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LIVE | Referendum giustizia 2026, le ultime notizie in diretta: chiuse le urne

LIVE | Referendum giustizia 2026, le ultime notizie in diretta: chiuse le urne
Referendum Giustizia – foto di Adnkronos

Si vota fino alle 15 di lunedì 23 marzo.

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 si vota per il referendum sulla giustizia, per confermare o respingere la riforma Nordio: segui gli aggiornamenti e le ultime notizie in diretta su QdS.it.

Referendum giustizia 2026, le ultime notizie in diretta

LIVE Referendum giustizia 2026, news in diretta
Tutte le notizie e gli aggiornamenti sul referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026 in tempo reale.
Inizio diretta: 22/03/26 08:00
Fine diretta: 23/03/26 15:30
Affluenza, i dati: Sicilia maglia nera

La Sicilia, assieme alla Calabria, è l’unica regione a non raggiungere il 50% di affluenza.

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Praticamente certa la vittoria del No

Dati Eligendo (ore 17): 53,90% per il fronte del No, 46,10% per il Sì. Scrutinate 54.974 sezioni su 61.533.

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YouTrend: "Vince il no", i dati Eligendo

Secondo le proiezioni di YouTrend per Sky TG24 al referendum della Giustizia ha vinto il “No”. Questo è quanto rileva l’istituto di ricerca diretto da Lorenzo Pregliasco, stando ai dati parziali disponibili. Su Eligendo, con oltre 40mila sezioni scrutinate su 61.533, il No arriva al 54,30%.

 

I primi dati sui risultati del referendum, in Sicilia oltre il 60% per il no

A livello nazionale, secondo i dati della piattaforma Eligendo, si registra il 45,50% per il e il 54,50% per il No (Sezioni: 33.373 su 61.533). In Sicilia dato più netto: 38,33% per il e ben 61,67% per il No (Sezioni: 2.642 su 5.306).

Affluenza, a Siracusa ha votato il 46,41% degli elettori

A Siracusa 43.270 elettori, pari al 46,41% dei 93.233 iscritti alle liste elettorali del Comune. Rispetto allo scorso anno, quando si votò per i cinque referendum abrogativi su cittadinanza e lavoro, quando votò il 24,70% degli aventi diritto, l’affluenza è aumentata notevolmente. Le operazioni di voto si sono svolte in maniera regolare e senza imprevisti ed è in corso lo spoglio.

II proiezione Opinio – Rai

In base alla II proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai: il No è al 53,9% e il è al 46,1%, con una copertura del campione del 37%.

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I proiezione Opinio-Rai

I proiezione Opinio-Rai:  al 46,9% No al 53,1%.

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I exit poll Opinio-Rai

I exit poll Opinio-Rai: No al 49-53%-%; al 47%-51%.

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Chiusi i seggi e stop al voto, adesso comincia lo spoglio

Si chiudono i seggi. A breve comincia lo spoglio delle schede.

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La Russa: "Solidarietà a Diaco per minacce e insulti"

“Solidarietà a Pierluigi Diaco per le minacce e gli insulti ricevuti a seguito delle sue dichiarazioni sulle intenzioni di voto”, scrive in un post sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Landini aspetterà esito in via dei Frentani a Roma

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aspetterà i risultati della consultazione referendaria presso il Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4 a Roma, quartiere San Lorenzo. Il numero uno del sindacato di Corso d’Italia dovrebbe arrivare a breve, mentre i giornalisti iniziano ad affollare la sala stampa allestita nel centro congressi, che oggi ospita il Comitato Società Civile per il No al referendum costituzionale. Atteso anche Giovanni Bachelet, presidente del Comitato.

Nella mattinata di ieri, Landini ha votato presso il seggio della scuola elementare di San Polo d’Enza, provincia di Reggio Emilia, suo comune di residenza.

Ultima ora per votare, poi lo spoglio

Chiusura delle urne alle ore 15.

