Quanto è stupida la battaglia sul Mes - QdS

Quanto è stupida la battaglia sul Mes

Carlo Alberto Tregua

Quanto è stupida la battaglia sul Mes

martedì 28 Luglio 2020 - 09:27

Abbiamo illustrato precedentemente il percorso in cui sono incanalati i 209 miliardi di prestito e di fondo perduto che andranno all’Italia nel corso dei prossimi anni e non staremo qui a ripeterlo, ricordando, tuttavia, che esso sarà strettamente controllato dalla Commissione europea.
I soldi di tale ammontare non vengono accreditati al nostro Paese, ma vengono messi a disposizione di progetti redatti secondo le procedure europee, che se approvati produrranno anticipi plurimi e poi, una volta realizzati, saranno saldati.
Da quanto precede, si deduce facilmente che le risorse finanziarie arriveranno a scaglioni nel circuito italiano, a cominciare dal 2021, e non daranno quel sollievo indispensabile di cui il Paese ha bisogno.
Ecco perché, di riffa o di raffa, il ministero dell’Economia e Finanze sarà costretto ad attingere al Meccanismo europeo di stabilità, che ha messo a disposizione del nostro Paese 36/37 miliardi, seppure soggetti a condizioni.

Non si capisce perché il Movimento 5 stelle si sia bloccato sul Mes. Forse perché fra i propri simpatizzanti non è stata bene illustrata la funzione di tale finanziamento e, soprattutto, sono state demonizzate le condizioni.
Non è stato però illustrato agli stessi simpatizzanti che anche il Recovery fund prevede tutta una serie di condizioni tassative, da noi illustrate in precedenza.
Peraltro, è del tutto ovvio che non esistano finanziamenti o contributi a fondo perduto erogati senza stabilirne le finalità e altre modalità sulla loro rateizzazione (perché non vengono erogati in un colpo solo), in conseguenza di verifiche che tali obiettivi siano stati raggiunti.
La disinformazione a riguardo ha indotto l’elettorato M5s in errore di valutazione, sia per propria ignoranza (come è ignorante la maggior parte dell’elettorato) e anche perché i vertici del Movimento non hanno dato le necessarie informazioni per far comprendere bene i meccanismi.
Andiamo verso agosto, che è un mese soporifero, anche se dobbiamo ricordare che proprio il 9 dello stesso mese dello scorso anno Salvini ha ritirato la fiducia al Governo di cui faceva parte, facendo così nascere il Conte 2.

La disponibilità delle ingenti risorse (209 più 37 miliardi) metterà a dura prova la burocrazia italiana attraverso cui passeranno inevitabilmente i progetti e i relativi finanziamenti di ritorno.
La burocrazia locale, regionale e statale, non solo, ma anche quella parte di burocrazia che risiede stabilmente a Bruxelles dovrà accompagnare lungo il percorso i progetti sottoposti ai controlli rigorosi dell’apposito Ente.
Non sappiamo se i parlamentari andranno o meno in ferie, in quanto sono prossime le scadenze di conversione dei diversi decreti-legge emessi, ricordiamo per necessità e urgenza, dal Governo Conte.
Sappiamo però che ai primi di settembre comincerà la campagna elettorale sia per il rinnovo dei Consigli di Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta, che per il referendum confermativo della legge costituzionale già approvata in Parlamento, con cui il numero dei componenti delle due Camere viene ridotto da 945 a 600.

La Basilicata ha proposto ricorso alla Corte Costituzionale contro il referendum. Ricordiamo che esso sarà valido qualunque sia il numero dei partecipanti.
Come si vede, la situazione politica è molto fluida e l’incertezza domina, con la conseguenza che non si può prevedere stabilità nei mercati finanziari, i quali risentono della instabilità politica.
Per il momento la Borsa si mantiene su valori medi e lo Spread intorno ai 145 punti base. Ma i fatti che abbiamo elencato potrebbero portare da un giorno all’altro a una situazione che potrebbe far schizzare in alto lo Spread e precipitare in basso gli indici di Piazza Affari.
Con il Paese allo stremo, senza quella materia prima che sono i turisti e con un Sud ancora più penalizzato, la prospettiva non è certamente positiva, anche perché il Governo Conte continua a traballare per l’esodo di molti propri parlamentari sia verso l’opposizione che verso il gruppo misto.
Staremo a vedere cosa accadrà, ma dovremo tenerci pronti a ogni eventualità.

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