali sono i pesci che vivono nel nostro mare, la stagionalità e come si pescano. Un percorso culturale, dunque, che ha investito anche le tradizioni culinarie del territorio di Gela. “Interessante sotto il profilo didattico e relazionale il focus sui migranti con la dottoressa Silvia Dizzia responsabile Croce Rossa – aggiunge la docente – che he ha ricordato come il mare, per chi non ha la nostra stessa fortuna, vuol dire salvezza: intraprendere un viaggio con una barca, soli o con la famiglia, per avere una vita migliore”. I ragazzi hanno costruito una bussola insieme al capitano di lungo corso Giuseppe Pace che, fra le altre cose, ha spiegato l’importanza della nave come primo mezzo di trasporto di massa della storia e l’evoluzione di questo mezzo nel corso dei secoli. I ragazzi si sono poi cimentati in una caccia al tesoro insieme all’operatrice subacquea Silvia Scuderi che ha raccontato come da sempre il mare sia stato custode di una grande quantità di reperti archeologici e importanti informazioni storiche. Hanno poi registrato dei tutorial e un video fumetto: la storia dei delfini e della loro vita nel Mediterraneo”.

La professoressa Claudia Gennuso, coordinatrice della classe, ha posto l’accento sugli obiettivi che il progetto è riuscito a raggiungere: “I ragazzi hanno sviluppato le competenze chiave della cittadinanza attiva sul territorio prestando attenzione ai loro atteggiamenti, comportamenti e valori e consolidando conoscenze e abilità utili per vivere nel mondo. Abbiamo puntato a far conoscere il peso delle azioni che si compiono assumendosi delle responsabilità, grande spazio al rispetto per l’ambiente, alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Importante lo sviluppo delle competenze digitali integrate nella didattica. I ragazzi hanno utilizzato le nuove tecnologie per creare un cartone animato digitale in cui le voci dei pesci erano le voci dei ragazzi e qui è entrato in gioco il doppiaggio. Altrettanto importante l’aspetto relazionale del progetto”.

Il progetto, hanno puntualizzato le docenti, “ha avuto un impatto grazie al contributo di tutta la comunità educanda, di tutto il consiglio di classe e del dirigente scolastico con ricadute positive sulle e per le famiglie che hanno supportato i ragazzi. Il progetto ha visto nascere una piattaforma digitale che potrà essere fruita in futuro anche da altri alunni come risorsa educativa da integrare nel curricolo”. Uno spazio di condivisione, costruito con il contributo attivo degli studenti in cui sono presenti video lezioni interattive, giochi educativi, mandati operativi e attività laboratoriali.

Altri qualificati relatori hanno dato il loro contributo in questi tre anni di formazione. La biologa Giorgia Comparetto, che ha analizzato le componenti fisico-chimiche che condizionano la vita in mare; Andrea Bellati, dilvulgatore scientifico della Fondazione Eni Enrico Mattei, che ha posto l’attenzione sul rapporto tra attività umane ed ecosistema marino; Anna Colucci, ingegnere di produzione Enimed, ha illustrato la differenza tra giacimenti on shore, presenti sulla terraferma, da quelli off shore ubicati in mare aperto, soffermandosi sulle piattaforme, specifici impianti per la coltivazione dei giacimenti in mare aperto; Leonardo Gentile, responsabile di produzione Enimed, ha spiegato come sin dai tempi antichi il mare sia stato utilizzato come vettore nel trasportare diverse forme di energia. Interessante anche il contributo del professore e storico gelese Nunzio Mulè che ha affrontato il tema delle migrazioni umane per poi trattare il fenomeno della colonizzazione della Sicilia e di Gela.

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