Referendum, Salvini: "Minacce inaccettabili"

Minacce inaccettabili, vigliacche e vergognose. Solidarietà a Pierluigi Diaco. Chi non tollera le idee altrui non ha argomenti, ha solo odio”. Lo scrive su X il leader della Lega Matteo Salvini.

 

Tajani: "La partita finisce quando l'arbitro fischia"

“‘Partita finisce quando arbitro fischia’ diceva sempre il grande Vujadin Boškov. Si vota anche oggi, fino alle 15!”. Lo scrive su X il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.

 

Meloni ha votato: "L'affluenza è una buona notizia"

L’affluenza è una buona notizia, in generale la democrazia è una buona notizia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lasciando il seggio della Scuola Primaria Rosalba Carriera, in zona Spinaceto, dove ha votato in tarda mattinata.

Battisconi: "Attacco a Diaco ferita alla libertà d'espressione"

“Solidarietà a Pierluigi Diaco per l’inaccettabile e lunga serie di messaggi di odio di cui è bersaglio sui social. Dare il via a un vero e proprio linciaggio dopo la legittima dichiarazione di una scelta elettorale, nello specifico il Sì al referendum, rappresenta una inaccettabile ferita alla libertà di espressione. Questa enorme quantità di insulti di cui il conduttore è da giorni destinatario non può e né deve essere sottovalutata”. Lo afferma il deputato e responsabile nazionale Organizzazione di Forza Italia Francesco Battistoni.

 

Insulti e minaccia di morte sui social, Diaco denuncia gli haters

Negli scorsi giorni aveva dichiarato “Voto sì al Referendum, in Italia se voti no diventi un testimonial, se voti sì sei un lacchè”. Per questa frase Pierluigi Diaco, il conduttore di Bellamà, è diventato bersaglio di insulti e minacce (anche di morte). Il conduttore non ha commentato pubblicamente ma – secondo quanto riferito dal Secolo d’Italia – avrebbe denunciato con documentazione dettagliata l’accaduto.

 

Catania, vota e fotografa la scheda: si indaga

Un elettore a Catania sarebbe stato “beccato” mentre scattava una foto alla scheda elettorale in un seggio della scuola Cavour. L’uomo è stato bloccato e identificato. Indaga la Procura di Catania.

Affluenza al voto, le Regioni che "decidono": Sicilia in coda

Con i dati dell’affluenza aggiornati alle 23 di domenica 22 marzo, l’Emilia Romagna guida la classifica nazionale con un’affluenza record del 53,7%. Seguono Toscana (52,49%), Lombardia (51,83%), Veneto (50,55%), Umbria (50,11%). Poco sotto la soglia del 50% ci sono le Marche (49,41%), il Piemonte (48,94%), il Friuli Venezia Giulia (48,55%), il Lazio (48,23%), la Liguria (48,18%). Seguono l’Abruzzo (46,56%), la Valle d’Aosta (44,25%). In coda, il Sud: Sicilia (34,94%), Calabria (35,7%) e Campania (37,78%).

Fumarola (Cisl): "La partecipazione al voto è sempre qualcosa di positivo"

“La partecipazione al voto è sempre qualcosa di positivo. Speriamo che sia l’inizio di una nuova era perché negli ultimi anni l’affluenza al voto è stata molto bassa. Speriamo che si cambi tendenza”. Lo afferma la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, parlando con i giornalisti ad Altamura, in provincia di Bari, a margine di un convegno sulla crisi del distretto del mobile imbottito.

“Il referendum – aggiunge – è uno strumento importantissimo che noi abbiamo sempre apprezzato ma abbiamo anche detto che bisognava usarlo su temi importanti. Quello dello scorso anno lo abbiamo criticato come strumento utilizzato per quei quesiti. Pensiamo invece che il quesito che si sta votando anche in queste ore sia di particolare interesse ma la cosa importante era invitare al voto, cosa che noi abbiamo fatto. Come sapete noi non ci siamo schierati né per il Sì né per il No ma abbiamo detto che bisognava andare a votare proprio perché non serve il quorum e quindi bisognava assumersi la responsabilità di scegliere, non consegnare ad altri la scelta e soprattutto esprimere un voto consapevole perché diversamente si sarebbe potuto consegnare ad altri o magari fare delle scelte sul governo o sui partiti. Invece questo referendum ha un quesito preciso e si votava per questo e quindi noi abbiamo fornito strumenti di conoscenza per consentire un voto consapevole”.

