Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sbarcherà a Palermo nella giornata di lunedì per presiedere in prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il vertice arriva dopo la preoccupante sequenza di intimidazioni contro attività commerciali e imprenditori, a cominciare dalla pizzeria Ulisse di Tommaso Natale, colpita per la seconda volta in un mese, e all’incendio delle pedane del chiosco Be Beach, in allestimento sulla spiaggia di Vergine Maria.
“Lo Stato c’è e non lascierà da solo chi ha subito le intimidazioni”
Nel ristorante di Santo Girgenti e della sua famiglia è arrivata Carolina Varchi, segretario di presidenza della Camera e capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia. La parlamentare ha espresso solidarietà ai titolari e ha donato loro una bandiera italiana. “Lo Stato c’è e non sarete lasciati soli – ha detto Varchi – Ho voluto donare una bandiera dell’Italia per testimoniare la presenza delle istituzioni: chi non paga il pizzo e denuncia va sostenuto. Noi ci siamo oggi e ci saremo anche domani. Quanto accade a Palermo è attenzionato da Roma e lo dimostra anche l’annunciata presenza del ministro Piantedosi”. Varchi ha scelto di mangiare una pizza nel locale insieme ad alcuni amici: “A Santo Girgenti e alla sua famiglia va la nostra vicinanza – ha aggiunto -. Sosteniamo chi non paga il pizzo, nessuno deve sentirsi abbandonato quando trova il coraggio di denunciare”.
“Intervento dello Stato dovrà essere immediato e risoluto”
Per sostenere l’Ulisse sono arrivati anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, l’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli, il consigliere comunale Gianluca Inzerillo e l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo di Stato maggiore della Marina militare. Mulè, in un post su Instagram, ha lanciato la sfida “a chi pensa di mettere paura. Santo e la sua famiglia – ha aggiunto – non abbasseranno la testa: hanno denunciato e confidano nell’intervento dello Stato che dovrà essere immediato e risoluto”. Anche una delegazione di Italia Viva-Casa Riformista ha raggiunto la pizzeria per esprimere vicinanza ai titolari e ai lavoratori. “Dopo il secondo attentato, il rischio più grande è quello dell’isolamento: è esattamente ciò che questi criminali vogliono ottenere», ha detto il vicepresidente Davide Faraone. Nel locale c’erano anche Andrea Testaverde e la sua famiglia, titolari del Brigantino di Sferracavallo, altra attività presa di mira il mese scorso da una grave intimidazione a colpi di kalashnikov.
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