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LIVE | Referendum giustizia 2026, i risultati in diretta: vince il No, in Sicilia lo scarto più ampio

LIVE | Referendum giustizia 2026, i risultati in diretta: vince il No, in Sicilia lo scarto più ampio
Referendum Giustizia 2026 – voto, foto di Saverio De Giglio, via Imagoeconomica

Dai risultati alle reazioni: le ultime notizie sul referendum giustizia.

Referendum giustizia 2026, via allo spoglio: dagli exit poll ai risultati, gli aggiornamenti sulla decisione del popolo in merito alla riforma Nordio in diretta su QdS.it.

Referendum giustizia 2026: spoglio, risultati e ultime notizie in diretta

Risultati referendum giustizia 2026, lo spoglio in diretta
LIVE i risultati dello spoglio dopo il referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026.
Inizio diretta: 23/03/26 14:00
Fine diretta: 24/03/26 00:00
Referendum, assessore Turano: "Messaggio chiaro da i cittadini, la Costituzione non si tocca. Risultato va rispettato"

“I dati di ieri ci dicono che la volontà popolare va profondamente rispettata. Io ho fatto una campagna per il sì e sono stato travolto: il risultato elettorale va accettato serenamente”. A dirlo è l’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana Mimmo Turano a margine del convegno Didattica orientativa e ricerca innovativa, tenutosi nel dipartimento di Scienze psicologiche dell’Università di Palermo.

“Ho fatto questa campagna con la convinzione che la separazione delle carriere fosse una garanzia per i cittadini, ma evidentemente gli italiani non la pensano così – continua Turano – I cittadini hanno mandato un messaggio chiaro, la Costituzione non si tocca; è un’occasione su cui rifletto e su cui valuto positivamente il loro giudizio. Per come è stata politicizzata la campagna elettorale penso che ci saranno ripercussioni in giunta teoricamente, ma non praticamente: quello referendario è un quesito tecnico, su cui i cittadini hanno detto la loro”.

Referendum giustizia, il ministro Nordio risponde sulla possibilità di dimissioni

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde sul suo futuro dopo la sconfitta del Referendum (LEGGI QUI)

Referendum ex presidente Anm Parodi, "Vittoria di valore, ma ci sono state critiche giuste"

Cesare Parodi, presidente dimissionario dell’Anm, in una intervista al Corriere della Sera definisce quella del Referendum “una vittoria valoriale. La prova che anche quei cittadini che non conoscono la legge hanno capito i valori dei padri costituenti. In altre parole si è compresa l’importanza della questione giustizia prima ancora che la separazione delle carriere”. Al netto di critiche più o meno pesanti, spiega: “Il risultato referendario testimonia che gli slogan non pagano. È più remunerativo adottare un certo equilibrio”. “Questo risultato – aggiunge – testimonia che i cittadini conoscono i limiti dei magistrati. Anzi a questo proposito credo che l’invito ad ascoltarli possa essere il mio testamento, per così dire…Vi sono state critiche giuste. I criteri di nomina dei direttivi, peraltro già modificati, vanno forse ulteriormente cambiati. Servono più trasparenza e maggiore efficienza. Questa esperienza mi ha insegnato due cose. La prima è la forza della magistratura associata che pur separata in diversi orientamenti ha dimostrato di sapersi rispettare vicendevolmente e di saper perseguire obiettivi comuni. Penso che sia necessario che la magistratura trovi il modo di avviare un percorso di rinnovamento. C’è un’autocritica costruttiva da fare. Si deve dare risposta ad alcune critiche che ci sono state mosse – conclude l’ex presidente di Anm – e che meritano di essere analizzate. Poca trasparenza nelle nomine dei direttivi. Sarà la priorità per il mio successore”.

Referendum giustizia, Anm Palermo: 'Esito voto ci richiama a senso responsabilità, Costituzione vive'

“Oggi è un giorno importante per il nostro Paese. Il risultato del referendum è il frutto di una partecipazione ampia e consapevole, che ci richiama tutti a un rinnovato senso di responsabilità verso le istituzioni repubblicane. Il voto espresso in Sicilia – e in modo particolare nel distretto di Palermo – è stato molto importante. Questa terra conosce il valore della memoria dei tanti che hanno sacrificato la vita per la Giustizia. Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati e confrontati e, in particolare, i tanti giovani che ci danno speranza per il futuro”. Così, in una nota la Giunta Esecutiva Sezionale – ANM Palermo, guidata da Carlo Hamel.