“La partecipazione al voto – conclude – credo che sia sempre qualcosa di positivo, anzi noi dovremmo sempre di più spingere le persone ad andare a votare, quello che loro desiderano perché intanto è un diritto – dovere. Bisogna avere rispetto per chi ha perso anche la vita per poter questo consegnarci questa possibilità”.

Amadori (Yoodata), stime e considerazioni sull'affluenza

“Con il dato di affluenza al 46,07% ieri sera alle ore 23, la stima per l’affluenza finale oggi alle ore 15 è nella forchetta dal 58% al 62%. L’impressione è che questo appuntamento sia diventato una sorta di prova generale delle elezioni politiche 2027, con buona partecipazione al voto da parte degli elettori di tutti i principali partiti italiani”. Lo dice in un comunicato Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano e Direttore Scientifico di Yoodata.

 

Referendum, Giorgia Meloni: "Pronta per il voto, ricordate che partecipare è importante"

Giorgia Meloni ha votato. In queste ore, attraverso i suoi social, la presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza del voto, diritto fondamentale per ogni cittadino.

“Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

In corso le votazioni, c'è tempo dalle 7 fino alle 15

Nuovo giro di votazioni in corso a partire dalle ore 7 di oggi, lunedì 23 marzo. C’è tempo fino alle 15.00 per votare al referendum

L'affluenza alle ore 23.00 è del 46,07%: la Sicilia ancora una volta la peggiore

Alle 23 il dato dell’affluenza si assesta al 46,07%, in crescita sui numeri precedenti. L’Emilia Romagna ancora la Regione con la più alta partecipazione pari al 53,69%, la Sicilia ancora la peggiore invece con il 34,94%. Per quanto riguarda le altre Regioni, emergono questi dati: Abruzzo 46,56%, Basilicata 39,88%, Calabria 35,70%, Campania 37,78%, Friuli Venezia Giulia 48,55%, Lazio 48,23%, Liguria 48,18%, Lombardia 51,83%, Marche 49,41%, Molise 39,78%, Piemonte 48,94%, Puglia 39%, Sardegna 39,09%, Toscana 52,49%, Trentino Alto Adige 41,34%, Umbria 50,11%, Valle D’Aosta 44,25% e Veneto 50,25%.

Dato affluenza più che raddoppiato rispetto al 2025

E’ più che raddoppiato il dato dell’affluenza registrato alle 19 di oggi  per il voto al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia  rispetto a quello era stato rilevato alla stessa ora, nel giugno 2025,  per la tornata referendaria che chiamava ad esprimersi su cinque  quesiti, tra lavoro e cittadinanza. Oggi alle 19 ha votato il 38,9%  degli aventi diritto mentre al referendum abrogativo del 2025, nella  stessa fascia oraria, l’affluenza alle urne era stata del 16,16%. Anche  lo scorso giugno come oggi  l’affluenza più alta è stata registrata in  Emilia Romagna.

Emilia Romagna (46%) in testa per affluenza, Sicilia maglia nera

Con il 46,3%, l’Emilia Romagna sui conferma in testa nel dato di affluenza anche alle 19. Maglia nera la Sicilia, con il 28,7%. E’ quanto emerge dal sito del Viminale “Eligendo”. La media nazionale è del 38,9%. All’Emilia Romagna seguono la Lombardia col 45% e la Toscana col 44,7% e Veneto con 43,2%. In coda, poco sopra Sicilia, ci sono la Calabria col 29,3% e la Campania col 29,9%.

Affluenza al referendum oltre il 38% alle 19

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è oltre il 38% alle ore 19. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale.

Casellati: "Voto è la nostra voce nella democrazia"

“Il voto è la nostra voce nella democrazia. Oggi sei tu che decidi sulla riforma della giustizia. Il tuo voto può fare la differenza”. Lo scrive sui social la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, allegano una sua foto al seggio per votare al referendum.

