Qualità della vita: anche quest’anno tutte bocciate le province siciliane - QdS

Qualità della vita: anche quest’anno tutte bocciate le province siciliane

Paola Giordano

Qualità della vita: anche quest’anno tutte bocciate le province siciliane

giovedì 18 Novembre 2021 - 05:00

Ambiente, sistema salute, reddito e ricchezza, istruzione e formazione: quello che viene fuori è un quadro drammatico

Chi si mostra scettico di fronte alle classifiche sulla qualità della vita potrebbe ricredersi di fronte ai fiumi di “munnizza” adagiati nelle strade di tantissimi Comuni siciliani, alle voragini in cui ci si imbatte percorrendo le vie urbane o alla scarsa illuminazione di molti quartieri periferici, per citare problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Ma l’elenco è lungo e si potrebbe continuare per pagine e pagine.

La situazione rifiuti a Catania è allarmante da settimane (lo abbiamo scritto più volte), la città sembra una discarica a cielo aperto e tale condizione di degrado si rispecchia nella graduatoria sulla qualità della vita stilata da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma: bisogna scorrere fino al 100° posto nella classifica generale e addirittura scendere fino all’ultima posizione della classifica Ambiente – uno dei nove macro-indicatori analizzati nella 23^ edizione dell’indagine – per trovare il capoluogo etneo.

Analizzando la classifica generale emerge anche che Catania, perdendo otto posizioni rispetto all’anno precedente, registra la peggiore performance tra le siciliane. Nessun balzo indietro invece sul tema dell’ambiente, ma semplicemente perché confermando anche quest’anno l’ultima posizione, peggio di così non poteva fare.

In una classifica che solo letta al contrario vedrebbe primeggiare l’Isola, Catania è naturalmente solo un esempio: Siracusa conferma la 104^ posizione ed è ultima siciliana fra le ultime, davanti solo a Foggia, Napoli e Crotone. Caltanissetta scivola di quattro posti e si piazza 101^, conquistando il penultimo posto tra le isolane, mentre Palermo rimane ancorata al 99° posto dello scorso anno. Le altre, pur risalendo di qualche posizione, rimangono relegate in fondo: Messina è 98^, Enna è 96^, Agrigento è 95^ e Trapani è 92^. Ragusa, prima tra le siciliane, nonostante recuperi sedici posti, si ferma alla 84^ posizione.

La situazione si conferma drammatica anche guardando ai risultati ottenuti nei diversi macro-indicatori, a eccezione di quello ribattezzato dai promotori dell’indagine come “Sistema salute”, dove l’Isola si difende discretamente: sei province su nove sono al di sopra della 50^ posizione, con le tre big – Palermo, Catania e Messina – che si piazzano rispettivamente al 20°, al 22° e al 29° posto.

Pessime performance, invece, sul fronte dell’indicatore “Reddito e ricchezza”: per trovare la prima siciliana, Ragusa, è necessario scendere addirittura alla 92^ posizione. Deludenti anche le performance relative a “Istruzione e formazione”: dalla 85^ (Ragusa) alla 105^ (Caltanissetta) le isolane sono sparse sul fondo della classifica. Impietoso, infine, anche lo scenario delle siciliane sul tema “Ambiente”: Agrigento, Ragusa, Enna, Trapani, Caltanissetta e Palermo riportano un segno più rispetto al 2020 ma il recupero che hanno registrato – che nel caso di Trapani è di ben 15 posti – non basta a piazzarle ai vertici della classifica.

Anche quest’anno, insomma, la Sicilia si conferma un luogo in cui la qualità della vita non raggiunge nemmeno la sufficienza. Se si trattasse della classifica di un campionato sportivo, le province dell’Isola sarebbero tutte in zona retrocessione e qualcuna già inesorabilmente condannata alla Serie B.

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