Recovery fund, esame di maturità per i Comuni, servono i progetti per non perdere questo treno - QdS

Recovery fund, esame di maturità per i Comuni, servono i progetti per non perdere questo treno

Carmelo Lazzaro Danzuso

Recovery fund, esame di maturità per i Comuni, servono i progetti per non perdere questo treno

giovedì 01 Ottobre 2020 - 00:00
Recovery fund, esame di maturità per i Comuni, servono i progetti per non perdere questo treno

La proposte preliminari presentate dalle Amministrazioni dell’Isola devono tradursi in richieste cantierabili. Ai Paesi membri dell’Ue è stato imposto di presentare il Piano nazionale definitivo entro il 30 aprile 2021, ma la prima bozza è attesa già il 15 ottobre prossimo

Gli effetti della pandemia da Coronavirus sul nostro Paese sono stati devastanti. Prima di tutto dal punto di vista sanitario e sociale, con i morti causati, soprattutto nei primi mesi, da questo nemico per certi versi sconosciuto; poi dal punto di vista economico, a causa delle pesantissime conseguenze che il tessuto produttivo nazionale (e mondiale) ha subito e con cui continua ancora oggi a fare i conti.

Il Recovery fund, o Next generation Eu, così com’è stato chiamato dalla Commissione europea, è uno strumento comunitario pensato proprio per favorire la ripresa delle nazioni colpite dal virus, approvato dal Consiglio europeo del 21 luglio scorso, quando i capi di Stato e di Governo hanno previsto finanziamenti per un ammontare pari a 750 miliardi di euro (390 a fondo perduto e 360 di prestiti). Per l’Italia sono stati previsti circa 209 miliardi (81,4 in sussidi e 127,4 in prestiti), che serviranno per favorire lo sviluppo del Paese su temi fondamentali quali digitalizzazione, ambiente, efficienza energetica, connettività e altro ancora.

Ai Paesi membri è stato imposto di presentare il Piano nazionale entro il 30 aprile 2021, ma è stato anche ribadito l’invito a presentare una bozza già il 15 ottobre prossimo. Quando i piani saranno pronti, la Commissione dovrà valutarli e poi anche il Consiglio dovrà mettere il suo timbro. Se i piani saranno inviati a gennaio come si aspetta Bruxelles, i fondi potranno anche arrivare prima del secondo semestre.

Insomma, occorre far presto e fare bene, anche partendo dal basso. Perché in questo grande scenario europeo anche in Comuni giocano una parte fondamentale, così come sottolineato anche dall’Anci nel corso di un’audizione davanti alle Commissioni riunite Politiche dell’Unione europea e Bilancio del Senato. I rappresentanti dei Municipi italiani hanno evidenziato “la necessità, per far ripartire il Paese, di affidarsi agli ottomila Comuni, dando loro gli strumenti per veicolare l’iniezione di liquidità di cui le famiglie e le imprese hanno bisogno”. Due gli elementi ritenuti fondamentali in questo scenario: “I Comuni – hanno sottolineato dall’Anci – sono i principali investitori pubblici, con una capacità di gran lunga superiore agli altri livelli di governo; i settori di riforma e di sviluppo individuati dalla Commissione europea (investimenti per la sostenibilità, trasformazione digitale e contrasto alla povertà) riguardano strettamente gli ambiti di azione propri dei Comuni e delle città e i processi di governo e trasformazione urbana”.

Ma gli Enti locali devono essere bravi a saper sfruttare questa grande opportunità, mettendo sul piatto progetti concreti e subito cantierabili. Una prima lista di proposte, anche da parte dei Comuni dell’Isola, è già stata presentata (in basso un approfondimento sulle tre aree metropolitane della Sicilia), adesso tocca agli uffici e alle professionalità situate al loro interno tradurre queste proposte in richieste subito finanziabili.

Palermo: il nemico è sempre il traffico

A Palermo la visione della città che si rialza dopo l’emergenza è stata costruita con le proposte dell’Amministrazione comunale e con quelle di enti, professionisti e associazioni che hanno risposto alla consultazione pubblica lanciata dal sindaco Leoluca Orlando. Sono quattro gli assi principali in cui si collocano i progetti: sostenibilità ambientale e mobilità, innovazione, sostegno allo sviluppo del tessuto economico, politiche sociali e inclusive. In totale, si parta di 64 proposte progettuali per possibili investimenti pari a 4,6 miliardi.

Il potenziamento delle infrastrutture per il trasporto pubblico è il segmento con più iniziative. In primo piano c’è il primo stralcio funzionale della nuova metropolitana cittadina “Tratta prima linea Oreto–Notarbartolo” per circa un miliardo di euro. Nell’elenco sono inseriti anche l’ampliamento della rete tramviaria e il collegamento delle stazioni del tram con le aree non raggiunte per 315 milioni di euro, il completamento delle tratte già avviate per un cofinanziamento di 58 milioni e i tre parcheggi di interscambio Libertà, Ungheria e Giulio Cesare, non coperti da finanziamento regionale, che sono in lista per 63 milioni. Si pensa anche al potenziamento della flotta di bus, sessanta a metano e settanta elettrici con 64 milioni e alla realizzazione dell’intera pista ciclabile, 120 chilometri con 16 milioni. Per migliorare la viabilità di collegamento dell’area metropolitana è stato presentato un piano di circa 270 milioni.