Referendum, fotografano scheda: due denunciati a Catanzaro

Due persone sono state denunciate a Catanzaro per aver fotografato la scheda all’interno di un seggio allestito per il referendum sulla riforma della giustizia. Ad accorgersi del comportamento sospetto delle due persone sono stati i componenti del seggio elettorale, il cui presidente ha immediatamente segnalato l’episodio ai carabinieri dell’Arma. Arrivati sul posto, hanno effettuato le verifiche del caso e fatto scattare la denuncia. Il voto dei due denunciati e’ stato annullato. Successivamente le operazioni di voto sono proseguite regolarmente.

Calenda: "Spero che vada a votare tanta gente comunque la si pensi"

“Spero che vada a votare tanta gente comunque la pensi. Perchè è l’esercizio dell’essere cittadino in una democrazia “. Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, che oggi pomeriggio ha votato, insieme alla moglie, nel seggio di Roma in via del Lavatore.

La Russa: "Sì, ho votato"
Voto La Russa

“SÌ, ho votato”, scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa, postando una foto che lo ritrae al seggio.

Referendum, appello Fratoianni sui social: "Votiamo"

“Votiamo, votiamo, votiamo. Perche’ il voto e’ la nostra arma piu’ forte per far sentire la nostra voce, per far contare la nostra volonta’”. Lo scrive sui social Nicola Fratoianni di Avs postando la foto del suo voto in un seggio elettorale di Foligno. “E’ un referendum confermativo, – sottolinea il leader rossoverde – non c’e’ quorum. Ogni voto conta. I seggi sono aperti oggi fino alle 23, domani dalle 7 alle 15. Facciamo la nostra parte”.

Referendum: ha votato a Roma Blengino, segretario dei Radicali

Il segretario di Radicali Italiani, Filippo Blengino, ha votato al referendum sulla giustizia al seggio numero 1.324 di Portuense, a Roma. Lo comunica l’ufficio stampa dei Radicali.

Marina Berlusconi al seggio: "Prevalga sì per Italia civile e moderna"

“Non è questione di dediche, è questione di esercitare un voto oggi, per poter dare un contributo positivo al futuro di questo Paese”. Lo ha detto Marina Berlusconi, presidente Fininvest, in un video sul sito di Repubblica, dopo il voto al referendum sulla giustizia in un seggio di Milano, rispondendo a chi gli ha chiesto se il voto lo dedica al padre Silvio.   “È un’occasione quella di oggi che non possiamo farci sfuggire, la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il sì per un’Italia civile democratica e moderna”, ha aggiunto.   Una dedica al padre  la farà “domani quando si sapranno gli esiti”, ha concluso.

Referendum giustizia, i dati provincia per provincia in Sicilia

In Sicilia alle ore 13.35 l’affluenza è al 10.03% in 5.306 sezioni totali. Ecco i dati provincia per provincia: a Suracusa il dato più alto. Seguono Palermo e Catania 

 

AGRIGENTO

512 su 512

7,64

CALTANISSETTA

289 su 289

8,13

CATANIA

1.126 su 1.126

10,55

ENNA

225 su 225

8,45

MESSINA

776 su 776

10,45

PALERMO

1.186 su 1.186

10,72

RAGUSA

310 su 310

10,49

SIRACUSA

422 su 422

11,00

TRAPANI

460 su 460

8,88

Referendum giustizia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato per il referendum costituzionale sulla Giustizia a Palermo nel seggio dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII Piazzi in via Mario Rutelli.

Referendum giustizia 2026, il dato aggiornato sull'affluenza dopo le 13

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia aggiornato alle ore 13.12 è di 14,92% con riferimento a 61.464 sezioni su 61.533

Referendum giustizia 2026, il dato sull’affluenza dopo le ore 12

Referendum giustizia, aggiornamento sui dati di affluenza

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia alle ore 12.38 è al 14,87%. con riferimento a 59.601 sezioni su 61.533

 

 

Referendum giustizia, i primi dati sull'affluenza

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 14,80% alle ore 12.22 su circa il 25% dei seggi. Lo comunica sul proprio sito l’Eligendo del Viminale. Il dato fa riferimento a 52.969 sezioni su 61.533.

