Raid vandalico alla villa comunale di Naro: minori chiedono scusa - QdS

Le scritte ingiuriose e il raid vandalico alla villa: minorenni chiedono scusa al sindaco

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Le scritte ingiuriose e il raid vandalico alla villa: minorenni chiedono scusa al sindaco

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venerdì 05 Agosto 2022 - 12:43

Si sarebbero pentiti e avrebbero scelto di chiedere scusa i due giovanissimi responsabili del raid vandalico registrato negli scorsi giorni nella villa comunale di Naro, nell'Agrigentino.

Si sono presentati al Comune di Naro (AG) e hanno chiesto scusa al sindaco Maria Grazia Brandara i due giovani responsabili di un raid vandalico alla villa comunale. Si tratta di due minorenni, pentiti di quanto avevano fatto.

Il raid vandalico alla villa di Naro e le scuse

I due ragazzi, entrambi minori, si sarebbero pentiti di aver danneggiato con dei graffiti e delle scritte ingiuriose la villa e avrebbero scelto di chiedere scusa. La vicenda è stata raccontata, attraverso un post su Facebook, dalla stessa prima cittadina di Naro, Maria Grazia Brandara.

“Nei giorni scorsi, dopo il danneggiamento con graffiti ingiuriosi della villa comunale, avevo lanciato un appello agli autori del gesto: presentatevi al Comune ammettendo le vostre responsabilità e ritireremo la denuncia presentata alle forze dell’ordine”, si legge nel post.

“Ventiquattro ore dopo quell’appello, due ragazzini mi hanno chiesto udienza, confermando di essere gli autori di quel raid e dichiarandosi pronti a svolgere anche dei lavori per la manutenzione della villa. Ho quindi deciso di ritirare la denuncia che avevamo già presentato e di accogliere l’impegno dei giovani a svolgere delle attività sociali per riparare al torto commesso”.

I due ragazzini contribuiranno anche a mantenere la sicurezza e l’ordine nella villa comunale di Naro. “Non solo, gli stessi mi hanno confermato l’impegno a occuparsi di sorvegliare affinché altri episodi non abbiano da accadere ad opera di altri giovanissimi. Credo che questa vicenda abbia avuto un importante ruolo pedagogico verso non solo questi ragazzi ma anche di altri giovani che manifestano un’avversione immotivata verso il bene collettivo. C’è ancora tanto da lavorare, ma sono questi piccoli segnali che ci fanno ben sperare per il futuro”.

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