Pugno duro dell’Amministrazione palermitana contro i commercianti inadempienti - QdS

Pugno duro dell’Amministrazione palermitana contro i commercianti inadempienti

Gaspare Ingargiola

Pugno duro dell’Amministrazione palermitana contro i commercianti inadempienti

sabato 10 Agosto 2019 - 07:00
Pugno duro dell’Amministrazione palermitana contro i commercianti inadempienti

La giunta Orlando ha approvato una delibera sulla sospensione di tre mesi della licenza alle attività. Il settore Tributi segnalerà ogni mese al Suap il mancato pagamento delle tasse richieste

PALERMO – I commercianti palermitani che non pagano le tasse rischieranno fino a tre mesi di sospensione della licenza. Lo ha deciso la giunta Orlando approvando una delibera che prevede sanzioni durissime per i negozianti evasori e che coinvolge nell’attività di controllo non solo il Settore Tributi e i vigili urbani ma per la prima volta anche il Suap, lo Sportello Unico Attività Produttive, il settore cioè che si occupa per l’appunto del rilascio e del rinnovo delle concessioni e delle autorizzazioni.

Una misura draconiana che riguarderà tutte le tasse di competenza comunale, dalla tassa sui rifiuti che, si legge nella delibera, “ha raggiunto livelli insostenibili per le casse comunali”, all’occupazione di suolo pubblico fino all’Imu. Spiega l’assessore al Bilancio Roberto D’Agostino: “È di tutta evidenza che gli attuali strumenti non costituiscono affatto una modalità di convincimento a mettersi in regola, alla luce dei valori così elevati, intorno al 50%, dell’evasione, che colpiscono, riducendo le risorse comunali disponibili, le fasce più deboli della popolazione. Non possiamo e non dobbiamo giustificare con la ‘necessità’ atteggiamenti e comportamenti illegali, altrimenti non riusciremo a difendere e a stabilire correttamente la linea di demarcazione che separa lo stato di diritto dall’illegalità”.

Ma come si arriverà alla sospensione della licenza? Il settore Tributi segnalerà ogni mese al Suap i commercianti che abbiano omesso di pagare del tutto o in parte un tributo comunale, dopodiché il Suap scriverà al ristoratore, commerciante o negoziante non per avvisarlo dell’apertura di un possibile procedimento ma per comunicargli direttamente la sospensione dell’attività con le relative autorizzazioni e concessioni concedendo un mese di tempo per mettersi in regola. Trascorso il mese, entro le due settimane successive verrà emesso il provvedimento di sospensione della licenza per un periodo di 90 giorni, a meno che l’imprenditore non si rimetta in pari pagando il dovuto. Se invece il titolare dell’attività non regolarizzerà la propria posizione debitoria tributaria, il Suap “procederà con determina dirigenziale alla revoca dell’autorizzazione o concessione o cessazione dell’attività”.

Sono previsti anche controlli incrociati tra i due uffici coinvolti per stanare gli evasori. Entro i primi due mesi dall’approvazione del regolamento, e poi con cadenza mensile, infatti, il Suap invierà al Settore Tributi l’elenco dei titolari (vecchi e nuovi) di una licenza, autorizzazione o concessione per verificare eventuali posizioni di irregolarità tributaria. Il Settore Tributi risponderà con l’elenco dei soggetti morosi per la notifica del procedimento di sospensione o di revoca dell’attività e delle relative licenze.

Inoltre le attività commerciali o produttive non in regola con il pagamento dei tributi non potranno essere cedute o trasferite a terzi (neanche a titolo non oneroso) se non previa estinzione dei debiti fiscali maturati e scaduti per i tributi comunali. Nella nota tecnica che accompagna la proposta di regolamento (che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale), il Ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile ricorda che la prima conseguenza della bassa capacità di riscossione dei tributi da parte del Comune è il ricorso “strutturale” alle anticipazioni di tesoreria, che a loro volta incidono sulla (abnorme) consistenza del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità: basti pensare che nel bilancio consuntivo 2018 il fondo Fcde accantonato doveva in teoria ammontare a 689,6 milioni di euro e invece ne sono stati accantonati “soltanto” 418,3 con un deficit quindi di 271,3 milioni che dovrà essere in qualche modo colmato.

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