Il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Messina e Catania entra nel programma degli investimenti previsti per la rete nazionale. Nella manovra destinata alle infrastrutture ferroviarie sono stati individuati 180 milioni di euro per il raddoppio della tratta Giampilieri-Fiumefreddo, uno degli interventi strategici per migliorare la mobilità lungo la costa ionica siciliana.
Le risorse rientrano nel piano complessivo da 6,32 miliardi di euro assegnati alle Ferrovie attraverso il Contratto di programma tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ferrovie dello Stato, articolato nelle componenti relative agli investimenti e ai servizi. Dei 180 milioni destinati all’opera siciliana, 40 milioni sono già allocati nel Contratto di programma investimenti 2027-2031.
Raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, gli investimenti previsti
Lo stanziamento rappresenta una delle voci che interessano direttamente il territorio messinese all’interno della programmazione nazionale. Il raddoppio della linea tra Giampilieri e Fiumefreddo è infatti inserito tra gli interventi finanziati per lo sviluppo della rete ferroviaria e il miglioramento dei collegamenti nell’Isola.
La dotazione destinata alla tratta si colloca in un quadro economico più ampio, che comprende opere di ammodernamento, manutenzione straordinaria, sicurezza e innovazione tecnologica. Nel dettaglio, la parte più consistente dei finanziamenti, pari a 5,43 miliardi di euro, confluisce nel Contratto di programma servizi e investimenti 2027-2028 ed è sottoposta alle disposizioni della clausola di salvaguardia nazionale (Nec), collegata agli obiettivi in materia di energia e difesa.
A questa cifra si aggiungono ulteriori 890 milioni di euro previsti attraverso il Contratto di programma 2027-2031. È in quest’ultima componente che trovano spazio anche i 40 milioni destinati al raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo.
Ferrovie, gli altri interventi finanziati dalla manovra
La programmazione comprende diversi interventi distribuiti sul territorio nazionale. Tra le voci principali figurano 1,57 miliardi di euro per la manutenzione straordinaria della rete ferroviaria e altri 1,45 miliardi destinati alla sicurezza e allo sviluppo tecnologico delle infrastrutture. Una quota rilevante riguarda il Terzo valico dei Giovi, per il quale sono previsti 900 milioni di euro nel 2027 e 700 milioni nel 2028. Le risorse serviranno in particolare a finanziare la variante resasi necessaria per le condizioni geomeccaniche riscontrate durante l’esecuzione dei lavori. Il programma prevede inoltre altri 350 milioni nel 2029 e 500 milioni nel 2030, portando lo stanziamento complessivo a 2,45 miliardi nel quadriennio.
Tra le altre opere inserite nel piano figurano l’accesso alla galleria di base del Brennero e la circonvallazione di Trento, per le quali sono previsti 500 milioni di euro. Altri 170 milioni saranno invece destinati ai raddoppi ferroviari delle tratte Frasso Telesino-Telese, Telese-Vitulano e Apice-Orsara, lungo la linea Napoli-Bari. In questo scenario, il finanziamento per Giampilieri-Fiumefreddo costituisce la voce specificamente riferita alla Sicilia e si inserisce nella strategia di potenziamento dei collegamenti ferroviari dell’area dello Stretto e della fascia ionica.
Caro materiali, attese nuove risorse in Parlamento
Resta aperto anche il capitolo relativo all’aumento dei costi delle materie prime e dei materiali utilizzati nei cantieri. Nel testo iniziale della manovra non sono state inserite nuove risorse per compensare gli incrementi di spesa sostenuti dalle imprese impegnate nella realizzazione delle opere pubbliche. La questione potrebbe essere affrontata durante l’iter parlamentare di conversione del provvedimento.
Sul tema è intervenuto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha riferito di un confronto con il presidente dell’Ance, Antonio Ciucci. Tra le ipotesi al vaglio c’è la possibilità di rimodulare le risorse già disponibili, spostando finanziamenti da interventi non ancora avviati verso quei cantieri che rischiano di subire rallentamenti o interruzioni a causa dell’aumento dei costi.
Non sono ancora state definite né l’entità delle eventuali risorse da destinare a questa operazione né le modalità concrete dell’intervento. Per il territorio messinese, dunque, accanto ai 180 milioni previsti per il raddoppio ferroviario resta da seguire anche l’evoluzione del confronto sul caro materiali, un tema che potrebbe incidere sulla sostenibilità economica dei lavori.
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