Sciopero camionisti in Sicilia, "Danni incalcolabili a produttori agricoli siciliani" - QdS

Sciopero camionisti in Sicilia, “Danni incalcolabili a produttori agricoli siciliani”

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Sciopero camionisti in Sicilia, “Danni incalcolabili a produttori agricoli siciliani”

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giovedì 24 Febbraio 2022 - 14:27

Il duro colpo inflitto dalle proteste dei camionisti alla filiera agricola siciliana arriva dopo la crisi dovuta ai due anni di pandemia.

Le proteste dei camionisti in Sicilia hanno, da una parte, creato disagi al traffico sulle strade e sensibilizzato l’opinione pubblica. Ma dall’altro hanno comportato ingenti danni al comparto alimentare. A spiegarne le ripercussioni Nuccia Alboni, consigliere di Confcooperative Ragusa.

Alboni: “Danni incalcolabili”

“Siamo arrabbiati. Perché questi giorni di protesta e di conseguente mancata nostra presenza sui mercati hanno avvantaggiato gli altri competitor, soprattutto di Spagna e Marocco, che hanno proseguito regolarmente la loro attività”. Così Nuccia Alboni, titolare di una cooperativa agricola che produce ortofrutta, lungo la fascia trasformata ipparina, e consigliere territoriale di Confcooperative Ragusa.

“I danni – aggiunge – sono incalcolabili. Infatti, nonostante le celle frigorifere, dovremo capire in che modo potrà essere smaltita la merce andata a male. Quindi, siamo stati penalizzati due volte. Il conferimento degli scarti per noi avrà un costo.

Non è che possiamo abbandonarli sui terreni. Prendiamo atto che gli operatori economici sono abbandonati a loro stessi. Sugli scaffali la merce c’è stata lo stesso. Ma non era la nostra. E quindi tutto questo ci danneggia. Tra l’altro, quando la protesta finirà, troveremo i mercati saturi e ciò comporterà l’abbassamento dei prezzi. Insomma, una situazione a dir poco paradossale”

Gianni Gulino: “Dopo due anni di pandemia, tracollo assicurato”

Il presidente provinciale Confcooperative Ragusa Gianni Gulino aggiunge: “Serve un’azione decisa. I danni per i produttori sono incalcolabili. D’altronde, le parole della stessa Alboni, che esprime il disagio di tutti i cooperatori del settore, sono molte chiare. Ci vorrà almeno un mese perché la situazione legata alla presenza dei nostri prodotti sui mercati possa trovare un nuovo equilibrio. E nel frattempo, chi li rifonderà dei danni subiti?

Non si sentiva affatto il bisogno di questo disastro dopo due anni di pandemia. Uno svilimento delle condizioni complessive nell’ambito delle dinamiche economiche che sta determinando un caos inimmaginabile. Se la politica non dà una mano effettiva e concreta, il tracollo è assicurato”.

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