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Referendum, Schifani: “La riforma evita le degenerazioni”

Referendum, Schifani: “La riforma evita le degenerazioni”
Renato Schifani

Infine Schifani sottolinea come “esiste una quota significativa di cittadini favorevoli alla riforma che, tuttavia, non ha ancora deciso se recarsi alle urne. La sfida politica è proprio questa: trasformare il consenso potenziale in partecipazione reale”.

La riforma della giustizia “è il naturale completamento della scelta compiuta dall’Italia con il modello accusatorio e con il principio del giusto processo. Negli anni le degenerazioni correntizie nella magistratura e alcune contiguità con la politica hanno alimentato polemiche e sfiducia ed è necessario rafforzare la figura del giudice terzo e imparziale, la cui carriera non sia condizionata da logiche correntizie o dinamiche che l’avvicinino a una delle parti del processo. La riforma mira a rafforzare la prima e a superare le distorsioni che hanno messo in discussione la credibilità del sistema”.

Così, in un’intervista a Il Giornale, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “La separazione delle carriere non è una battaglia di parte ma una riforma di civiltà giuridica che avvicina l’Italia alle principali democrazie occidentali. In Francia, Germania, Regno Unito o Stati Uniti la distinzione tra giudici e pm è un principio consolidato. Superare l’unificazione delle carriere, introdotta in epoca fascista, significa modernizzare il sistema e rafforzare le garanzie per i cittadini”, aggiunge.

Tra le fake news da smentire c’è quella secondo cui “la politica voglia limitare l’autonomia dei magistrati. L’indipendenza – spiega – resta pienamente garantita e i due Csm continueranno a essere guidati dal presidente della Repubblica, figura di garanzia e di equilibrio istituzionale”.

Schifani: “In Sicilia il tema della giustizia è sentito particolarmente”

Secondo il governatore “in Sicilia il tema della giustizia è particolarmente sentito. Qui la magistratura ha dato esempi altissimi di coraggio con figure come Falcone, Borsellino, Livatino e Chinnici, che hanno sacrificato la vita nella lotta alla mafia. A quella magistratura va garantito tutto il sostegno dello Stato. Ma è giusto intervenire per evitare che degenerazioni o usi impropri del ruolo possano offuscare il lavoro di tanti magistrati che servono lo Stato con onore”.

Infine Schifani sottolinea come “esiste una quota significativa di cittadini favorevoli alla riforma che, tuttavia, non ha ancora deciso se recarsi alle urne. La sfida politica è proprio questa: trasformare il consenso potenziale in partecipazione reale. Per questo è fondamentale convincere questi cittadini che il loro voto può essere decisivo”. – evidenzia infine il presidente.

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