Referendum giustizia, M5S denuncia: "Nei seggi umbri rappresentanti Fdi con distintivi per il sì"

“Il Movimento 5 Stelle denuncia gravi irregolarità ai seggi umbri, dove i rappresentanti di lista di Fratelli d’Italia espongono distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì. Ciò si configura come propaganda illegale nei seggi, cosa che la legge la vieta entro i 200 metri dalle sedi di voto. Stiamo informando le prefetture umbre per provvedere alla richiesta di rimozione immediata di questi distintivi”. Lo dichiara la deputata M5S umbra Emma Pavanelli.

Referendum giustizia 2026, l'esponente di Avs Nicola Fratoianni ha votato a Foligno

Nicola Fratoianni, esponente di Avs ha appena votato per il referendum costituzionale a Foligno. Lo fa sapere l’ufficio stampa del partito.

Referendum, Gasparri: "Autorità rimuovano blocchi circolazione a Roma, ostacolano il voto"

“Con tutta la comprensione per eventi tipo maratone ed altre chiedo alle autorità preposte di rimuovere con immediatezza i blocchi alla circolazione nella città di Roma per non ostacolare il regolare svolgimento delle operazioni di voto, che sono prevalenti, per valori democratici e costituzionali, su ogni altro tipo di evento. Bisogna agire con immediatezza. Credo che il Viminale sia in grado di garantire il libero esercizio del voto a tutti i cittadini, anche di quelli delle zone della Capitale che stanno subendo un blocco che danneggia anche scrutatori e rappresentanti di lista”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fi, Maurizio Gasparri.

Referendum giustizia, Magi: "Abolire il quorum anche su abrogativi"

“L’importanza di andare a votare è vitale per la democrazia: la speranza è che ci sia una grossa partecipazione popolare al referendum sulla giustizia nonostante la brutta campagna, in attesa che venga eliminato o fortemente rivisto al ribasso il quorum anche sui referendum abrogativi, perché la lezione che arriva dalla storia di questi anni è che il quorum è un ostacolo che di fatto ha tolto ai cittadini la possibilità di esprimersi”. Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi, parlando con la stampa davanti al seggio di Piazza Forlanini a Roma dove ha appena votato.

Referendum giustizia, il presidente della Camera Fontana ha votato a Verona

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha votato a Verona per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia

Ministro Urso uno dei primi componenti del Governo a votare

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è stato tra i primi componenti del Governo a votare questa mattina, poco dopo l’apertura dei seggi, per il referendum sulla giustizia. La sua sede elettorale risiede nel quartiere Prati, a Roma

Referendum: a Roma, i bambini della scuola Torpignattara danno il benvenuto ai carabinieri del seggio

Un inizio di servizio speciale per i Carabinieri della Stazione Torpignattara. Ieri pomeriggio, durante le operazioni di insediamento per la vigilanza ai seggi nella scuola elementare “Mancini” di via Camillo Manfroni, a Roma, i militari hanno ricevuto un’accoglienza inaspettata. Gli alunni della classe 4ª B dell’istituto hanno infatti voluto salutare l’arrivo dell’Arma preparando diversi disegni e messaggi di ringraziamento, lasciati bene in vista nell’aula destinata alle operazioni elettorali. I lavori, realizzati nei giorni precedenti, hanno colpito i militari per la spontaneità e l’affetto dimostrato verso l’Istituzione. Il gesto dei piccoli studenti trasforma un compito istituzionale in un momento di forte emozione, confermando lo speciale legame che unisce l’Arma dei Carabinieri ai cittadini di domani e al territorio di Torpignattara.

