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Ragusa, attivo lo sportello per imprese turistiche e culturali

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Ragusa, attivo lo sportello per imprese turistiche e culturali

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mercoledì 28 Aprile 2021 - 17:59

Lo strumento prevede il finanziamento fino a 25mila euro di capitale circolante per sostenere i costi di gestione delle aziende del settore gravemente colpite dalle chiusure

Dal 26 aprile scorso è operativo
il nuovo sportello 2.0 “Cultura Crea” per le imprese turistiche e culturali del
Sud, una nuova versione del programma destinata alle iniziative imprenditoriali
e no profit nel settore dell’industria culturale e turistica attive nel
Mezzogiorno.

A renderlo noto è il Vicesindaco,
con delega allo Sviluppo Economico, Giovanna Licitra la quale coglie occasione
per far anche presente che, a decorrere dal 19 aprile 2021, è anche attivo lo
sportello “Cultura Crea Plus” finalizzato a presentare richieste per contributo
a fondo perduto per sostenere le imprese e i soggetti del terzo settore colpiti
dall’emergenza Covid e attivi nel settore culturale e nel sistema
dell’intermediazione turistica.

“Lo sportello 2.0 “Cultura Crea”
– afferma l’assessore Giovanna Licitra – è il portale da utilizzare per
presentare le domande, secondo i criteri e le modalità indicate nella direttiva
operativa del Ministero della Cultura n. 237 del 29 marzo 2021, finalizzate a
iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell’industria culturale e
turistica attive nel Mezzogiorno. “Cultura Crea” prevede tre linee di
intervento che sono così individuate:

1) Nuove Imprese dell’industria
culturale (Titolo II del DM dell’11 maggio 2016), con una dotazione finanziaria
di 41,7 milioni di euro.

2) Imprese dell’industria culturale
e turistica (Titolo III), con risorse per 37,8 milioni di euro;

3) Terzo settore nell’industria
culturale (Titolo IV), a valere su risorse per 27,4 milioni di euro.

La prima linea di intervento –
spiega nel dettaglio l’amministratore comunale – è dedicata a due tipologie di
beneficiari, ubicati nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e
Sicilia:

• le imprese dell’industria
culturale, comprese le cooperative, costituite da non più di 36 mesi, iscritte
nel Registro delle imprese e in regola con le norme vigenti;

• le persone fisiche che vogliono
costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla
comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

In entrambi i casi sono ammessi
agli aiuti i programmi di investimento avviati successivamente alla
presentazione della domanda e da concludere entro 18 mesi dalla stipula del
contratto di finanziamento. Gli investimenti, di importo non superiore a
400mila euro, possono riguardare la creazione o l’introduzione di innovazioni
di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle
aree indicate:

• economia della conoscenza, cioè
sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave
abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni in
grado di accrescere, qualificare o innovare le modalità e gli strumenti di
archiviazione, organizzazione, condivisione, accessibilità, e gestione delle
conoscenze legate all’industria culturale,

• economia della conservazione,
cioè sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nel quadro
delle attività conservative – restauro, manutenzione, recupero,
rifunzionalizzazione – relativamente a materiali, tecnologie, tecniche e
strumenti adottati, con particolare riferimento alle attività di diagnostica di
monitoraggio e di analisi per la valutazione della vulnerabilità, alle attività
di prevenzione e di gestione dei rischi e dei fattori di degrado, ai materiali
e alle tecniche di intervento, alle soluzioni impiantistiche innovative ed energeticamente
efficienti, applicate al patrimonio materiale ed immateriale,

• economia della fruizione, che
riguarda lo sviluppo di:

a) modalità e strumenti
innovativi di offerta di beni e sistemi di beni in forma integrata con le
risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione,
classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e
risorse del territorio;

b) piattaforme digitali, prodotti
hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi,
di comunicazione e promozione, estendibili anche a specifiche categorie della
domanda;

c) dispositivi ed applicazioni a
supporto e assistenza di specifici target di domanda e fruizione;

d) attività legate all’incremento
dell’offerta collegata alla fruizione turistico culturale

• economia della gestione, cioè
sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le
attività di gestione di beni e attività culturali.

Le spese ammissibili alle
agevolazioni comprendono:

• macchinari, impianti,
attrezzature, arredi e mezzi mobili, purché strettamente necessari e collegati
al ciclo di produzione;

• beni immateriali ad utilità
pluriennale, quali programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché
certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Nel limite del 20% dell’importo
sono ammissibili anche le spese di gestione per:

• personale interno qualificato;

• servizi per le tecnologie
dell’informazione e della comunicazione;

• consulenze esterne specialistiche
prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone
fisiche dotate di documentate competenze in materia.

Due le forme di aiuto previste:

• un finanziamento agevolato a
tasso zero pari al 40% delle spese ammissibili della durata massima di otto
anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di
realizzazione dell’intervento;

• un contributo a fondo perduto
pari al 40% delle spese ammissibili.

La somma del finanziamento
agevolato a tasso zero e del contributo a fondo perduto, pari in linea di
massima all’80% della spesa ammissibile,
può essere incrementata al 90% nel caso in cui l’impresa richiedente
abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in
possesso del rating di legalità.

La seconda linea di intervento
riguarda invece le imprese che sono costituite in forma societaria da almeno 36
mesi, incluse le cooperative, con programmi di investimento nei settori
dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti
tipici locali. In questo caso, l’unità produttiva dovrà essere ubicata nei
Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti
nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell’11 maggio
2016 (la Sicilia è esclusa).

La terza linea di intervento
infine, riguarda il Terzo settore ed è destinata a imprese sociali, comprese le
cooperative, e ONLUS, con unità produttiva ubicata nei Comuni delle Regioni
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle
aree di attrazione culturale allegato al DM dell’11 maggio 2016.

I programmi di investimento, da
avviare dopo la presentazione della domanda e di importo non superiore a
400mila euro, possono riguardare:

• attività collegate alla
gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;

• attività collegate alla
fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;

• attività di animazione e
partecipazione culturale.

Confermati gli investimenti in
impianti e macchinari, da una parte, e software e brevetti, dall’altra, quali
costi ammissibili, mentre le spese di gestione non sono ammesse per questa
linea d’azione.

Escluse anche le agevolazioni in
forma di finanziamenti, mentre i contributi a fondo perduto coprono l’80% delle
spese ammissibili e possono salire al 90% per imprese femminili, giovanili e in
possesso del rating di legalità.

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