“Un sentito ringraziamento va anche ai Comitati per il NO, che si sono spesi per difendere i principi costituzionali, e ai colleghi che in questi mesi sono stati oggetto di attacchi solo per aver fatto il proprio dovere- prosegue l’Anm Palermo – L’afflusso massiccio ai seggi ci ricorda che la democrazia vive quando le persone decidono di farsene carico. Siamo consapevoli che la relazione con il corpo sociale è una ricchezza da custodire: l’ascolto, il dialogo e la presenza sui temi della giustizia continueranno a guidare il nostro impegno. La partecipazione vince. La Costituzione vive”.

Referendum giustizia, Spallitta: "Costituzione non si tocca"

“La Costituzione non si tocca. Sono felice per questo risultato. Ancora una volta il popolo italiano dimostra di conoscere il valore, l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale. In tutta Italia, e a Palermo in particolare, gli avvocati, la società civile e i magistrati hanno svolto un lavoro straordinario, uniti dal comune sentimento dei valori antifascisti, a tutela dei principi di uguaglianza e di libertà così pericolosamente messi a rischio dalla riforma”. Così Nadia Spallitta, avvocato cassazionista in prima linea sul fronte del ‘No’ insieme al Comitato degli avvocati commenta il risultato del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

“Ritengo che l’energia e la forza dimostrati in questa occasione da tanti cittadini – aggiunge – rappresentino una volontà di cambiamento rispetto all’attuale classe politica di governo e auspico che le forze politiche di area progressista sappiano farne tesoro”.

Referendum, Nordio: "Dimettermi? Ho ancora da fare ma qualcosa si fermerà"
Referendum giustizia, il No vince in 17 regioni. Il Sì solamente in 3: Sud da record

Il No vince il referendum sulla giustizia grazie al successo in 17 regioni italiane, il Sì se ne aggiudica solo tre. Il record di voti contrari alla riforma si tocca in Campania, con una percentuale del 65,22%. A trainare è Napoli, che porta il No sopra il 70% (71,47%). Le grandi città hanno guidato alla vittoria anche altre regioni: nel Lazio, governato dal Centrodestra, il No tocca il 54,59% mentre il Sì si ferma al 45,41%. L’affermazione arriva grazie a Roma dove il No tocca il 60,31% mentre nelle altre quattro province vince il Sì. Scenario similea in Piemonte, regione governata dal centrodestra, dove Torino (64,76% per il No) porta la regione alla percentuale del 53,50%. E in Sicilia (centrodestra), con il 60,98% che ha votato No (a Palermo al 68,94%) e il 39,02% che si è espresso per il Sì.

Referendum giustizia, dati definitivi:

Il No ha vinto col 53,23% al cospetto del Sì che si è fermato al 46,77%

Referendum Giustizia, il senatore M5S Pietro Lorefice: "Sicilia protagonista dei no"

“Il No è stato netto in tutto il Paese. In Sicilia, con quasi il 61%, ancora più forte: una risposta politica consapevole di una terra in cui la giustizia non si piega e non si strumentalizza. La Costituzione è salva. L’Esecutivo ne prenda atto”.

Lo scrive sui social il senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato.

Referendum giustizia, Schlein: "Vittoria del no messaggio politico per Meloni e per noi"

“Quando l’affluenza sfiora il 60%, c’è un messaggio politico di cui Giorgia Meloni deve tenere conto e deve riflettere, perché si sono chiusi nel palazzo e non ascoltano le priorità vere degli italiani, dalle liste d’attesa della sanità pubblica al carovita, al caro energia, ai salari troppo bassi. Noi continueremo a fare le nostre proposte con il resto della coalizione progressista su tutti questi temi”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein in piazza del Popolo. “E ci vedo anche un segnale per noi, che ci dà un’enorme responsabilità – aggiunge – Dobbiamo costruire un’alternativa che sia all’altezza delle aspettative. Perché se guardiamo chi è andato a votare, ci sono 5 milioni di persone in più degli elettori che hanno votato Pd, M5S e Avs alle ultime elezioni europee. Restate mobilitati, noi ci impegnano a costruire un’alternativa per le persone”.

Sul centrosinistra: “Sicuramente definiremo insieme sia il percorso per costruire il programma dell’alternativa, non partiamo da zero, e la modalità di scelta della leadership e se saranno primarie io ho già detto da tempo che sono assolutamente disponibile”.