Giustizia: Conte sul caso Delmastro: "Sembra Suburra, si dimetta per igiene istituzionale"

Andrea Delmastro “per una ragione di igiene istituzionale non può rimanere un’ora in più al suo posto”. Ne è convinto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte che, in un’intervista a ‘La Stampa’ ricorda di aver presentato “una mozione per chiedere a Giorgia Meloni di revocare l’incarico di sottosegretario alla Giustizia” a Delmastro dopo la vicenda della società di ristorazione creata assieme a tre dirigenti piemontesi del suo partito e alla figlia diciottenne di un prestanome del clan Senese: Mauro Caroccia. Per Conte, Delmastro non poteva non sapere: “Bastava digitare quel nome su Google – dice – per capire di che soggetto stiamo parlando. Persino il fratello di Caroccia in un’intervista ha spiegato che tutti sapevano chi fosse. E poi Delmastro è un sottosegretario, sta in un osservatorio privilegiato e in altre occasioni, come nel caso di Cospito, ha avuto accesso a informazioni addirittura del 41 bis. Ma davvero si pensa che i cittadini abbiano l’anello al naso?”.

“C’è un limite alle menzogne”, ammonisce Conte. Delmastro, dunque, per Conte non poteva non sapere: “Ma davvero uno fa una società con una ragazza che ha appena compiuto 18 anni, lascia a lei il 50% della società e la nomina persino amministratrice senza sapere chi sia?”. “Se davvero non c’era nulla da nascondere, perché Delmastro non ha dichiarato questa società al Parlamento quando ne era obbligato? Questa mi sembra la prima, involontaria, ammissione di colpa”. Delmastro, secondo il leader pentastellato “deve andare a casa immediatamente anche solo per chiara inclinazione alla più spregiudicata avidità e alla più impunita arroganza” sottolinea Conte, anticiando che chiederanno alla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, “di approfondire la vicenda”.

Quanto alle foto della capo di gabinetto del ministerodella Giustizia, Giusi Bartolozzi e i funzionari del Dap in quel ristorante, Conte commenta: “Per loro non esiste più una soglia dello scandalo” e paragona tutto alla “sceneggiatura del film Suburra”.

Referendum giustizia 2026, perché votare sì e perché votare no

Al popolo italiano si chiede se confermare i contenuti della nuova riforma (voto sì) o se respingere la modifica costituzionale (voto no) sulla giustizia.

Per i sostenitori del sì, il punto forte della riforma della giustizia è la separazione delle carriere. “Chi accusa non giudica” è lo slogan del fronte del sì. Inoltre, il sorteggio è individuato come una soluzione al correntismo e a contrastare eventuali pressioni delle correnti interne nella scelta dei membri dei CSM. La riforma, poi, per i sostenitori del sì sarebbe un primo passo per una riforma più corposa della giustizia.

Per i sostenitori del no, invece, il sorteggio sarebbe uno strumento potenzialmente antidemocratico e insufficiente per ridurre il correntismo. Chi voterà no, inoltre, ritiene che la riforma della giustizia – così per com’è – risulti confusa, incapace di ridurre effettivamente tempistiche ed efficienza della magistratura e potenzialmente limitante dell’autonomia della magistratura.

Referendum giustizia 2026, la spiegazione: in cosa consiste e perché si vota

Perché si vota? Cosa prevede la riforma sulla giustizia approvata? Questi, in sintesi, i punti introdotti dalla legge:

  • La separazione delle carriere: la magistratura è composta sa da giudici (magistratura giudicante, cioè quella che giudica – in modo imparziale – e decide sulle controversie) e pubblici ministeri (magistratura requirente, cioè quella che si occupa delle indagini). La riforma sulla giustizia prevede la separazione delle due carriere: a inizio carriera, il professionista dovrà decidere se appartenere alla magistratura giudicante o a quella requirente. Al momento, invece, è prevista una sola possibilità di passare da una all’altra nel corso della carriera.
  • L’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.
  • Sorteggio dei componenti: in base a quanto previsto dalla riforma, i componenti verrebbero scelti come segue:
    • membri di diritto: il presidente della Repubblica, che presiede il CSM; il presidente della Corte di Cassazione sarebbe membro di diritto del CSM giudicante e il Procuratore generale della Corte di Cassazione di quella requirente;
    • gli altri membri verrebbero scelti tramite sorteggio:
    • un terzo dei membri dei due CSM sarebbero estratti a sorte da un elenco composto sia da professori ordinari di materie giuridiche sia da avvocati con almeno 15 anni di servizio, scelti dal Parlamento in seduta comune;
    • due terzi dei membri dei CSM sarebbero estratti a sorte tra magistrati giudicanti e requirenti.
  • ciascun Consiglio eleggerebbe il proprio vicepresidente tra i componenti designanti mediante sorteggio dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune.
  • i componenti designati tramite sorteggio avrebbero un incarico di 4 anni e non potranno partecipare a successive procedure di sorteggio. In più, i membri dei CSM non potranno – finché in carica – essere iscritti negli albi professionali né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
  • Istituzione dell’Alta Corte disciplinare, a cui verrebbe affidata “in via esclusiva la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti”. Sarebbe composta da 15 giudici, in carica per 4 anni e nominati come segue:
    • tre dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno 20 anni di esercizio;
    • tre estratti a sorte da un elenco di soggetti con i medesimi requisiti compilato dal Parlamento in seduta comune, entro 6 mesi dall’insediamento;
    • sei componenti estratti a sorte tra i magistrati giudicanti con almeno 20 anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità;
    • tre componenti estratti a sorte tra i magistrati requirenti con gli stessi requisiti dei magistrati giudicanti sopra indicati;
    • il presidente dell’Alta Corte, invece, verrebbe eletto tra i componenti nominati dal Capo dello Stato o tra quelli sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento.
Referendum di giustizia, iniziate alle 7 le votazioni

Da questa mattina alle 7 sono iniziate le votazioni per il Referendum di Giustizia 2026. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero.

Referendum giustizia, perché si vota

Perché si vota? Cosa prevede la riforma sulla giustizia approvata? Questi, in sintesi, i punti introdotti dalla legge:

  • La separazione delle carriere: la magistratura è composta sa da giudici (magistratura giudicante, cioè quella che giudica – in modo imparziale – e decide sulle controversie) e pubblici ministeri (magistratura requirente, cioè quella che si occupa delle indagini). La riforma sulla giustizia prevede la separazione delle due carriere: a inizio carriera, il professionista dovrà decidere se appartenere alla magistratura giudicante o a quella requirente. Al momento, invece, è prevista una sola possibilità di passare da una all’altra nel corso della carriera.
  • L’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.
  • Sorteggio dei componenti: in base a quanto previsto dalla riforma, i componenti verrebbero scelti come segue:
    • membri di diritto: il presidente della Repubblica, che presiede il CSM; il presidente della Corte di Cassazione sarebbe membro di diritto del CSM giudicante e il Procuratore generale della Corte di Cassazione di quella requirente;
    • gli altri membri verrebbero scelti tramite sorteggio:
      • un terzo dei membri dei due CSM sarebbero estratti a sorte da un elenco composto sia da professori ordinari di materie giuridiche sia da avvocati con almeno 15 anni di servizio, scelti dal Parlamento in seduta comune;
      • due terzi dei membri dei CSM sarebbero estratti a sorte tra magistrati giudicanti e requirenti.
  • Istituzione dell’Alta Corte disciplinare, a cui verrebbe affidata “in via esclusiva la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti”. Sarebbe composta da 15 giudici, in carica per 4 anni e nominati come segue:
    • tre dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno 20 anni di esercizio;
    • tre estratti a sorte da un elenco di soggetti con i medesimi requisiti compilato dal Parlamento in seduta comune, entro 6 mesi dall’insediamento;
    • sei componenti estratti a sorte tra i magistrati giudicanti con almeno 20 anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità;
    • tre componenti estratti a sorte tra i magistrati requirenti con gli stessi requisiti dei magistrati giudicanti sopra indicati;
    • il presidente dell’Alta Corte, invece, verrebbe eletto tra i componenti nominati dal Capo dello Stato o tra quelli sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento.

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