Purim, una festa di gioia - QdS

Purim, una festa di gioia

Giuseppe Sciacca

Purim, una festa di gioia

giovedì 31 Marzo 2022 - 08:41

Una festa assai antica che trae origine dalla storia biblica della regina Ester

Il mondo ebraico, dal tramonto del 16, alla sera del giorno successivo, del mese di marzo in corso, ha celebrato la festa di Purim (14-15 adar 5782 per il calendario israelita). Una festa assai antica che trae origine dalla storia biblica della regina Ester. Questo libro della Bibbia ha la particolarità di essere uno dei soli due testi, in cui non viene mai nominato Dio, l’altro testo è il Cantico dei Cantici, anche se racconta che la regina protagonista della storia invocò l’aiuto del Signore pregando e facendo tre giorni di digiuno per ottenere la salvezza del suo popolo. Digiuno di un solo giorno, che gli ebrei osservanti ancor oggi effettuano nel giorno che precede la festa. I fatti che danno origine alla celebrazione risalgono ad oltre cinque secoli prima dell’era cristiana.

In quell’epoca il popolo ebraico viveva in cattività sotto il dominio di Assuero re di Persia. Accadde che il re aveva ripudiato la propria moglie e che intendeva passare a nuove nozze. Dopo una accurata selezione tra le donne in età da marito, la scelta era ricaduta su Ester, che alla morte del padre era stata affidata e viveva sotto la tutela dello zio Mordekhai, funzionario di corte. Il primo ministro del re era Hamàn, aveva cominciato a pretendere che al suo passaggio tutti si inchinassero. Mordekhai, in quanto ebreo non poteva tributare, questo gesto di deferenze, che riservava solo al suo Dio. Il primo ministro non tollerando questo comportamento poco riguardoso, si recò dal sovrano a cui chiese lo sterminio di tutti gli ebrei che vivevano nel regno, con il pretesto che a causa del loro fanatismo religioso non osservavano le leggi. Il re credette ad Hamàn ed emise il provvedimento richiesto; per decidere il giorno in cui l’eccidio sarebbe dovuto avvenire venne tirata a sorte (purim, in ebraico) la data. Il giorno che il caso ebbe ad indicare fu il 13 del mese di adar. Mordekhai, scoperta la terribile notizia, informò la nipote Ester, per chiederle di intercedere presso il sovrano. Ester era molto titubante in quanto aveva nascosto al re Assuero che era una ebrea. La fanciulla dopo un digiuno di preghiera si recò presso il sovrano per metterlo a conoscenza della verità ed implorare la salvezza del suo popolo.

Il re Assuero, saputa della macchinazione del suo infedele primo ministro, condannò costui a morte, mentre gli ebrei furono salvi e Mordekhai venne premiato con il conferimento di un prestigioso incarico a corte. La gioia dello scampato pericolo viene da millenni ricordata con la più allegra tra le festività ebraiche. Gli eventi scritti nella storia di Purim vogliono essere un presagio di buone ed inattese novità nella vita di ciascuno. Nei giorni che stiamo vivendo, in cui le notizie di guerra e morte portano grande angoscia, può essere molto utile soffermarsi a considerare una storia che esalta la possibilità che imprevisti positivi possano accadere e mutare una realtà volta al male ed alla catastrofe.

Tra i personaggi del racconto, ha un ruolo primario oltre ad Ester una giovane donna a cui erano sconosciute le arti della politica e della diplomazia, ma che con la sua bellezza e la sua semplicità salvò il suo popolo, il malfattore Haman che la tradizione individua come un diretto discendente di Amalek, che nella storia di Israele è considerato la personificazione del male, in quanto promotore della prima persecuzioni contro popolo ebraico, un malvagio che predilisse di colpire le persone deboli ed indifese. Infatti, quando gli ebrei erano usciti dalla schiavitù del faraone ed avevano appena attraversato il Mar Rosso, senza che ve ne fosse alcuna ragione attaccò le retrovie delle carovane dove viaggiavano gli anziani, le donne ed i bambini. Rivolgendo in modo particolare la sua spedizione di morte verso questi ultimi, che rappresentano il futuro e la speranza di ogni popolo.

Il fatto fu di tale gravità che nella Bibbia (Deuteronomio, cap. 25, v. 17-19) vi è una vibrante esortazione a non dimenticare mai cosa fece Hamalek al popolo ebraico. Ma il grande assente sembra essere Dio che in realtà opera attraverso le tante coincidenze della narrazione, restando nascosto dietro tutti gli eventi apparentemente casuali che hanno portato alla salvezza del popolo ebraico. Gli accadimenti descritti nella storia di Purim sono, ancor oggi, una esortazione per tutti a leggere nei fatti della vita i significati più nascosti, cercando quanto appena affiora in trasparenza dalla filigrana del quotidiano.

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