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Redditi pro capite: in Sicilia è un record etneo ma la distanza con il Nord continua a crescere

Redditi pro capite: in Sicilia è un record etneo ma la distanza con il Nord continua a crescere
Ministero Economia e Finanza

Mef: alle pendici del Vulcano i valori medi più alti dell’Isola. Ma preoccupano le ampie divisioni territoriali

ALERMO – I “Paperoni” di Sicilia si concentrano soprattutto alle pendici dell’Etna, dove secondo i dati resi pubblici nei giorni scorsi dal ministero dell’Economia e delle Finanze si registrano i redditi medi pro capite più alti dell’Isola.

A elaborare il quadro nazionale è stata la rete di Excellera Intelligence, che ha messo ordine nel calderone di informazioni diffuse dal Mef. Secondo l’elaborazione, il reddito medio imponibile pro capite è cresciuto di quasi un terzo. “Si tratta – hanno spiegato gli analisti – di una tendenza importante in un periodo attraversato da costanti tensioni, come l’uscita dalla recessione mondiale scoppiata nel 2008, la pandemia, i conflitti geopolitici. Gli anni del post-Covid hanno prodotto una nuova accelerazione dei redditi, che nel 2024 ha trovato finalmente una corrispondenza nel potere d’acquisto reale“.

Disuguaglianze in Italia: solo il 6% dichiara più di 55mila euro, il 33% sotto i 15mila

Ma questa indicazione non può bastare per tracciare il quadro di un Paese sano e privo di disuguaglianze: analizzando più nello specifico i numeri, infatti, si possono vedere in modo chiaro le spaccature che contraddistinguono la nazione. La distribuzione dei redditi resta infatti contraddistinta da segnali che evidenziano sensibili differenze socioeconomiche. Nel 2024, soltanto il 6% dei contribuenti ha dichiarato più di 55mila euro, mentre il 33,2% si è fermato al di sotto dei 15 mila euro. Di positivo c’è il miglioramento fatto segnare in confronto al 2023, quando il 35,2% dei contribuenti si piazzava nella fascia economica più bassa. Cresce anche la fascia intermedia compresa tra i 26-55mila euro, che guadagna all’incirca 3 punti percentuali (dal 28,2% al 31,1%).

Lombardia in testa, Sicilia in “zona retrocessione”: il divario Nord-Sud sui redditi 2024

Le differenze sociali, in ogni caso, si ampliano quando all’equazione si aggiunge anche la variabile territoriale. Ed ecco che, ancora una volta, si assiste al racconto di un’Italia spaccata, in particolare tra Settentrione e Meridione: la Lombardia resta la regione col reddito complessivo medio più alto (29.421 euro, +3,7% rispetto al 2023) e precede Trentino-Alto Adige (27.978 euro, +3,9%) ed Emilia-Romagna (27.434 euro, +3,7%), mentre in fondo alla classifica si collocano Calabria (18.474 euro, +4,6%), Puglia (19.936 euro, +4,8%) e Molise (19.889 euro, +4,6%). La Sicilia, utilizzando una metafora sportiva, è in piena “zona retrocessione”, ovvero al quartultimo posto (19.958).

A livello provinciale a guidare la classifica ci sono Milano (33.803 euro), Bologna (29.933 euro) e Monza-Brianza (29.827 euro), mentre in coda si trovano, neanche a dirlo, le calabresi Crotone (17.481 euro), Vibo Valentia (17.672 euro) e la siciliana Ragusa (17.770 euro).

Milano e i quartieri più esclusivi: CityLife in vetta, Palermo maglia nera

Restando sulle grandi città ma analizzando nello specifico i quartieri, il capoluogo lombardo è sempre il centro con il reddito complessivo medio più alto (40.316 euro, +3,3%), seguito da Monza (35.628 euro, +3,5%). Tra le principali città del Paese, Bergamo si attesta a 34.263 euro (+2,5%), Bologna a 32.302 euro (+4,2%), Roma a 31.423 euro (+3,8%) e Napoli a 24.388 euro (+3,5%). Il podio dei quartieri più esclusivi, invece, resta interamente milanese, con CityLife, Duomo-Brera e Sant’Ambrogio stabilmente ai vertici. La maglia nera è anche in questo caso siciliana, vale a dire quella circoscritta dal Codice di avviamento postale 90122, a Palermo.

Maccastorna e Portofino battono tutti: i comuni più ricchi d’Italia nel 2024

Infine, l’analisi si concentra sui comuni di minori dimensioni. “La mappa delle dichiarazioni – spiegano da Excellera Intelligence analizzando i numeri del Mef – consegna di nuovo l’immagine di un Paese dove la ricchezza continua ad addensarsi soprattutto in alcune aree. I comuni con il reddito complessivo medio più alto nel 2024 sono Maccastorna, nel Lodigiano (72.157 euro, +195,8%), Lajatico, in provincia di Pisa (67.519 euro, +13,5%) e Portofino, nel genovese (65.836 euro, -30,9%). Il balzo di Maccastorna, comune di appena 76 contribuenti, è con ogni probabilità riconducibile al trasferimento di residenza di uno o pochi contribuenti ad alto reddito: un fenomeno analogo a quello che in passato aveva portato Lajatico ai vertici della classifica nazionale. Allargando lo sguardo, emergono due categorie prevalenti tra i comuni con i redditi più elevati: da un lato, piccole località inserite in contesti di pregio paesaggistico; dall’altro, centri residenziali che uniscono qualità dei servizi e vicinanza alle grandi città”.

I comuni più ricchi della Sicilia: Sant’Agata Li Battiati in testa, poi San Gregorio e Aci Castello

A questo punto occorre anche fare una riflessione sulla realtà Siciliana, facendo un passo indietro e tornando a quanto descritto all’inizio di questo articolo. I comuni più ricchi dell’Isola sono quasi tutti alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, dove svettano Sant’Agata Li Battiati (31.031 pro capite), San Gregorio di Catania (30.809), Aci Castello (27.566) e Tremestieri Etneo (26.020). Il primo centro non catanese viene fuori al quinto posto in classifica, con Taormina a quota 25.554, poi ancora provincia catanese protagonista con San Giovanni La Punta, Viagrande, Trecastagni e Valverde. Chiude la top ten siciliana Palermo con 23.998, ma con il più alto numero di contribuenti.

Tirando le somme, i numeri sulle dichiarazioni dei redditi diffusi dal Mef non fanno altro che confermare come il nostro Paese continui a procedere a doppia velocità, con un Nord che cresce al doppio della velocità delle zone meno sviluppate. Un processo che non fa altro che acuire le disuguaglianze territoriali, che diventano inevitabilmente anche sociali. Non è un caso se tra Palermo e Milano vi sono all’incirca 20 mila euro di differenza.

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