Referendum giustizia: Sicilia seconda regione contro riforma, il No raggiunge il 60,98%

Ultima per affluenza, poco più del 46 per cento, la Sicilia trascina, però, la ‘volata’ del No al referendum costituzionale. A scrutinio completato la bocciatura della riforma della giustizia targata Nordio nell’Isola incassa il 60,98%, con 1.077.512 voti. Un dato, quello dei contrari, secondo solo al risultato della Campania, dove i ‘No’ hanno raggiunto il 65,22%.

Nell’Isola, guidata dal centrodestra, a scegliere il ‘Sì’ sono stati 689.506 elettori, pari al 39,02%. Le schede nulle sono state 9.383, quelle bianche 4.287, appena 36 quelle contestate. A recarsi alle urne sono stati 1.780.724 (46,13 per cento) votanti a fronte di 3.860.565 elettori.

Referendum giustizia, presidente Tribunale di Palermo: "Ci hanno offeso, ma siamo andati avanti. La vittoria di tutti"

“Una vittoria della ragione, dell’impegno, del coraggio, del cuore. Una vittoria di tutti. All’inizio sembrava una partita impossibile, persa in partenza, spacciata, ma siamo stati bravi perché non abbiamo mollato e, soprattutto, abbiamo incontrato tantissime persone, perché la democrazia è parlare e confrontarsi con la gente. Quando ci hanno offeso e attaccato non ci hanno scalfito, siamo andati avanti”. A dirlo è stato Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, intervenuto alla manifestazione organizzata in piazza Politeama per la vittoria del ‘No’ al referendum.

“Per me è stata una grandissima lezione di vita – ha aggiunto -. Dobbiamo ringraziare tutti. Le persone più anziane, che ovunque siamo andati ci hanno sempre rivolto parole di sostegno e condivisione, ma anche i giovani. Dicono che le nuove generazioni sono distratte e lontane dalla politica, in questa battaglia i giovani sono stati determinanti, hanno dimostrato che si interessano e vogliono capire le cose e nel momento decisivo erano lì. Dalla parte giusta. Questa è una serata meravigliosa, non possiamo che dire viva la Costituzione e viva la democrazia”, ha concluso.

Referendum Giustizia, Ternullo (FI): "Il popolo è sovrano ma l'Italia ha perso una grande occasione"

“Il popolo è sovrano e la sua volontà va rispettata senza riserve. Questo è il fondamento della democrazia e noi, da democratici, non possiamo che inchinarci al risultato delle urne. Detto questo, non posso nascondere la mia amarezza. L’Italia ha perso oggi una grande occasione per riformare davvero la giustizia, per renderla più equa, più rapida, più vicina ai cittadini”. Lo afferma la senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo.

 

“Quello che ha pesato negativamente su questo referendum è stata la strumentalizzazione politica che ne è stata fatta – conclude la Senatrice. Una parte del fronte del No ha trasformato una riforma di civiltà giuridica in un attacco alla Presidente Meloni, in uno scontro politico fine a sé stesso. E questo ha disorientato molti cittadini, che avrebbero meritato invece una discussione seria e trasparente sui contenuti reali dei quesiti”.

Referendum giustizia 2026, vince ufficialmente il No
Referendum Giustizia, affluenza definitiva a 58,93%
Verso la fine delle conclusioni, fronte del No al 53,74%

Dati Eligendo (ore 18.55): 53,74% dei voti per il No, 46,26% dei voti per il Sì.

Referendum, affluenza definitiva sfiora il 59%

L’affluenza definitiva al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia sfiora il 59% (58,93%) in base ai dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale.

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Schlein: "Il Paese chiede un'alternativa"

Arriva un messaggio politico chiaro “a Meloni e al governo” ma anche “un messaggio per noi. Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa”. Lo dice Elly Schlein al Nazareno, commentando i risultati del referendum sulla giustizia.

 

La nota del Comitato Camere penali per il Sì

“L’attenzione e la partecipazione che hanno accompagnato questa consultazione confermano la centralità del tema giustizia nel dibattito pubblico. Sebbene il referendum abbia assunto una connotazione anche di carattere politico, il confronto sviluppatosi nel Paese ha fatto emergere con chiarezza criticità profonde del sistema della giustizia, rendendole maggiormente note anche ai cittadini. Non solo nel fronte del Sì, ma anche in quello del No si è registrata una diffusa consapevolezza circa la necessità di interventi non più rinviabili”, si legge in una nota del Comitato Camere penali per il Sì.