Tra le voci “green” ci sono cento milioni da destinare ai privati per la ristrutturazione energetica e la sicurezza sismica degli edifici. Alla tutela dell’ambiente mirano i lavori alla rete fognaria per 122 milioni e, tra le altre voci, il polo impiantistico di Bellolampo per il trattamento dei rifiuti ingombranti di 33 milioni, il potenziamento del sistema di raccolta differenziata per circa 73 milioni.

Fanno parte dei progetti la realizzazione del nuovo cimitero di Ciaculli, gli interventi l’illuminazione pubblica, il rimboschimento, l’erosione costiera. In elenco anche opere destinate alla Favorita e a Monte Pellegrino, ai mercati generali. All’impiantistica sportiva pubblica sono destinati 55 milioni.

Nell’asse innovazione spiccano il recupero della ex Chimica Arenella come Città della scienza con duecento milioni, il piano complessivo per la digitalizzazione dei servizi e la Fiera-Lab, un polo per la cooperazione tra le istituzioni e i giovani con il collegamento tra la Fiera del Mediterraneo e Castello Utveggio.

Al sociale sono destinati circa 260 milioni e, tra gli interventi, opere a favore dell’emergenza abitativa.

Tra le altre amministrazioni, Gesap e l’Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale complessivamente hanno inserito interventi per circa 220 milioni. Tra i progetti ci sono il parco a mare e il collegamento con l’aerostazione, le aree di interfaccia con la città dei Terminal Portuale Piave e Porto Sammuzzo.

Catania, dal sociale al Massimino

Anche l’Amministrazione comunale di Catania ha presentato il suo parco progetti a valere sul Recovery fund. “Abbiamo badato -ha spiegato il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi – a interventi che avranno un concreto impatto dal punto di vista dell’inclusione sociale (attraverso lavori di rigenerazione di infrastrutture per il trasporto, immobili pubblici per l’istruzione, di decoro urbano con particolare riferimento alle periferie), dell’innovazione digitale (mediante strategie di pianificazione digitale tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici e privati), dell’efficientamento energetico (con azioni innovative ed ecologicamente sostenibili sulla Pubblica Illuminazione, sul trasporto e gli edifici pubblici)”.

Tra i progetti, che come sottolineato dal Comune sono tutti realizzabili in un arco temporale tra i due e cinque anni, oltre a quelli relativi all’inclusione sociale, allo sviluppo delle reti informatiche e al superamento del digital divide e per la tutela dell’ambiente e l’incentivazione delle energie rinnovabili, vanno segnalati la riqualificazione dei quartieri San Berillo e Civita; sistemazione di piazza Verga con un parcheggio multipiano interrato; un parco lineare pubblico con mobilità sostenibile lungo il viale Kennedy; la riqualificazione complessiva del waterfront, da piazza Mancini Battaglia a piazza Europa; l’ammodernamento dello stadio Massimino con annessa riqualificazione della zona di Cibali; interventi di rifacimento di strade e marciapipiedi della città e dell’illuminazione pubblica alimentata con il fotovoltaico; la riqualificazione smart road della circonvallazione; la nuova pista di tre km dell’aeroporto; la monorotaia per collegare i paesi pedemontani alla città; la mantellata del porto; miglioramento strutturale e antisismico di scuole ed edifici pubblici.

Complessivamente, dal Comune di Catania sono arrivate proposte per un ammontare di un miliardo e 158 milioni di euro; i progetti della Città metropolitana, invece, ammontano a un miliardo e 277 mila euro.

Riportare i “cervelli” a Messina

Come spiegato dal sindaco Cateno De Luca, il programma di investimenti presentato dalla Città dello Stretto è pari a 632 milioni di euro. Dal Comune sono state presentate nove schede progetto: la creazione di una Rete di autoimpiego per l’incubazione di start up sociali nei settori agricoltura/agroalimentare, artigianato e servizi alla persona; il recupero urbano con priorità negli ambiti di risanamento; un’iniziativa di forestazione urbana; la realizzazione della nuova rete idrica con interventi revamping impiantistica di adduzione, convogliamento e distribuzione; la mitigazione del rischio idrogeologico; l’efficientamento del servizio di raccolta e convogliamento delle acque reflue, lo sdoppiamento delle acque miste e l’adduzione verso i depuratori delle acque nere; un progetto di mobilità sostenibile; la realizzazione di un Digital hub quale centro d’eccellenza in ricerca e sviluppo nel settore della trasformazione digitale nelle Pa; l’innovazione digitale dei servizi pubblici.

Come sottolineato dal Comune, il programma di investimenti proposto ha un duplice obiettivo: transizione verde per migliorare la qualità di vita dei cittadini elevando gli indicatori di benessere e sostenibilità ambientale e transizione digitale per invertire il fenomeno della fuga di cervelli.

“La sfida che ci proponiamo – hanno sottolineato dall’Amministrazione – è quella di attrarre talenti sia tra coloro che si sono allontanati dalla terra d’origine, che tra le persone non originarie del Sud. Queste ultime potrebbero beneficiare delle facility naturali che offre la nostra terra, utili alle sorgenti di ispirazioni a lavori sempre più ad obiettivo e con una forte propensione creativa e innovativa”.

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