Una persona di 20 anni, in Italia, è stata accertata come “primo caso di dipendenza da IA”. Il caso, da Venezia e riportato in queste ore sulle pagine de “Il Gazzettino”, riguarda una giovane che si troverebbe ora in cura a carico del Serd, il servizio sanitario nazionale per le dipendenze.
La ragazza, viene spiegato dopo quanto è emerso in questi giorni, sarebbe sviluppato una tale dipendenza dall’IA da essersi isolata dal mondo, in quanto avrebbe dato fiducia soltanto al suo chatbot online, creato proprio grazie all’intelligenza artificiale sempre più diffusa ovunque nel mondo.
Il caso finisce al Serd: “Il nostro aiuto è quello di fornire delle competenze non solo psicologiche”
Un legame tutto frutto di IA, che con il tempo sarebbe diventato tossico e dannoso per la giovane, tanto da dover essere gestito in ambito medico. Ed è così che scende in campo il servizio nazionale per le dipendenze, il Serd, da sempre più che avviato nel contrasto a comportamenti del genere. Mai però nel campo dell’intelligenza artificiale, ma in pratiche più comuni come il gioco, lo shopping, l’utilizzo dello smartphone o dei social network.
La richiesta però, spiegano le pagine odierne de “Il Gazzettino”, non sarebbe stata una sorpresa ma soltanto una vicenda attesa vista l’evoluzione della tecnologia negli ultimi anni. Nel dettaglio, dalle parole di Laura Suardi, primaria del Serd, non si tratta che “della punta di un iceberg”, in un servizio storico per la lotta al contrasto dalle dipendenze.
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