“Sono venuti in evidenza nodi strutturali che incidono sulle garanzie dei cittadini, a partire dai profili legati alle ingiuste detenzioni e, più in generale, all’equilibrio del sistema, nonché alle dinamiche del governo autonomo della magistratura, la cui esposizione nel confronto referendario ha evidenziato uno sconfinamento rispetto al tradizionale perimetro di imparzialità istituzionale. Il dibattito referendario ha tuttavia risentito di una forte polarizzazione, che ha spesso privilegiato la contrapposizione e il ricorso a slogan rispetto a un confronto pieno sul merito delle riforme. Si impone ora una riflessione seria e non eludibile, che consenta di tradurre quanto emerso in un percorso riformatore concreto e responsabile”, conclude il Comitato.

Tajani: "Riconosciamo il risultato negativo, ma basta toni da guerra civile"

Il vicepremier Tajani interviene dopo la sconfitta del fronte del Sì al referendum: “Riconosciamo il risultato negativo, ma basta con i toni da guerra civile“, le sue parole. Per il Governo, aggiunge, “non cambia nulla” e non sembra esserci alcuna intenzione di rinunciare alla riforma della giustizia.

Viminale, il No al 53,87%

Secondo i dati sul sito Eligendo, quando sono state scrutinate in complesso 55.583 sezioni su 61.533 in Italia e 202 su 2.207 comunicazioni Estero, per il referendum giustizia il No è al 53,87% mentre il Sì è al 46,13%.

 

I dati dell'affluenza

La Sicilia, assieme alla Calabria, è l’unica regione a non raggiungere il 50% di affluenza.

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Fronte del No ancora in vantaggio

Dati Eligendo (ore 17): 53,90% per il fronte del No, 46,10% per il Sì. Scrutinate 54.974 sezioni su 61.533.

Nordio: "Rispetto la decisione del popolo sovrano"

La reazione del ministro Nordio: “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano“. In una dichiarazione, il promotore della riforma della giustizia respinta dai votanti ricorda di non dare alla vittoria del no un “significato politico” e si dice soddisfatto per l’importante risultato in termini di affluenza.

“Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”, le sue parole.

Meloni: "Occasione persa"

Arrivano le prime reazioni dopo la vittoria, che ormai appare scontata, del No al referendum sulla giustizia. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”: queste le parole della premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.

Dati del Viminale: il no ancora in vantaggio

Secondo i dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate in complesso 45.628 sezioni su 61.533 in Italia e 67 su 2.207 comunicazioni Estero, al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il No è al 54,16% mentre il Sì è al 45,84%.

 

La Vardera: "La vittoria del no è un risultato politico"

Ismaele La Vardera sul referendum: “La vittoria del no è un risultato politico. Schifani in Sicilia non è più gradito dal popolo, adesso testa alla Regione abbiamo dimostrato che insieme si può vincere”.

III proiezione Opinio-Rai

In base alla terza proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il No è al 53,6% e il è al 46,4%. Copertura del campione al 73%.

 

YouTrend: "Ha vinto il no"

Secondo le proiezioni di YouTrend per Sky TG24 al referendum della Giustizia ha vinto il “No”. Questo è quanto rileva l’istituto di ricerca diretto da Lorenzo Pregliasco, stando ai dati parziali disponibili. Su Eligendo, con oltre 40mila sezioni scrutinate su 61.533, il No arriva al 54,30%.

 

Più della metà per il No, secondo Eligendo

Aggiornamento risultati, ore 16.20 (Eligendo): 45,55% per il Sì e 54,45% per il No.

I risultati parziali

A livello nazionale, secondo i dati della piattaforma Eligendo, si registra il 45,50% per il e il 54,50% per il No (Sezioni: 33.373 su 61.533). In Sicilia dato più netto: 38,33% per il e ben 61,67% per il No (Sezioni: 2.642 su 5.306). Sull’Isola, al momento, si registra lo scarto più ampio tra Sì e No.

Conte: "Ce l'abbiamo fatta"

“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Lo scrive sui social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, vedendo i risultati delle proiezioni.

 

L'affluenza a Messina

A Messina hanno votato 83.632 cittadini su 174.660 aventi diritto, il 47,88%. Per il referendum dello scorso anno l’affluenza si era fermata a una media del 23,59%.

 

A Napoli affluenza al voto al 49,5%

L’affluenza definitiva per il referendum sulla riforma della Giustizia nel Comune di Napoli è stata del 49,51%. Sono i dati che arrivano dal Ministero dell’Interno e comunicati dal Comune di Napoli. Hanno votato 352.132 persone su 711.257 aventi diritto.

 

III instant poll Swg-TgLa7

In base al III instant poll a cura di Swg per TgLa7 sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il No è al 51-55% e il è al 45-49%. Copertura del campione 95%.

