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Referendum giustizia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo

Referendum giustizia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo
Il discorso di fine anno 2025 del presidente Mattarella – Foto dal sito del Quirinale

La votazione è avvenuta come sempre all’Istituto Comprensivo

Come da tradizione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella questa mattina si è recato all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII Piazzi in via Mario Rutelli dove ha votato per il Referendum sulla Giustizia.

I dati sull’affluenza dopo le ore 13

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia aggiornato alle ore 13.12 è di 14,92% con riferimento a 61.464 sezioni su 61.533

Referendum giustizia, perché si vota

Perché si vota? Cosa prevede la riforma sulla giustizia approvata? Questi, in sintesi, i punti introdotti dalla legge:

  • La separazione delle carriere: la magistratura è composta sa da giudici (magistratura giudicante, cioè quella che giudica – in modo imparziale – e decide sulle controversie) e pubblici ministeri (magistratura requirente, cioè quella che si occupa delle indagini). La riforma sulla giustizia prevede la separazione delle due carriere: a inizio carriera, il professionista dovrà decidere se appartenere alla magistratura giudicante o a quella requirente. Al momento, invece, è prevista una sola possibilità di passare da una all’altra nel corso della carriera.
  • L’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.
  • Sorteggio dei componenti: in base a quanto previsto dalla riforma, i componenti verrebbero scelti come segue:
  • membri di diritto: il presidente della Repubblica, che presiede il CSM; il presidente della Corte di Cassazione sarebbe membro di diritto del CSM giudicante e il Procuratore generale della Corte di Cassazione di quella requirente;
  • gli altri membri verrebbero scelti tramite sorteggio:
    • un terzo dei membri dei due CSM sarebbero estratti a sorte da un elenco composto sia da professori ordinari di materie giuridiche sia da avvocati con almeno 15 anni di servizio, scelti dal Parlamento in seduta comune;
    • due terzi dei membri dei CSM sarebbero estratti a sorte tra magistrati giudicanti e requirenti.
  • ciascun Consiglio eleggerebbe il proprio vicepresidente tra i componenti designanti mediante sorteggio dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune.
  • i componenti designati tramite sorteggio avrebbero un incarico di 4 anni e non potranno partecipare a successive procedure di sorteggio. In più, i membri dei CSM non potranno – finché in carica – essere iscritti negli albi professionali né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
  • Istituzione dell’Alta Corte disciplinare, a cui verrebbe affidata “in via esclusiva la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti”. Sarebbe composta da 15 giudici, in carica per 4 anni e nominati come segue:tre dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno 20 anni di esercizio;
  • tre estratti a sorte da un elenco di soggetti con i medesimi requisiti compilato dal Parlamento in seduta comune, entro 6 mesi dall’insediamento;
  • sei componenti estratti a sorte tra i magistrati giudicanti con almeno 20 anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità;
  • tre componenti estratti a sorte tra i magistrati requirenti con gli stessi requisiti dei magistrati giudicanti sopra indicati;
  • il presidente dell’Alta Corte, invece, verrebbe eletto tra i componenti nominati dal Capo dello Stato o tra quelli sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento.

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