 

Eligendo, dati parziali: No 54,38%, Sì 45,62%

Secondo i primi dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate 12.014 sezioni su 61.533, il No è al 54,38% mentre il è al 45,62%.

 

II proiezione Opinio Italia per Rai

In base alla II proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai: il No è al 53,9% e il è al 46,1%, con una copertura del campione del 37%.

 

Instant Poll YouTrend per Sky Tg24, No al 52,5%, Sì al 47,5%

Instant Poll YouTrend per Sky Tg24: No al 52,5%; Sì al 47,5%

A Livorno l'affluenza supera il 66%

Nel Comune di Livorno si è registrata un’affluenza del 66,61%. Per il precedente referendum dell’8 giugno 2025 aveva votato il 45,50% degli aventi diritto.

 

A Bagheria affluenza al 45,78%

Il Comune di Bagheria (PA) ha reso noti i dati definitivi dell’affluenza. Su un totale di 43.625 aventi diritto al voto iscritti nelle liste elettorali del territorio comunale, si sono recati alle urne 19.970 elettori ed elettrici (45,78%).

I proiezione Opinio-Rai

I proiezione Opinio-Rai:  al 46,9% No al 53,1%, con una copertura del campione del 12%.

Magistrati milanesi riuniti, applausi per gli exit poll

Diverse decine di magistrati milanesi si sono riuniti nella sala dell’Anm al primo piano del Palazzo di giustizia, dedicata a Emilio Alessandrino e Guido Galli, per assistere insieme alle proiezioni dei risultati sul referendum della giustizia. Giudici, procuratori aggiunti e pm hanno applaudito ai primi exit poll.

A Siena ha votato il 71,14% degli elettori

Alla chiusura dei seggi delle ore 15 di oggi, lunedì 23 marzo, l’affluenza nelle cinquanta sezioni del territorio comunale di Siena registra 29.335 votanti, pari al 71,14% degli aventi diritto, che in totale per questa votazione erano 41.233.

 

Affluenza, primi dati Viminale (15.941 sez. su 61.533): ha votato il 58,51% degli aventi diritto

In base ai primi dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate 15.941 sezioni su 61.533, l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,51%.

Instant poll YouTrend per Sky TG24: No al 49,5%-53,5% Sì al 46,5%-50,5%

L’instant poll di YouTrend per Sky Tg24 indica la prevalenza del No al referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L’affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.

 I instant poll Swg-TgLa7: Sì 47-51% No 49-53%

In base al I instant poll a cura di Swg per TgLa7 sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il Sì è al 47-51% e il No è al 49-53%. Copertura del campione 79%.

I Exit poll Opinio-Rai: No al 49-53%-% Sì al 47%-51%

In base al primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il Sì è al 47%-51% e il No è al 49-53%. Copertura del campione 83%.

Chiuso il voto, si procede allo spoglio
Ultima ora per votare, poi lo spoglio

Ultima ora per esprimere il proprio voto per il referendum sulla giustizia. Chiusura delle urne alle 15. Poi lo spoglio.

I dati dell’affluenza al referendum giustizia

La Sicilia è ultima a livello nazionale per numero di votanti che si sono recati alle urne per decidere sulla riforma della Giustizia. Il podio per l’affluenza, invece, spetta a Emilia Romagna (66,67%), Toscana (66,27%) e Umbria (65,06%).

LEGGI I DATI COMPLETI SULL’AFFLUENZA, clicca qui

Cosa cambia dopo il referendum

Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026 è stato un referendum confermativo. Significa che al popolo italiano è stato chiesto di confermare o respingere le novità introdotte dalla riforma Nordio nell’ambito della giustizia. In caso di vittoria del sì, sarebbero state introdotte le seguenti novità:

  • Separazione delle carriere tra magistratura giudicante (giudici) e magistratura requirente (pubblici ministeri, che si occupano delle indagini);
  • istituzione di due CSM (Consigli Superiore della Magistratura) distinti per magistratura requirente e magistratura giudicante;
  • sorteggio e nuovo meccanismo di elezione nei CSM;
  • Istituzione dell’Alta Corte disciplinare, che si occuperebbe “in via esclusiva la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti”.

Il referendum non prevede quorum e quindi è valido a prescindere dal numero di votanti. Ciò nonostante, rispetto agli scorsi anni si è notata un’affluenza record, che in tutte le Regioni – tranne Sicilia e Calabria – ha superato il 50% e raggiunto anche livelli superiori al 65-66%.

Avendo ottenuto la vittoria il fronte del “No”, non verranno confermate le novità previste dalla riforma.

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